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Manovra, Landini: sindacati non vogliono essere strumentalizzati

Red/Rar

Milano, 16 lug. (askanews) - "Non vogliamo essere strumentalizzati da chicchessia: vogliamo portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo". Lo ha detto, in un'intervista a La Stampa, il leader della Cgil, Maurizio Landini, dopo le polemiche per la riunione convocata da Matteo Salvini al Viminale per incontrare le parti sociali sulla manovra. "Un sindacato se convocato dal governo ci va. Poi è diventato un incontro improprio, della Lega; ma la convocazione era del governo", ha sottolineato Landini. "Se convocati dal governo, noi sindacati andiamo per ascoltare, per dire cosa pensiamo e quali sono le nostre proposte. E così abbiamo fatto anche oggi: poi naturalmente ci siamo trovati di fronte a un vicepremier che aveva con sé solo rappresentanti di governo del suo partito. Addirittura c'era anche una persona che non fa più parte del governo".

"Il governo è uno o ce n'è più di uno? - si chiede Landini - Ci aspettiamo che dalla Presidenza del Consiglio arrivi la convocazione degli incontri. Certo che quello che è avvenuto ci ha fatto riflettere: proporremo a Cisl e Uil di valutare insieme la situazione, perché nessuno può permettersi di utilizzarci per dibattiti politici poco chiari o beghe interne".

Infine una stoccata anche al vicepremier Luigi Di Maio: "E' singolare - ha detto Landini - che Di Maio dica sì alla flat tax proposta da Siri a nome della Lega, e polemizzi con i sindacati perché al tavolo c'era anche Siri. Si metta d'accordo con sé stesso. A noi la flat tax così non piace; è lui che ha fatto il contratto con la Lega".