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In manovra rate per le bollette pro-famiglie, cambiano Irpef e Irap

·6 minuto per la lettura
(Photo: AM POOL via Getty Images)
(Photo: AM POOL via Getty Images)

Dal taglio di Irpef e Irap al rifinanziamento, con 68 milioni, del bonus tv: il Governo presenta in Senato un emendamento omnibus che recepisce l’intesa sulle tasse, compresa la decontribuzione per un anno “in via eccezionale”, e anche sulle bollette. Arrivano una serie di novità, dalla riscrittura del patent box alle nuove norme ‘salva-comuni’. Tra i temi affrontati dal Governo anche il Giubileo, la proroga del programma Strade sicure e fondi per le scuole dell’infanzia paritarie e per le regioni colpite dagli incendi della scorsa estate. Nasce anche un fondo ad hoc per aiutare i settori del turismo, dello spettacolo e dell’auto. Il governo è pronto a presentare un emendamento alla manovra sulle delocalizzazioni.

Bollette a rate in 10 mesi a favore famiglie. Le famiglie potranno rateizzare in 10 rate le bollette di luce e gas in arrivo con le fatture emesse da gennaio ad aprile 2022. In caso di inadempienza dei clienti domestici le imprese saranno tenute ad offrire un piano di rateizzazione senza interessi. L’Arera dovrà definire, nel limite di 1 miliardo, gli anticipi da riversare alle imprese per compensare le rate e le modalità di restituzione delle imprese stesse per consentire il recupero da parte della Cassa per i servizi energetici del 70% dell’anticipazione entro il 2022 e della restante quota entro il 2023.

Cambia l’Irpef. Arriva il nuovo sistema del prelievo fiscale a 4 aliquote: l’emendamento del governo alla manovra riscrive anche il sistema delle detrazioni e introduce una clausola salva-bonus Irpef per i redditi bassi.
Nel dettaglio le aliquote passano da 5 a 4 e saranno al 23% per i redditi fino a15mila euro, al 25% per i redditi tra 15 e 28mila euro, al 35% tra 28mila e 50mila euro e 43% oltre questa soglia. Per i redditi fino a 15mila euro resta anche il bonus 100 euro, che rimane, almeno in parte, anche fino a 28mila euro per evitare che qualcuno ci rimetta con il mix tra nuova Irpef, detrazioni e assorbimento del bonus.

Decontribuzione per redditi fino a 35mila euro. Esonero dei contributi previdenziali di 0,8 punti percentuali per i lavoratori dipendenti (con l’esclusione dei rapporti di tipo domestico) con una retribuzione massima di 2.692 euro al mese, ovvero 35.000 euro annui considerando tredici mensilità. Si tratta, viene spiegato, di una misura “eccezionale” riferita solo al periodo primo gennaio-31 dicembre 2022.

Stop all’Irap a 835mila autonomi. Stop all’Irap per 835 mila autonomi,
pari al 41,2% della platea complessiva (2 milioni circa). È il dato riportato nella relazione dell’emendamento del governo alla manovra che prevede che l’imposta sulle attività produttive “non sia dovuta dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni”. Una fetta di lavoratori pari a 1.315.000,
da cui però vanno esclusi quanti utilizzano il regime forfettario o di vantaggio. Secondo le stime la misura vale poco più di 1,2 miliardi all’anno dal 2023 e poco più di 1 miliardo nel 2022. Arriva anche un fondo da 192 milioni per compensare le Regioni delle minori entrate.

Tre mesi in più per gli enti locali per fissare gli addizionali Irpef. Regioni e Province autonome avranno tre mesi in più, fino al 31 marzo, per pubblicare sui propri bollettini la misura delle addizionali regionali all’Irpef per il 2022. Analoga proroga è prevista per i Comuni, che dovranno allineare le addizionali comunali “alla nuova articolazione degli scaglioni”.

Rifinanziato il bonusTv e decoder. Nel 2022 arrivano 68 milioni di euro per l’acquisto di apparecchi in linea con i nuovi standard tecnologici. Si punta così a ridurre il divario digitale delle persone più anziane e con redditi più bassi: gli over 70 che hanno un assegno pensionistico sotto la soglia dei 20 mila euro annui potranno ricevere il decoder (che deve avere un costo massimo di 30 euro) direttamente a casa, grazie agli accordi fra il Ministero dello Sviluppo e Poste.

Fondo da 150 mln per turismo, spettacolo e auto. Arriva un fondo presso il Ministero dello Sviluppo economico da 150 milioni nel 2022 per il sostegno “agli operatori economici del settore del turismo, dello spettacolo e dell’automobile, gravemente colpiti dall’emergenza Covid”. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della manovra i ministeri dello Sviluppo, della Cultura, del Turismo e dell’Economia definiscono le modalità di assegnazione e le procedure di erogazione delle risorse “nel rispetto delle norme Ue sugli aiuti di Stato” legati all’emergenza Covid.

Altri 50 milioni a Figliuolo. Vengono stanziati 50 milioni da destinare al commissario straordinario all’emergenza Covid per il 2022. Secondo la relazione tecnica della misura, le risorse sono destinate “a provvedere, in particolare, agli oneri dei servizi logistici inerenti la fase emergenziale in corso”. L’emendamento del governo abroga anche l’articolo della manovra che stanziava 1,85 miliardi per i vaccini, dal momento che la somma è stata anticipata al 2021 con il decreto fiscale bis approvato due settimane fa in Cdm.

Alla scuola 100 milioni per proroga contratti. Altri 100 milioni vengono stanziati in manovra per consentire la proroga degli incarichi temporanei del personale Ata della scuola legati all’emergenza Covid. Secondo la relazione tecnica della misura la norma consente di coprire nel periodo da gennaio a giugno 2022 circa 7800 contratti a tempo determinato, se si considera il costo medio mensile lordo di circa 2.115,65 euro per ogni contratto. Altri 20 milioni nel 2022 vengono stanziati per le scuole paritarie dell’infanzia. I criteri di ripartizione del “contributo aggiuntivo” saranno definiti da un decreto del ministero dell’Istruzione da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore della manovra.

Patent box al 110%. Il Governo corregge il regime agevolativo del Patent box, dopo la norma del decreto fiscale contestata dal mondo delle imprese. Si prevede che l’incentivo passi dal 90% al 110%, escludendo dall’ambito dei beni agevolabili i marchi di impresa e limitandolo quindi ai brevetti o ai beni comunque giuridicamente tutelati. Allo stesso tempo, elimina il divieto di cumulo tra il Patent box e il credito di imposta per ricerca e sviluppo e ridisegna il regime transitorio.

Arriva società per il Giubileo di Roma. Arrivano la società ad hoc per il
Giubileo 2025 e la cornice della governance per l’attività del commissario, che è già stato individuato dal premier Mario Draghi nel sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Con l’emendamento omnibus alla manovra il governo riscrive infatti le norme sul Giubileo già presenti nel testo e prevede che il commissario - che potrà essere affiancato da sub commissari - metta a punto un programma “dettagliato” degli interventi, che andrà approvato con apposito Dpcm, sentito il Mef. Prevista anche una cabina di regia di coordinamento, presieduta dal premier o da un ministro delegato o dal sottosegretario a Palazzo Chigi. Il programma dovrà ripartire i finanziamenti per i singoli interventi che saranno identificati con un Codice unico di progetto e avranno un preciso cronoprogramma e un monitoraggio sui sistemi informativi della Ragioneria che, se non rispettati, potranno portare alla revoca dei fondi.

Proroga per Strade Sicure. Fino al 31 marzo 2022, data di scadenza dello stato d’emergenza, viene prorogato il contingente di 753 militari dell’operazione Strade sicure messo in campo in seguito alle “incrementate esigenze di contenimento del Covid”. Per il 2022 vengono stanziati in tutto 7,51 milioni, di cui 1,87 milioni per il pagamento di 47 ore mensili di straordinario, 5,57 milioni per gli oneri di funzionamento e 63.670 euro per oneri una tantum.

Ristori contro gli incendi. Arrivano 40 milioni nel 2022 per ristorare chi ha subito danni dagli incendi che hanno colpito la Calabria, il Molise, la Sardegna e la Sicilia quest’estate.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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