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Manovra: sciopero Fiom divide tute blu, Cgil Cisl e Uil verso mobilitazione 'lunga'

·3 minuto per la lettura

Il pacchetto di scioperi di 8 ore deciso dalla Fiom contro una manovra che non da' risposte alle richieste sindacali torna a dividere le tute blu di Cgil Cisl e Uil dopo un lungo tragitto comune ed un recente rinnovo contrattuale unitario, da sempre banco di prova dei rapporti tra categorie. Fim e Uilm infatti spiazzati da una decisione non condivisa in via preliminare, pur non approvando i contenuti della manovra varata ieri dal governo, hanno preso le distanze dai metalmeccanici della Cgil e criticato duramente la decisione.

Una scelta che, peraltro, rischia di complicare anche i rapporti tra Cgil Cisl e Uil che devono ancora unitariamente esaminare la situazione - lo faranno domani - ma che si trovano con uno sciopero già deciso da una importante categoria di lavoratori. Al momento, comunque, l'incontro via chat, tra Landini, Sbarra e Bombardieri dovrebbe portare a disegnare uno scenario di mobilitazioni nel medio periodo con cui accompagnare il Parlamento nell'esame della legge finanziaria. Nessuno strappo per ora, come chiede oggi esplicitamente il segretario generale della Cisl. "Sciopero generale? Penso sia un pochino prematuro: evitiamo fughe in avanti che rischiano di alterare e di inquinare il clima unitario. Dobbiamo ragionare insieme su come articolare mobilitazioni che durino per settimane in modo da creare pressioni sulle Commissioni parlamentari", spiega.

Tornando ai metalmeccanici il clima appare infuocato. Nonostante una decisione unitaria sul prossimo sciopero nei siti dell'Ex Ilva il 10 novembre con manifestazione a Roma, infatti, il tenore dei commenti non lascia adito a dubbi. "Una fuga in avanti molto grave quella della Fiom, senza confronto né preavviso in sede unitaria. Uno sciopero dannoso che divide i metalmeccanici facendoli tornare indietro di anni, proprio mentre con l’uscita dalla pandemia il bisogno di coesione è fortemente sentito nei luoghi di lavoro", commenta con l'Adnkronos il leader Fim, Roberto Benaglia. Il leader Fim contesta ancora di più "la scelta politica" a monte di una decisione assunta "addirittura prima del varo definitivo della legge di bilancio" e che costituisce , aggiunge, "una iniziativa a priori che indebolisce l’azione unitaria di Cgil Cisl Uil".

Pollice verso anche da parte Uilm. “Non aderiamo a nessun pacchetto di scioperi messo a disposizione dalla Fiom, ma ci muoveremo all'interno di un percorso che ha visto Cgil Cisl e Uil convergere su una piattaforma unitaria, dalle pensioni al fisco. Qualsiasi fuga in avanti della Fiom, invece, anziché rafforzare questa posizione la indebolisce e crea tensione", dice all'Adnkronos il segretario Rocco Palombella. "Ci auguriamo quindi che la fuga in avanti della Fiom non produca forzature o divisioni sui territori, perché riaprirebbe una fase di scontro che avevamo superato", conclude ricordando come il sindacato "supporterà tutte le iniziative che decideranno di mettere in campo”.

Domani dunque il round dei vertici sindacali. Sulla manovra comunque il giudizio non appare tenero. "Voto? 5 meno meno con margini di miglioramento", dice il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri che ribadisce il no a quota 102. "E' un ambo secco, una presa in giro, riguarda solo 15mila persone: tranne che per costoro, sostanzialmente, rientra in gioco la Fornero. Inoltre restano problemi strutturali per le future pensioni dei giovani e delle donne" commenta ancora.

Ma di "poche luci e troppe ombre" parla anche Sbarra. "La manovra - osserva - nasce squilibrata a causa dello scarso dialogo sociale che l’ha preceduta. Apprezziamo alcuni passi avanti fatti in queste ore su non autosufficienza e ammortizzatori sociali ma quota 102 è l’ennesima misura tampone verso un inesorabile ritorno alla legge Fornero". "Una impostazione che noi riteniamo assolutamente inaccettabile", conclude.

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