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In manovra un bonus spese per chi lavora in smart working

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
In manovra un bonus spese per chi lavora in smart working
In manovra un bonus spese per chi lavora in smart working

L’ipotesi al vaglio del governo per sopperire alle decurtazioni di straordinari e buoni pasto e garantire a tutti la parità di trattamento economico

A meno di ulteriori proroghe, a febbraio dovrebbe finire lo stato d’emergenza per il coronavirus e con lui lo smart working automatico. Per lavorare da casa sarà necessario quindi un accordo tra l’azienda e il dipendente. In questo contesto, la questione più complicata da risolvere è quella del trattamento economico, che deve essere lo stesso di chi sta in ufficio. Il ricorso al lavoro agile però prevede delle decurtazioni, come la perdita dei buoni pasto e degli straordinari. Per questo il Governo sta pensando di introdurre nella prossima manovra un bonus spese per chi pratica smart working.

RIMBORSO FORFETTIZZATO

Calcolare gli straordinari per chi lavora da casa non è semplice, così come stabilire quanto spetterebbe loro di buoni pasto. Le decurtazioni a queste due voci però non tengono conto delle varie spese aggiuntive di chi pratica smart working, come utenze, connessione internet e riscaldamento. Per questo, secondo quanto riportato da Repubblica, potrebbe essere inserito in manovra un rimborso forfettizzato per luce e gas o un pacchetto di welfare che consideri costi e benefici del lavoro agile.

L’ESEMPIO DELLA GERMANIA

In Germania il Governo di Angela Merkel riconosce ai lavoratori in smart working uno sgravio di 5 euro al giorno scaricabile dalle tasse per tutto il 2021, con un tetto massimo di 600 euro. Per ottenere il bonus bisogna superare un costo complessivo di 1000 euro tra utenze, internet e acquisto di un computer o di una stampante.

IL PROBLEMA DELLA PA

Tornando in Italia, rimane da risolvere il problema legato alle pubbliche amministrazioni. I dipendenti di queste realtà infatti percepiscono straordinari solo in caso di lavoro in una giornata non prevista, di domenica o nei festivi. Nel pubblico poi serve l’effettivo svolgimento della prestazione (bisogna timbrare il cartellino); a tutto questo si aggiunge anche l’indennità di turno, che nella pubblica amministrazione vale in media 200 euro. Diventa quindi difficile introdurre lo smart working per questa categoria di lavoratori. L’ipotesi più facilmente percorribile dai sindacati è quella di un rimborso forfettario delle spese.