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Mario Calabresi: che Pietrostefani vada in carcere non ha più senso

Image from askanews web site
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Milano, 17 mag. (askanews) - "Domani a Parigi si terrà un'udienza del tribunale per decidere se dare l'estradizione a Giorgio Pietrostefani che è uno degli organizzatori dell'omicidio di mio padre. Devo dire la verità, è importante che ci siano questi segni ma che succeda dopo 50 anni fa anche una certa impressione. Noi ci siamo molto interrogati su questo: oggi che un uomo di 78 anni, malato, vada in carcere onestamente non restituisce più niente. E' importante dal punto di vista simbolico ma per noi non ha quasi più senso". Lo ha detto Mario Calabresi a margine della cerimonia in Questura a Milano per il cinquantesimo anniversario dell'omicidio di suo padre, commissario di polizia, da parte di un commando di militanti di Lotta Continua.

"Questi anni non sono passati invano, cinquantanni sono tanti e questa deve diventare una cosa della storia e non più della cronaca, però il dato importante di questi cinquant'anni è che la figura di mio padre è oggi ripulita e finalmente intorno a lui c'è serenità" ha continuato il 52enne giornalista che in merito al perdono di chi gli portò via sua padre, ha ribadito "io non ho fatto il lavoro che ha fatto mia madre, che è un percorso di perdono, ho fatto un percorso di pacificazione che è una cosa un pochino diversa e ho imparato a non coltivare la rabbia e il rancore".

"Di lui ho un solo ricordo, sulle sue spalle, perché penso di aver avuto due anni e mezzo" ha continuato Calabresi, spiegando che oltre "ai ricordi famigliari, ci sono poi tutti i ricordi di quello che ci è stato raccontato: proprio due giorni fa ho incontrato una persona per la strada che mi ha raccontato che era del Movimento Studentesco e che incontrava mio padre verso il tramonto quando andava fuori dall'università a parlare con i ragazzi, con gli studenti, con quelli del Movimento Studentesco, quando c'erano le occupazioni. Mi ha fatto piacere - ha concluso - perché mi ha detto che era un uomo di dialogo e così lo ricordo".

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