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Mario Draghi raddoppia sul Recovery

·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Italian Prime Minister, Mario Draghi answers the Question time in the Chamber of Deputies. Rome (Italy), May 12th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Italian Prime Minister, Mario Draghi answers the Question time in the Chamber of Deputies. Rome (Italy), May 12th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Se il tentativo riuscirà - e c’è più di un problema che impone l’uso del condizionale - saranno i prossimi giorni a dirlo. Ma Mario Draghi, intanto, ha deciso di rilanciare: due decreti per il Recovery sul tavolo del Consiglio dei ministri del 20 maggio. Quello sulle semplificazioni, che il premier aveva già messo in conto per quella data, e l’anticipo del provvedimento sulla governance. Questa è la tabella di marcia, non solo inquadrata nel rispetto della scadenza di fine maggio concordata con Bruxelles, ma addirittura anticipata, seppure di qualche giorno. E questa, invece, è la previsione meno ottimistica che arriva da una fonte di un ministero di peso: “Due decreti in Cdm se si riuscirà”.

L’asimmetria tra la spinta che arriva da palazzo Chigi e l’affanno, condito di veti incrociati, di alcuni ministeri è la spia di un assetto governativo sul Recovery che non è ancora in equilibrio. È il primo collo di bottiglia politico di un percorso che parte dal Governo e che tirerà dentro il Parlamento, ma anche le Regioni e i Comuni, tutti responsabili a vari livelli dell’attuazione del piano italiano e quindi della sorte di 248 miliardi. Ma stiamo alla mossa di Draghi. Più di un ministro si dice pronto a raccogliere la sfida di portare due decreti in Cdm la settimana prossima, qualcun altro rivendica che la scelta è stata collegiale. Quando però si passa dalle parole ai fatti, meglio alle norme dei decreti, sono i litigi a prevalere sulla buona volontà.

Il fronte controverso è quello delle semplificazioni. La consapevolezza che il decreto con le norme sugli appalti, la Pubblica amministrazione e le autorizzazioni ambientali è cruciale per dare attuazione al Recovery l’ha manifestata per prima lo stesso Governo. Già a marzo, quando a palazzo Chigi e al Tesoro si scrivev...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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