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Materie prime, Vedani (Assomet): "trend prezzi ancora in salita, auspicio è presto plateau"

·4 minuto per la lettura

"La percezione è che il trend sia ancora in salita e l'auspicio è che si raggiunga presto un plateau e che i prezzi delle materie prime si stabilizzino. Non fa bene a nessuno avere prezzi così alti". Ad affermarlo all'Adnkronos è Marco Vedani il presidente di Assomet, l'associazione nazionale industriali metalli non ferrosi aderente a Confindustria commentando l'andamento dei prezzi delle materie prime.

A spiegare l'andamento al rialzo delle materie prime come il rame, che ha raggiunto livelli record sopra 10 mila dollari per tonnellate al London Metal Exchange (Lme) e anche dei metalli non ferrosi come l'alluminio, lo zinco o lo stagno, sottolinea il presidente di Assomet, "sono diversi fattori correlati. La pandemia è uno dei primi responsabili di questi andamenti. Innanzitutto - osserva - con l'emergenza covid si è assistito ad una riduzione degli stoccaggi e della produzione a causa dei vari lockdown che si sono succeduti nel mondo e a causa della crisi economia conseguente. Nel momento della ripartenza ci siamo quindi tutti trovati spiazzati per la mancanza degli stoccaggi, che erano scesi a livelli molto bassi, e dei materiali".

A questo fenomeno, inoltre, "si è aggiunta la crisi della logistica anche questa causata dalla pandemia e l'equilibrio che c'era prima della pandemia si è interrotto. Ci sono state navi bloccate in certi porti mentre container erano bloccati in altri creando un effetto collo di bottiglia che ha generato un aumento dei prezzi. Le materie prime viaggiano in aree geografiche diverse in giro per il mondo e hanno subito in pieno questa situazione". Poi, spiega ancora il presidente di Assomet, "la domanda è ripartita inaspettatamente forte grazie alla voglia di rinascere dopo il momento acuto della crisi e grazie alle politiche messe in campo come il Recovery, gli incentivi fiscali, i vari bonus che non sono solo stati decisi solo in Europa ma anche in altri paesi come la Cina e gli Stati Uniti". Infine, osserva, "l'ultimo elemento inaspettato è stato l'energy crunch. La domanda ha innescato un aumento della richiesta di gas che ha sconvolto l'equilibrio che si registrava nel mondo pre covid. Il prezzo dell'energia è quintuplicato nell'arco di un solo mese a causa del mismatch tra domanda e offerta". Questo fenomeno, rileva Vedani, "ha anche mostrato come siamo ancora lontani dall'indipendenza dai combustibili fossili".

Ora, per quanto riguarda l'andamento dei prezzi dell'energia "che ha generato un fortissimo shock sui prezzi delle materie prime", osserva il presidente di Assomet, "sembra e si spera che sia stato raggiunto un picco". In questo quadro, aggiunge, "è positivo il dialogo politico in corso con la Russia per cercare di avere maggior disponibilità di gas per poter calmierare i prezzi".

Tutte queste variabili, sottolinea Vedani, "hanno bisogno di essere risolte una per una per fare in modo che la situazione si normalizzi e anche per fare in modo che i prezzi delle materie prime ritornino a valori più bassi rispetto ai massimi registrati in queste settimane". La domanda, osserva il presidente di Assomet, "resterà strutturalmente alta anche perché c'è un forte bisogno di metalli non ferrosi legati la necessità di infrastrutture nel mondo per la riconversione energetica". Il livello dei prezzi delle commodity, quindi, probabilmente, "resterà alto anche se più basso rispetto all'andamento attuale. Probabilmente ci vorrà parecchio tempo per tornare ai livelli pre pandemia. Si spera un valore di galleggiamento tra i prezzi pre pandemia e i picchi raggiunti in questi giorni. La preoccupazione è legata anche alla fortissima volatilità che colpisce gli operatori e che in questo modo hanno difficoltà a pianificare". L'importante, quindi, spiega Vedani, "è che si arrivi ad una normalizzazione e a una riduzione della volatilità in modo da poter avere scenari molto più prevedibili".

Nei prossimi mesi, quindi, "probabilmente ci saranno delle correzioni ma il trend è ancora in crescita. Non abbiamo ancora segnali di una modifica del trend. Probabilmente si registreranno discese che potrebbero anticipare ulteriore risalite. L'auspicio è che si arrivi presto a un plateau e a un stabilizzazione dei prezzi", rimarca ancora. Quello che conta di più in questo momento, conclude il presidente di Assomet, "è il tema dell'energia. Il Governo ha fatto bene a mitigare le bollette per gli utenti ma è fondamentale per le imprese che i prezzi dell'energia tornino a valori accettabili, abbastanza stabili e prevedibili perché l'indicenda del costo dell'energia si traduce sul costo dei prodotti. In mancanza di un energia sotto controllo ci potrebbe essere un problema per la ripartenza. Un prezzo dell'energia sotto controllo potrà essere un presupposto per una mitigazione dei prezzi dei metalli".

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