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Maturità 2020, prove Invalsi obbligatorie: le novità

Maturità 2020, prove Invalsi obbligatorie: le novità

La circolare Miur sull’Esame di Stato 2020, che riguarderà mezzo milione di maturandi, raccoglie alcune novità e altri provvedimenti già annunciati dal ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, come il ritorno nel tema di italiano della traccia specifica di storia e l'eliminazione delle tre buste all'orale.

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Prove Invalsi obbligatorie

La novità principale, come riporta Ansa, sono le prove Invalsi obbligatorie per essere ammessi alla Maturità. In realtà, come spiega il Corriere della Sera, che le nuove prove Invalsi di quinta superiore dovessero diventare obbligatorie era già previsto dal decreto legislativo sulla revisione degli esami di Stato del 2017 previsto dalla legge sulla Buona Scuola, ma l'ex ministro dell'Istruzione Marco Bussetti l'anno scorso aveva deciso di rinviarne l'obbligo di un anno. Ora dunque si è imposta l'applicazione, per evitarla era necessaria infatti una nuova norma che avrebbe dovuto modificare il decreto del 2017. 

“Dovrà essere verificato”, recita la circolare, “ai fini dell’ammissione dei candidati interni all’esame di Stato dell’anno scolastico 2019/2020, oltre al requisito della frequenza scolastica e del profitto scolastico, anche il requisito della partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove a carattere nazionale predisposte dall’Invalsi e quello dello svolgimento delle attività programmate nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (ex alternanza scuola-lavoro), secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi”.

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Le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese di quinta superiore si svolgeranno dal 2 al 31 marzo 2020 e non conterà il punteggio nell'ammissione all'Esame ma solo il fatto di aver sostenuto la prova.

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L’esame orale

Con la scorsa riforma era stata eliminata la tesina agli orali ed erano state introdotte le tre buste: il candidato doveva sceglierne una e da lì partiva il confronto con i commissari.

Nella circolare, invece, si specifica che "non ci saranno più le tre buste". Rimane però l’avvio del colloquio mediante l’analisi da parte dello studente dei materiali preparati dalla commissione d’esame in un’apposita sessione di lavoro, con la finalità di "verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e di collegarle per argomentare in maniera critica e personale anche utilizzando la lingua straniera".