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Mediaset: ragioni Vivendi infondate e in conflitto di interessi -2-

Red/Rar

Milano, 23 dic. (askanews) - Il cda di Mediaset rileva, inoltre, che "mentre afferma di aver investito 'oltre 1,2 miliardi da circa 3 anni', Vivendi dimentica che tale investimento è stato effettuato in violazione delle disposizioni di cui all'art.43, comma 11, Tusmar accertata da AGCom e del contratto stipulato con Mediaset l'8 aprile 2016 relativo alla cessione di Premium".

Il board del Biscione "ritiene infondate le critiche di Vivendi alla proposta di delibera e alla 'procedura che le società del gruppo Mediaset hanno dichiarato di voler seguire per approvare la fusione'. Infatti, tale proposta: non ha ad oggetto l'approvazione del progetto di fusione né di un nuovo progetto di fusione, è pienamente legittima e ha a oggetto solo limitate modifiche al progetto di statuto di MFE e al regolamento delle azioni a voto speciale, tutte finalizzate a uniformarsi alle indicazioni fornite dal Tribunale di Milano in sede di tentativo di conciliazione e a migliorare il modello di governance di MFE, supera le critiche formulate dal Tribunale di Madrid, che peraltro Mediaset España (e Mediaset, per quanto di competenza) non condividono e che formano oggetto di ricorso in appello".

Il cda "prende atto delle posizioni espresse dall'Avvocato Generale nel procedimento pendente innanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea e ricorda che: tali posizioni non vincolano la decisione della Corte di Giustizia, lo stesso Avvocato Generale conferma che la tutela del pluralismo dell'informazione può giustificare 'l'adozione di misure nazionali che limitano la libertà di stabilimento' (con prevalenza, pertanto, sul relativo principio) e che spetta ai giudici nazionali la valutazione della proporzionalità di tali misure, in attesa della sentenza della Corte UE e dell'attuazione di tale sentenza da parte del giudice nazionale, nulla cambia in merito alla illiceità (legale e convenzionale) dell'acquisto da parte di Vivendi del 29,94% del capitale sociale di Mediaset e alle conseguenti valutazioni di Agcom".

Il cda ribadisce "che la proposta di delibera non integra alcuna delle fattispecie previste per l'esercizio del diritto di recesso ex art.2437 cod. civ. nonché ex art.5 del Decreto Legislativo 108/2008" e con riferimento alla denuncia ex art.2408 cc contenuta nella Lettera, "il collegio sindacale porrà in essere le attività allo stesso demandate in proposito a norma delle leggi applicabili".