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Mediobanca: Covid non ferma corsa WebSoft, bene Gdo e avanza la Cina

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 30 mar. (askanews) - La pandemia ha avuto un impatto enorme nel 2020 sull'intera economia globale, comprese le grandi multinazionali, ma i suoi effetti sono stati eterogenei sui diversi settori: brillano le Websoft, in crescita Gdo e alimentare, crollano invece i produttori di aeromobili, i colossi petroliferi e della moda. In molti casi le quotazioni in Borsa sono già superiori ai livelli pre-pandemici, mentre a livello geografico avanzano i big cinesi, l'high tech sostiene i gruppi statunitensi, soffrono le europee e soprattutto le italiane. E' in sintesi il quadro che delinea l'Area Studi di Mediobanca che ha analizzato l'impatto della pandemia sui bilanci 2020 delle grandi multinazionali.

Il giro d'affari dei big mondiali si è ridotto mediamente del 3,1% rispetto al 2019 ma con ampia divergenza fra i settori. Inarrestabili i gruppi del WebSoft che continuano a crescere a doppia cifra (+19,5%), seguiti a distanza dalla Gdo (+8,5%), dall'alimentare (+7,9%), dall'elettronica (+5,4%) e dalle case farmaceutiche (+3%). Le tlc (-0,6%) e l'industria dei pagamenti digitali (-0,7%) mostrano una certa resilienza, con ricavi stabili, mentre sono in sofferenza i colossi dell'Oil&Gas (-32,9%), i produttori di aeromobili (-26,8%), i gruppi della moda (-17,3%) e dell'automotive (-12,1%). Nel dettaglio, WebSoft, elettronico, alimentare e Gdo hanno incrementato il fatturato in ciascun trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019; le tlc e l'automotive sono tornate a crescere solo nel quarto trimestre dopo tre periodi in calo. In contrazione invece in tutti i trimestri le multinazionali delle bevande e della moda, i produttori di aeromobili e i big dell'Oil&Gas.

A livello geografico, pressoché invariati i ricavi delle multinazionali dell'area Asia Pacifico e di quelle localizzate nelle Americhe; in particolare avanzano le cinesi (+11,2%), già tornate su livelli d'attività pre-crisi, mentre le europee subiscono il più duro contraccolpo (-14,5%), con le italiane maggiormente in difficoltà (-29%) per l'assenza di grandi operatori nella new economy e nell'high tech.

La forza lavoro delle maggiori multinazionali è in leggero aumento rispetto al 2019 (+1,5%), sulla scia però delle assunzioni effettuate dalle società WebSoft (+29,6%). Escludendo questo settore, dominato dai colossi Usa e cinesi, la forza lavoro complessiva diminuirebbe mediamente dell'1,3%. Nel dettaglio, i gruppi americani, trainati dalle big tech, hanno aumentato i propri dipendenti del 7,1%, le multinazionali con sede in Europa hanno chiuso il 2020 con un -0,9%, i gruppi italiani con un -4%.

Infine, le quotazioni in Borsa dei big mondiali in molti casi sono già superiori ai livelli pre-pandemici. Dopo le perdite del primo trimestre 2020, la capitalizzazione complessiva delle maggiori multinazionali al 26 marzo 2021 è infatti superiore del 15,4% rispetto alle quotazioni di fine 2019, trainata dai colossi dell'elettronica (+41,9%) e dalle WebSoft (+37,4%). In calo a doppia cifra, invece, le performance di Borsa per i produttori di aeromobili (-25,6%), per i colossi dell'Oil&Gas (-13,9%) e per le multinazionali delle bevande (-10,1%).