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Mediobanca: mercato mondiale acque minerali vale 155 miliardi

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 23 apr. (askanews) - Cresce il mercato mondiale delle acqua minerali, il cui valore è stimato a 155 miliardi di euro: l'Italia è il nono paese al mondo per dimensione e il secondo per consumo pro capite, oltre ad essere il secondo esportatore di acqua confezionata minerale della Ue con 605 milioni di euro, alle spalle della Francia (761 milioni), e il terzo mondiale preceduto anche dalla Cina. Però i margini sono in riduzione e il prezzo al litro è tra i più bassi (0,20 centesimi). In Italia operano 82 aziende per un fatturato aggregato nel 2019 pari a 3,8 miliardi di euro. E' quanto emerge dal nuovo report sul settore dell'acqua confezionata dell'Area Studi Mediobanca, che aggrega i dati economico-finanziari, per il triennio 2017-2019, di 82 aziende nazionali con fatturato 2019 superiore al milione di euro.

Il mercato mondiale dell'acqua confezionata è stimato in oltre 387 miliardi di litri, per un valore al dettaglio pari a 155 miliardi di euro. Il prezzo medio al litro è attorno a 40 centesimi, che scende a 30 centesimi nella UE e a 20 centesimi in Italia. In base alle quantità, il consumo mondiale è cresciuto nell'ultimo ventennio al 7,4% annuo e le previsioni per il prossimo quinquennio indicano ritmi analoghi, tra il 7% e l'8%. In Italia il comparto dovrebbe avere chiuso il 2020 in stabilità. La Cina rappresenta il maggiore mercato con 103,1 miliardi di litri per 26,1 miliardi di euro al dettaglio, un primato incontrastato dal 2009 quando la Cina ha superato e infine doppiato gli Usa che oggi valgono 50 miliardi di litri e 34,6 miliardi di dollari.

Dal 2000, il mercato cinese è cresciuto del 13,7% all'anno, quello statunitense del 5,8%. Altri Paesi importanti e dinamici sono: il Messico (+5,9%), l'Indonesia (+11,4%), l'India (+13,7%), il Brasile (+6,9%) e la Thailandia (+6,8%). Il consumo individuale mondiale è pari a 50,4 litri per abitante, ma circa metà della popolazione segna consumi pari a 17,7 litri pro-capite. L'Italia con i suoi 13,5 miliardi di litri è il nono mercato mondiale, sostenuto dalla ricchezza delle fonti (oltre 300) e da elevati consumi per abitante: 222 litri, secondi al mondo dietro al Messico.

Il nostro Paese vanta altri primati: è il secondo esportatore di acqua confezionata minerale della UE con 605 milioni di euro, alle spalle della Francia (761 milioni), e il terzo mondiale preceduto anche dalla Cina. Sempre nella UE l'Italia è di gran lunga il primo esportatore di acqua gassata con 440 milioni, quasi il 50% del totale dell'Unione. Da ultimo, in Italia l'acqua minerale rappresenta il 76,2% del consumo di tutte le bevande analcoliche, la percentuale più alta dell'Unione che riporta un valore medio pari al 45,8%.

Il budget familiare (3 persone) annuo è attorno ai 130 euro. In Italia, rispetto a un ipotetico prezzo di 30 centesimi allo scaffale per una bottiglia da 1,5 litri, il 45% è rappresentato dalla bottiglia finita e piena, il 37% da altri oneri, tra cui il trasporto e il margine del retailer, e dall'Iva per la quota residua.

Il mercato dell'UE vale 63,7 miliardi di litri pari al 16,5% del totale mondiale, per un valore al dettaglio stimato in 19,1€ miliardi. Il consumo complessivo dal 2012 è cresciuto del 2,3% all'anno (quello mondiale del 7,8%) e risulta composto per il 63% da acqua liscia e per il resto 2 da acqua gassata. I consumi sono pari a 142 litri per abitante, ma sono molto bassi nei Paesi del Nord (Regno Unito: 37,4 litri, Paesi Bassi: 27,9 litri, Svezia: 10 litri, Finlandia: 17 litri, Norvegia: 9,3 litri), sia per fattori climatici che per il maggiore ricorso all'acqua del rubinetto. Parte della crescita dei consumi di acqua confezionata è dipesa anche dalla stagnazione dei soft drinks, sovente associati a stili alimentari non salutari, tanto che la loro componente a basso o nullo contenuto calorico è aumentata dal 21% al 27% del totale. Negli Stati Uniti il consumo di acqua ha superato quello di soft drinks nel 2017, in Italia il rapporto tra le due grandezze è di 3,2 a 1. Il mercato dell'acqua confezionata è tuttavia maturo in molti Paesi, specialmente in Italia ove i consumi individuali sono molto alti. Dal 2012 il mercato italiano è cresciuto del 2,4% all'anno, quello tedesco ha ristagnato, quello francese del 2,5%, lo spagnolo del 2,9%. Più dinamici i mercati del Nord e dell'Est Europa: Polonia (+4,9%), UK (+5,7%), Romania (+4,4%), Bulgaria (+5,9%), Paesi Bassi (+4%), Irlanda (+9,9%), Lituania (+4,6%), Lettonia (+4,5%), Finlandia (+5,1%) ed Estonia (+5,6%).

In Germania domina l'acqua frizzante (74,4% del totale), in Italia la liscia (69%). I produttori cercano di agire sull'innovazione attraverso acque aromatizzate, arricchite o funzionali (per lo sport, per lo studio, per l'estetica), prodotti per l'infanzia (kidfriendly), packaging accattivante e naturalmente ecologico, differenziazione nella fascia premium con acque di provenienza o composizione minerale esclusiva. Con riferimento al mercato statunitense, si tratta di segmenti previsti crescere tra il 6% e il 9%.