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Mediobanca: Milano primeggia per efficienza dei servizi pubblici

Mlo

Milano, 21 nov. (askanews) - Sul fronte dell'efficienza e della qualità dei servizi pubblici Milano fa la prima della classe al cospetto dei maggiori comuni italiani. Dalla foto scattata dall'Area studi Mediobanca alle società che gestiscono quattro tipologie di servizio (trasporto pubblico locale, aeroporti, idrico e igiene urbana) nei 10 capoluoghi di regione più popolosi d'Italia, emerge infatti che Milano riesce sempre a salire sul podio.

In particolare, sul fronte del trasporto pubblico locale, l'Azienda dei trasporti milanese è l'unica a realizzare più della metà del fatturato (54,4%) dalla vendita dei titoli di viaggio e il più basso contributo pubblico per passeggero (0,4 euro). Ogni giorno fa viaggiare 2 milioni di passeggeri (1,5 volte gli abitanti della città) a cui vanno aggiunti i circa 174mila della metropolitana di Copenaghen, che gestisce, per un totale di 63,4 milioni di passeggeri all'anno. Sul fronte del fatturato da biglietti, l'argento e il bronzo vanno a l'Amt di Genova (41,3%) e la bolognese Tper (40,4%). Modesti gli introiti da vendita di biglietti invece per la palermitana Amat (17%). L'Atm, inoltre, è terza per incidenza degli investimenti unitari sui ricavi (13,8%), dopo la Tper di Bologna (22,6%) e l'Amtab di Bari (15,9%) e si colloca al secondo posto per produttività in termini di passeggeri per operaio (102mila passeggeri), dopo la Gest (179mila passeggeri), che gestisce la tramvia di Firenze.

Sul fronte del trasporto aereo, in cima alla classifica degli aeroporti più trafficati c'è l'aeroporto di Orio al Serio di Bergamo (1.300 al giorno, 54 all'ora). Sul podio anche quelli di Napoli e Fiumicino. Poco più indietro Milano Linate e Venezia. Meno trafficati i gates di Milano Malpensa T1 (627 al giorno, 26 all'ora). La Sea, che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate, si colloca al secondo posto per ricavi unitari (18,3euro per unitù di carico), dopo l'Aeroporto di Genova; in penultima posizione, invece, la Sacbo con 8,9 euro/unità di carico (ultima l'Aeroporti di Puglia con 8,6 euro/unità di carico). La Sacbo ricopre la terza posizione per incidenza degli investimenti unitari sui ricavi totali (23%), dopo la veneziana Save (57,1%) e l'Adr di Roma (25%) e ha la maggiore produttività (26.688 passeggeri per dipendente). Nello scalo di Linate si registra la più alta percentuale di voli puntuali in partenza (86,8%), si lascia l'aereo in due minuti (meglio solo a Treviso con poco più di un minuto) e si disbrigano le operazioni di check-in in 7 minuti e 8 secondi (meglio solo a Torino con tempi di attesa di 6 minuti e 12 secondi). I due terminal di Malpensa, con circa 15 minuti e 50 secondi, segnano lunghi tempi di attesa al check-in (peggio solo a Bologna con 18 minuti e 22 secondi). Circa i bagagli disguidati in partenza di competenza dello scalo, a Malpensa (T1+T2) il disservizio riguarda 1,5 bagagli ogni mille passeggeri, meglio che a Linate (1,85 bagagli).

: la rete idrica gestita dalla MM, con 625 abitanti per km, è la seconda più intensamente utilizzata dopo quella gestita dall'Abc di Napoli (717 abitanti per km) e quella con il maggior volume di acqua immessa in rete giornalmente (276 mc ogni km di rete). La MM di Milano gestisce la rete idrica a migliore tenuta, con un tasso di perdite pari al 15,9%, e ha la bolletta più leggera facendo registrare i più bassi ricavi unitari (797€ ogni 1.000 mc di acqua fatturata). La MM si colloca al terzo posto in termini di investimenti unitari per metri di rete gestita (14,2€), dopo la romana Acea Ato 2 (18,4€) e l'Iren Acqua di Genova (15,4€) e al vertice sulla base di due indicatori di produttività: 366mila mc di acqua fatturata per dipendente e 85mila mc di acqua fatturata per km di rete. Per la MM di Milano si riscontra la maggiore percentuale (98,6%) di campioni di reflui depurati risultati conformi in seguito a controlli e tutte le utenze gestite sono collegate ai depuratori.

Per quanto riguarda il settore idrico, va detto che la nostra rete di acquedotti paga una grave inefficienza: ogni 100 litri di acqua immessi, infatti, se ne perdono 38,7, molto più che in Germania (che ha un tasso di perdita fermo al 7,2%), Spagna, Francia, Inghilterra e Galles. In tutto, ogni anno sono circa 900 i milioni di metri cubi d'acqua persi, per un valore economico di circa 1,5 miliardi di euro. Anche in questo ambito, però, la milanese MM (15,9%), la genovese Iren Acqua (23,9%) e la torinese Smat (24,6%) gestiscono le reti con la maggiore tenuta, mentre la palermitana Amap (54,6%) e l'Acquedotto Pugliese (50,3%) hanno i maggiori tassi di perdita. La MM, che con 625 abitanti per chilometro, è la seconda più intensamente utilizzata dopo quella gestita dall'Abc di Napoli, si colloca al terzo posto in termini di investimenti unitari per metri di rete gestita (14,2 euro), dopo la romana Acea Ato 2 e l'Iren Acqua di Genova e al vertice sulla base di due indicatori di produttività: 366mila metri cubi di acqua fatturata per dipendente e 85mila metri cubi di acqua fatturata per chilometro di rete. Per la MM di Milano si riscontra, inoltre, la maggiore percentuale (98,6%) di campioni di reflui depurati risultati conformi in seguito a controlli e tutte le utenze gestite sono collegate ai depuratori.

In ultimo c'è il settore dell'igiene urbana: qui l'Amsa di Milano ricopre il terzo posto per quota di raccolta differenziata (53,8%), dopo la veneziana Veritas che serve 45 comuni (65,2%) e la Alia di Firenze (59,3% in 49 comuni serviti). Terza anche per investimenti: 21,2 euro per ogni tonnellata di rifiuti raccolta, pari merito con la fiorentina Alia e dopo la veneziana Veritas (29,4 euro per tonnellata) e la torinese Amiat (22,4 euro). A Milano il secondo posto per la spesa più elevata: ogni abitante spende 200 euro all'anno per il servizio di igiene urbana (prima l'Ama di Roma con 255 euro per abitante).