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Mediobanca: moda italiana in crescita, volano aziende ... -2-

Glv

Roma, 13 feb. (askanews) - Nel complesso, spiega Mediobanca, le aziende moda Italia "hanno ottenuto nel 2018 un ebit margin dell'8,2%, con l'occhialeria e la pelletteria sugli scudi (rispettivamente 12% e 10,2%). Delle 173 aziende analizzate, sono solo 15 le quotate in Borsa. Queste società determinano però il 29% del fatturato aggregato e hanno un ebit margin nettamente superiore (11,7% contro il 6,8% delle altre), a dimostrazione di come l'apertura ai mercati borsistici possa dare grande impulso sia in termini di redditività sia di proiezione internazionale".

"Proprio quest'ultima - secondo il report dell'Area studi - è una delle caratteristiche più rappresentative della moda italiana: il 72,2% del fatturato complessivo proviene dall'estero, molto più del totale del settore manifatturiero (58,3%) e con ancora una volta in testa l'occhialeria (89,6%)". Cresce anche l'occupazione, "con 45.300 nuovi addetti (+14,1% sul 2014 e +1,7% sul 2017), per una forza lavoro totale di 366mila persone. Bene soprattutto la gioielleria (+32,7% sul 2014), la pelletteria (+24,6%) e la distribuzione (+22,6%)".

Il settore moda italiano "si conferma anche molto solido, come dimostrato dalla bassa incidenza del debito finanziario sul capitale netto (34% nel 2018), e dotato di una forte liquidità, con il rapporto tra disponibilità e debiti finanziari al 79,4%".

Dall'analisi della varietà di genere nei board delle 173 aziende moda Italia "emerge una correlazione con la performance delle stesse. Nelle aziende dinamiche, quelle che fanno registrare un ebit margin e un tasso di crescita del fatturato superiore alla media del panel analizzato, il 22% dei consiglieri è donna. A livello generale invece la quota di donne presenti nei cda scende a 17,9%".

Nel 2018, sottolinea Mediobanca, "i 46 grandi gruppi europei hanno fatturato 251,5 miliardi (+33,6% sul 2014 e +6,3% sul 2017). L'Italia con le sue big 14 è il paese più rappresentato a livello numerico, ma è la Francia, con una quota del 34,6% del fatturato aggregato, ad aggiudicarsi il primato per giro d'affari, seguita da Germania (12,2%), Spagna e Regno Unito (entrambi 11,3%)". In calo il peso dell'Italia (8,3%) "a causa principalmente della fusione tra Luxottica e Essilor che ha dato vita alla holding EssilorLuxottica con base a Parigi".

Al primo posto per dimensioni tra i colossi europei "c'è sempre Lvmh (46,8 miliardi). Molto distanti Inditex che controlla Zara, (26,1 miliardi), la tedesca Adidas (21,9 miliardi), la svedese H&M (20,5 miliardi) e proprio EssilorLuxottica (16,2 miliardi). Prima tra gli italiani Prada (3,1 miliardi), al 14esimo posto in classifica".

In generale i big 14 italiani "crescono a un ritmo annuo medio inferiore (+0,9% rispetto al +8,2% dei competitor stranieri) e sono meno redditizi (ebit margin al 9% contro il 16,1%)". Nonostante questo "hanno una capitalizzazione maggiore (leverage ratio al 20,6% contro il 26,9%) e sono più 'liquide': rapporto tra disponibilità e debiti finanziari al 168% contro il 95,2%".

(segue)