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Mediobanca: moda italiana in crescita, volano aziende ... -3-

Glv

Roma, 13 feb. (askanews) - Nel 2014-2018, sottolinea Mediobanca, "la graduatoria per crescita media annua delle vendite vede in testa la britannica Asos (+25,5%), seguita dall'italiana Moncler (+19,6%), dalla francese Smcp (+18,9%) e dalla danese Pandora (+17,6%). A livello continentale, nello stesso periodo i ricavi sono cresciuti mediamente del 7,5%, una performance migliore rispetto al +3,1% dei colossi del manifatturiero".

Il 2018 "è stato un anno positivo anche sotto il profilo dell'occupazione, con 190mila nuove assunzioni (+20%). A distinguersi sono soprattutto i gruppi spagnoli (47mila nuovi addetti, +37,8%, dovuti per la maggior parte a Inditex), seguiti da quelli francesi (+43mila, +13,1%). I colossi italiani hanno creato invece 11.200 nuovi posti di lavoro (+11%)". Anche a livello europeo "le società quotate (27 su 46) hanno un impatto decisivo sul settore: determinano l'83,3% del fatturato aggregato, sono più redditizie (ebit margin al 16,7% contro l'11%) e crescono più velocemente (+39,7% contro il +6,4% nel 2014-2018)".

In base ai dati di Prometeia al 2021, evidenzia l'Area studi di Piazzetta Cuccia, "il giro d'affari della moda italiana continuerà a crescere fino a raggiungere quota 80 miliardi (+8% in due anni: due volte il ritmo di sviluppo atteso dei comparti di riferimento). Più crescita ma anche più margini: nel 2021 l'ebit margin sarà superiore di quasi sei punti alla media dei settori benchmark".

A determinarla "concorrono indubbiamente la visibilità e la reputazione online. I 559 brand delle 173 aziende considerate vengono cercati su internet circa 300 milioni di volte al mese, con 57 brand che superano il milione di ricerche ciascuno. Numeri che si riflettono nella crescita della domanda, che si stima aumenterà di 1,7 miliardi in due anni".

Attualmente i paesi in cui il fashion italiano "è più cercato online sono Germania e Stati Uniti, seguiti da Cina e Russia. Enorme, ma ancora parzialmente inespresso, il potenziale dei marchi italiani in paesi come Australia, Brasile, India, Polonia, Canada e Messico, dove il volume di export è inferiore rispetto alla popolarità dei brand".

In generale, aggiunge Mediobanca, "nonostante i più giovani, specialmente negli Stati Uniti, mostrino meno interesse per la moda italiana rispetto ai genitori e ai nonni, i più famosi marchi italiani guidano le classifiche delle ricerche online del settore". Per le keyword associate ai brand italiani nella ricerca online, "non sorprende che tra le più usate ci siano qualità, autenticità e affidabilità. Meno scontata ma molto gettonata l'associazione con sostenibilità, online shopping, cruelty e conflict-free: sintomo dei nuovi trend di consumo globali, intercettati opportunamente dai marchi italiani".