Italia markets open in 7 hours 38 minutes
  • Dow Jones

    34.792,67
    -323,73 (-0,92%)
     
  • Nasdaq

    14.780,53
    +19,24 (+0,13%)
     
  • Nikkei 225

    27.584,08
    -57,75 (-0,21%)
     
  • EUR/USD

    1,1843
    0,0000 (-0,00%)
     
  • BTC-EUR

    33.596,74
    +859,40 (+2,63%)
     
  • CMC Crypto 200

    977,06
    +50,30 (+5,43%)
     
  • HANG SENG

    26.426,55
    +231,73 (+0,88%)
     
  • S&P 500

    4.402,66
    -20,49 (-0,46%)
     

Mediobanca: per big italiani del vino, vendite a -4,1% nel 2020

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 8 lug. (askanews) - Vendite online, vino biologico e packaging alternativi. Sono queste le tre linee guida di un 2020 che, per i big del vino italiano, si è chiuso con una flessione delle vendite del 4,1%: un dato composto che riflette una performance più scadente sul mercato interno (-6,3%) e una meno negativa relativa alle vendite all'estero (-1,9%). E' quanto emerge dal primo report congiunto presentato oggi dall'Area Studi Mediobanca, dall'Ufficio Studi di Sace e da Ipsos. Un rapporto dedicato all'analisi dei mercati domestici e internazionali e allo studio delle dinamiche socio-culturali di consumo in un contesto, quello della pandemia, che ha fortemente impattato sul settore. L'ebit margin ha riportato una lieve contrazione arretrando al 5,8%, rispetto al 6,2% del 2019. L'incidenza del risultato netto sul fatturato ha performato bene, con una leggera variazione dal 4,2% al 4,1%.

Non a caso, sono stati i vini sparkling (bollicine, ndr) a perdere maggior terreno, con un ripiegamento del 6,7%, calo dovuto al lungo stop a feste, cerimonie, occasioni di socialità. Mentre per i vini fermi l'arretramento si è fermato al 3,5%. Se si esamina il segmento dei soli produttori a organizzazione cooperativa si rileva una flessione più contenuta del 2%. Ovviamente, la principale variabile è stata quella dei canali distributivi cui le imprese si appoggiano: per le aziende che facevano leva su Horeca, enoteche e wine bar, ci soono state riduzioni di vendite più severe.

Il canale Gdo ha invece visto la propria incidenza passare dal 35,3% del 2019 al 38% del 2020 (+2,3% a valore), quello Ho.Re.Ca. contrarsi dal 17,9% al 13,4% (-32,7%), quello dei wine bar ed enoteche dal 7% al 6,7% (-21,5%). Ciò si è riflesso in un calo di attività dei grossisti e intermediari ridimensionati del 15,1%.

Il 2020 sarà ricordato anche come l'anno dell'online, che è esploso durante la pandemia: +74,9% le vendite sui portali web di proprietà, +435% per le piattaforme online specializzate, +747% i marketplace generalisti. Nel 2020 gli investimenti nel digital dei maggiori produttori di vino sono aumentati del 55,8%, a fronte di un calo del 14,3% degli investimenti complessivi e del 13,4% della spesa pubblicitaria. Le imprese con fatturato 2020 in aumento hanno venduto vino base (meno di 5 euro) per il 70,8% del loro fatturato; quota che scende al 52,6% all'interno del gruppo di imprese con vendite in calo. Ma lo spostamento verso segmenti più alti appare solo rinviato a quando si assesteranno gli stili di consumo post pandemici.

Tra le varie tipologie, sugli scudi il bio, con vendite 2020 in aumento del 10,8%, per una quota di mercato del 2,3%; tiene il vino vegan (+0,5%, anch'esso al 2,3% del totale). Performance ancora inefficaci invece per i vini biodinamici, in caduta del 21,9% e confinati allo 0,1% del mercato. Infine, il 2020 ha portato uno sviluppo del 5,8% dei vini confezionati in contenitori alternativi al vetro (brick, lattine, bag in box): vini leggeri, ecosostenibili, adatti all'online e in linea con l'interesse per le novità delle giovani generazioni.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli