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Mediobanca: per giganti Web boom di occupati, Amazon top employer

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Milano, 27 nov. (askanews) - Nel 2018 i giganti del Web e del software hanno generato un giro d'affari di 850 miliardi, in crescita del 24,5% sul 2017 e del 109,7% sul 2014, e danno lavoro a quasi 2 milioni di persone sparse nel mondo (il 6% della forza lavoro di tutte le multinazionali mondiali), segnando un aumento di +902mila unità sul 2014 (+91,6%, contro il +1% delle multinazionali manifatturiere). La sola Amazon ha determinato oltre la metà di tale incremento. E' quanto emerge dal rapporto dell'Area Studi Mediobanca sui giganti del Websoft. L'azienda di Jeff Bezos è il primo datore di lavoro del settore e ha più che quadruplicato il numero dei propri dipendenti tra il 2014 e il 2018, in parte grazie all'acquisizione di società minori, raggiungendo 647mila unità nel 2018. Al secondo posto una cinese, JD (179mila occupati), e al terzo l'americana Oracle (136mila). La prima europea è al settimo posto: la tedesca Sap (94mila).

Il 2018 è stato un anno di grande crescita per le WebSoft, con il fatturato complessivo che ha toccato quota 850 miliardi. Una corsa straordinaria, specialmente se paragonata a quelle delle multinazionali manifatturiere (+13% sul 2014). Sono soprattutto le aziende cinesi a brillare, grazie a ricavi cresciuti del 294% sul 2014. I big americani crescono, invece, "solo" del +91%. Il mercato è sempre più concentrato e il podio resta ancora tutto a stelle e strisce. Nel 2018 i primi tre giganti, Amazon, Alphabet (Google) e Microsoft rappresentano circa la metà dei ricavi aggregati del settore. Amazon (203,4 mld) si conferma in prima posizione per fatturato dal 2014, seguita da Alphabet (119,5 mld) e Microsoft (96,4 mld).

Nel 2018 i colossi del WebSoft hanno prodotto utili per 110 miliardi (l'11,7% del totale delle multinazionali mondiali), ciascuno mediamente per circa 15 milioni al giorno. Anche in questo caso la crescita non teme paragoni con quella delle multinazionali manifatturiere: +20,3% per le WebSoft e +4,3% per le altre. Le WebSoft poggiano su una base patrimoniale solida, con mezzi propri tangibili pari in media a 1,1 volte i debiti finanziari. Le società cinesi risultano più solide di quelle Usa. Spiccano Facebook e la giapponese Nintendo che non hanno debiti finanziari. Alla fine dello stesso anno le WebSoft detenevano 507 miliardi di liquidità, pari a oltre un terzo del totale attivo. Dal 2014 al 2018 la liquidità delle WebSoft è aumentata in media di circa 49 miliardi ogni anno ed è stata utilizzata prevalentemente per acquistare società minori e azioni proprie: nel 2018 i buyback hanno superato di quattro volte quelli del 2014, arrivando a 78 miliardi.

La Borsa è uno dei terreni più fertili per i colossi WebSoft. Basti pensare che, anche se prese singolarmente, Microsoft, Amazon e Alphabet valgono più dell'intera Borsa Italiana. A fine 2018 i giganti del WebSoft concentravano il 21,6% della capitalizzazione delle multinazionali mondiali e valevano oltre otto volte la Borsa italiana e oltre il doppio di quella tedesca, registrando un incremento medio annuo del 19,8% nel 2014-2018. A metà novembre 2019 i colossi del WebSoft capitalizzavano 5.065 miliardi e il podio di Borsa era così rappresentato: Microsoft-Alphabet-Amazon.