Italia markets closed
  • FTSE MIB

    25.363,02
    -153,44 (-0,60%)
     
  • Dow Jones

    34.935,47
    -149,06 (-0,42%)
     
  • Nasdaq

    14.672,68
    -105,59 (-0,71%)
     
  • Nikkei 225

    27.283,59
    -498,83 (-1,80%)
     
  • Petrolio

    73,81
    +0,19 (+0,26%)
     
  • BTC-EUR

    34.964,65
    +1.222,79 (+3,62%)
     
  • CMC Crypto 200

    955,03
    +5,13 (+0,54%)
     
  • Oro

    1.816,90
    -18,90 (-1,03%)
     
  • EUR/USD

    1,1871
    -0,0025 (-0,21%)
     
  • S&P 500

    4.395,26
    -23,89 (-0,54%)
     
  • HANG SENG

    25.961,03
    -354,29 (-1,35%)
     
  • Euro Stoxx 50

    4.089,30
    -27,47 (-0,67%)
     
  • EUR/GBP

    0,8538
    +0,0022 (+0,26%)
     
  • EUR/CHF

    1,0743
    -0,0023 (-0,22%)
     
  • EUR/CAD

    1,4801
    +0,0011 (+0,08%)
     

Mediobanca: per top brand vino italiano in 2021 vendite +3,5%

·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 8 lug. (askanews) - I maggiori produttori di vino si attendono per il 2021 una crescita del 3,5%, che arriverebbe al 4,6% per la sola componente export. Per le maggiori società di spirits, si prevede un anno con vendite in crescita del 5,4% e del 4% per le esportazioni, che potrebbero ottenere risultati anche migliori. E' quanto emerge dal primo report congiunto sul settore vino e spirits presentato oggi dall'Area Studi Mediobanca, dall'Ufficio Studi di Sace e da Ipsos.

A trainare il settore sarà soprattutto l'export. La mappa mondiale della propensione al consumo di vino e di spirits rivela che il rapporto maggiormente emancipato con il rito del bere è appannaggio dei Paesi di matrice anglofona (Australia, Gran Bretagna e Usa), con sporadiche incursioni di alcuni Paesi dell'Est europeo (Serbia e Polonia, con la Russia più arretrata) e del Nord del m ondo (Canada e Svezia). La Cina emerge come un mercato aperto e tollerante. La core Europe appare ben allineata in posizione intermedia con Germania, Francia e Italia che mostrano livelli simili di accettazione. Più problematico l'atteggiamento nel Sud e Sud Est del mondo, con la sola importante eccezione del Sud Africa. In generale la propensione al consumo di vino è superiore a quello degli spirits.

In dettaglio, per quanto riguarda l'export, nel biennio 2021-2022 si attende un aumento dei consumi di vino del 3,8% l'anno per molti tra i principali mercati. Per i due grandi importatori di vino italiano la crescita media annua è del 2% per gli USA e del 3,1% per la Germania. In Svizzera i consumi di vino sono attesi stabili.

Discorso a parte per il Regno Unito: crescita del 2,4% l'anno, ma prospettive complicate dagli sviluppi post Brexit, soprattutto nel 2021.

Opportunità possono arrivare invece da mercati già noti al vino italiano: Canada e Giappone segnano un consumo atteso in forte crescita (+5,9% annuo per entrambi). Ma è la Cina a mostrare uno dei maggiori potenziali con un +6,3% annuo nel biennio 2021-22. Una curiosità: il Vietnam, mercato ancora molto piccolo, ma che annovera una rilevante crescita dei consumi (+9,6%), anche grazie agli accordi commerciali con l'UE che proteggono le indicazioni geografiche e riducono le tariffe e i dazi.

Le esportazioni italiane di vini e spirits valgono il 30% delle nostre vendite di alimenti e bevande oltreconfine e ammontano a 7,8 miliardi di euro nel 2020. Il comparto proviene da una crescita pluriennale: +6,3% medio annuo per i vini nel periodo 2010-19, che sale addirittura al +9,7% per gli spirits.

Il 2020, anno della pandemia che ha fortemente impattato sul settore, ha segnato una frenata: l'export di vini si è contratto del 2,3%, quello di spirits del 6,8%. Nel 2020 l'export di vino italiano vale 6,3 miliardi di euro e si stappa in prevalenza sulle tavole statunitensi (23,1% del totale), tedesche (17,1%) e britanniche (11,4%). Il 2020 ha consegnato variazioni differenziate: le nostre vendite sono in flessione negli Stati Uniti (-5,6%) e in UK (-6,4%), mentre si è mossa in controtendenza la Germania (+3,9%). La pandemia ha colpito pesantemente gli spumanti (-6,9%).

Più modesto l'export italiano generato dal comparto degli spirits, che vale 1,5 miliardi di euro e ha nell'Europa la destinazione privilegiata (60,4% del totale) e due mercati di sbocco preferenziali, Stati Uniti e Germania, che fanno il 40% del totale. Nel 2020 lo sviluppo del mercato statunitense (+21,5%) ne ha fatto il primo approdo per le vendite oltreconfine di spirits italiane, scalzando dal primo gradino del podio la Germania (+3,5%).

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli