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Mediobanca, Unicredit finanzia le lussemburghesi di Del Vecchio

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di Tommaso Gallavotti Hanno tutte rapporti con Unicredit le tre società lussemburghesi attraverso le quali l'imprenditore Leonardo Del Vecchio detiene azioni Mediobanca, la banca d'affari del quale il presidente esecutivo di Essilor Luxottica è diventato primo azionista dopo che Jean-Pierre Mustier ha deciso di cedere la quota in possesso dell'istituto di piazza Gae Aulenti. I bilanci depositati in Lussemburgo da Delfin Sarl e dalle due controllate Aterno e Dfr Investment, che l'Adnkronos ha consultato, riconducono tutti, in qualche misura, al gruppo guidato da Mustier. Beninteso, non c'è nulla di misterioso, né di strano: Del Vecchio ha rapporti consolidati con Unicredit, della quale è cliente da tempo, nonché socio storico.  

E' comunque un fatto che le società che detengono le azioni Mediobanca sono, almeno in parte, finanziate anche da Unicredit. La banca ha ceduto una porzione della propria quota proprio all'imprenditore milanese, con un accelerated bookbuilding (Abb in gergo) che ha posto fine, nello spazio di un'ora, alla storica presenza dell'erede del Credito Italiano (socio fondatore nel 1946) nel capitale di piazzetta Cuccia.  

Le società lussemburghesi, spiegano all'Adnkronos fonti vicine alla holding, non avrebbero fatto uso delle linee Unicredit per rilevare il 2,5% circa di Mediobanca dall'istituto guidato da Mustier. Con la partecipazione all'accelerated bookbuilding Del Vecchio si sarebbe portato a ridosso del 10% del capitale, probabilmente tramite gli stessi veicoli attraverso i quali la partecipazione risulta ufficialmente allocata ad oggi: Delfin, appunto, e, in misura minore, le controllate Aterno e Dfr Investment. 

Gli acquisti di Del Vecchio sono stati tra i fattori che hanno sostenuto il titolo Mediobanca, cosa che ha permesso alla banca di Jean-Pierre Mustier di alienare la propria quota realizzando una plusvalenza. Tutte e tre le società usate da Del Vecchio per comprare titoli di piazzetta Cuccia, la holding Delfin e i veicoli Aterno e Dfr Investment, hanno sede al numero 7 di rue de la Chapelle, una tranquilla stradina appena fuori dal centro di Lussemburgo, nei pressi del cimitero di Notre-Dame.  

Aterno Sàrl, cui fa capo, secondo i dati ufficiali Consob (non ancora aggiornati agli ultimi sviluppi), lo 0,2% circa di Mediobanca, riportano le note al bilancio 2018, "ha una linea di credito aperta con Unicredit International Bank SA per un ammontare prelevato" di circa 150 mln di euro "al 31 dicembre 2018", a fronte di 109 mln a fine 2017, "pagabile entro un anno". Il prestito, si legge ancora nel bilancio, "è garantito da un pegno su uno dei conti bancari della compagnia".  

Nel dicembre 2018 Aterno "ha rinnovato la linea di credito con Unicredit International Bank SA fino al 19 dicembre 2019". Aterno, comunque, non utilizza solo prestiti della banca: al 31 dicembre 2018, ultimo bilancio disponibile, aveva un debito nei confronti del suo primo azionista, la Delfin Sàrl che fa capo a Leonardo Del Vecchio, di 834,9 mln di euro, invariato da fine 2017, "pagabile dopo più di cinque anni. Al 31 dicembre 2018 il prestito ha generato interessi per 45,6 mln di euro, non ancora pagati". Quindi, Aterno viene finanziata da Delfin in misura sei volte superiore rispetto ad Unicredit. 

Anche Dfr Investment Sàrl, controllata al 100% da Delfin come Aterno, ha una linea di credito con Unicredit International Bank per un ammontare prelevato di 109,16 mln (da 88,6 mln a fine 2017), "pagabile entro un anno". Anche questo prestito è garantito da "un pegno su uno dei conti bancari della compagnia", come nel caso di Aterno. E anche in questo caso è Delfin il principale finanziatore: il debito di Dfr nei confronti della casa madre è di 601 mln, come a fine 2017, pagabile dopo oltre cinque anni. Al 31 dicembre 2018 questo prestito aveva generato interessi per 33,5 mln, "non ancora pagati".  

Dunque, sia Dfr Investment che Aterno sono finanziate sia da Unicredit, in misura minore, che da Delfin (in gran parte). Ma come si finanzia la cassaforte lussemburghese 'madre' di Del Vecchio? Su questo le carte depositate negli ultimi anni nel Granducato sono meno esplicite. Il bilancio 2018 della Delfin spiega che tra i debiti verso istituzioni finanziarie figura una prima linea di credito di 2,1 miliardi, prelevata per 438 mln a fine anno (erano 747 mln a fine 2017) e una seconda linea fino a 400 mln, utilizzata per 200 mln a fine anno. Entrambe le linee sono "garantite da pegno su alcuni conti bancari della compagnia". 

Delfin, conferma il bilancio 2018, "ha concesso a due sue controllate (Aterno e Dfr Investment, ndr) garanzie fino a 400 mln complessivamente per assicurare i loro obblighi connessi a linee di credito loro concesse da una istituzione finanziaria lussemburghese" per un pari ammontare, istituzione che dovrebbe essere Unicredit International Luxembourg, secondo quanto riporta il bilancio dell'anno prima, il 2017.  

I bilanci più recenti di Delfin si sono fatti meno espliciti e non specificano quale sia la banca che eroga le linee di credito cui attinge la 'cassaforte' lussemburghese di Del Vecchio. Bisogna risalire al rendiconto del 2015 per leggere che Delfin aveva una linea di credito "con Unicredit Luxembourg SA, usata dalla compagnia per la sua attività corrente. Nel giugno 2015, la compagnia ha rinnovato la linea di credito con Unicredit Luxembourg per 1,2 mld di euro". Anche questa linea di credito era garantita da un pegno "su uno dei conti correnti aperti con Unicredit Luxembourg SA". Unicredit, va sottolineato, non è la sola banca di cui si avvale Delfin (il bilancio 2016 cita due istituzioni finanziarie), né il credito bancario è l'unica fonte di finanziamento della holding.  

Allo stato delle informazioni disponibili, comunque, non è possibile escludere a priori che i soldi prestati da Unicredit alle società lussemburghesi possano aver contribuito, in qualche misura, all'acquisto sul mercato delle azioni Mediobanca da parte di Leonardo Del Vecchio. Non, come detto, all'acquisto a fermo del 2,5% della banca direttamente da Unicredit.