Le mele marce del rating

QUOTAZIONI CORRELATE

SimboloPrezzoVariazione
SCBFF22,490,12
BCE.TO48,960,23
CPR.MI6,130,03
RBS.L302,90+2,70
P4I.DE2,530,07

Partecipa all'incontro gratuito che si terrà Lunedì 11 Febbraio alle ore 18.00 dal titolo: LE GIUSTE MODALITÀ OPERATIVE PER UN TRADING PROFICUO, (è necessaria solo l'iscrizione). I temi affrontati saranno: Come Costruire un Piano di Trading, I principi annunciati da Dow, sono ancora attuali? Figure di Analisi Tecnica: come interpretarle e come tradarle. Figure di continuazione. Candele Giapponesi: definizione ed interpretazione. L'incontro verrà presieduto da Gerardo Murano, Chief Analyst, Analista Finanziario e Socio Ordinario SIAT. Link per iscrizione! Per chi da molti anni si interroga sul ruolo delle agenzie di rating e dell’abuso economico-mediatico messo in atto da molti speculatori, aver letto la notizia della richiesta di danni da parte del governo americano è un ulteriore motivo di approfondimento sul ruolo esasperato che queste ultime hanno avuto nella scelta fatta dagli investitori nell’orientamento dei propri investimenti.

Innanzitutto si è spesso parlato fuori luogo, ogni qualvolta queste agenzie, hanno espresso dei giudizi di merito, ponendole sullo stesso piano di un’istituzione sovrana o super partes, come la Bce (Toronto: BCE.TO - notizie) , il Fondo monetario o altro ente similare. Queste agenzie di rating sono delle società private con alcuni azionisti di rilievo che in molti casi sono dei veri e propri “market mover” delle borse e quindi andrebbero regolamentate e pesate in maniera diversa. Troppo spesso in passato sono state accusate d’interventi intempestivi nel segnalare delle revisioni di rating, spesso a volte concessi con troppa leggerezza; d’altronde la richiesta di rating per un’azienda che si vuole quotare è sempre stata considerata nel passato come un fattore positivo, un biglietto da visita di presentazione.

, Questo tipo di richiesta ha però un costo a cui oggi molti emittenti stanno rinunciando giudicandolo ormai poco determinante nel rapporto con gl’investitori; se il brand è ugualmente apprezzato, meglio risparmiare il costo del rating, come nel caso della Campari (Milano: CPR.MI - notizie) che vi rinunciò per le ultime emissioni, senza pregiudicare assolutamente il successo del collocamento.

Purtroppo alcuni limiti ci sono, infatti molti fondi d’investimento internazionali hanno dei vincoli operativi che li costringono ad inserire nei loro book solo dei titoli con rating e molto spesso “investment grade”. Questa ultima definizione dovrebbe dare maggiori garanzie agli investitori, eppure questo livello di rating fu dato alla Swiss Air nell’ottobre del 2000 quando fece la prima emissione in euro, i cui i sottoscrittori non ricevettero neppure una cedola, in quanto fece default prima di arrivare a 12 mesi di vita. Ricordiamo anche Parmalat (Xetra: A0ERW4 - notizie) che aveva quel grado ancora 3 mesi prima di saltare; un arco temporale ancora più basso per le americane Enron e Lehman, senza dimenticare i rating dati ai prodotti immobiliari diventati poi “subprime” nel 2007. Non si può non menzionare la Grecia, che ad ottobre del 2009, quando fece l’ultima emissione in euro prima del crack era ancora singola A.

Oggi torna in primo piano un’altra questione che questa settimana è passata sottotono agli onori delle cronache di casa nostra, distratte da altre questioni interne, eppure il vero fattore negativo sui mercati e che ha probabilmente acuito la volatilità in Europa è la nazionalizzazione della bancassurance olandese Sns. L’1 febbraio lo stato olandese ha di fatto espropriato il gruppo ad un costo complessivo di 3,7 miliardi, fattore costato già un outlook negativo al paese, considerato tra i più virtuosi in Europa nei parametri imposti dai trattati di Maastricht. Questo intervento si è reso necessario dopo che la società non ha rispettato i termini per presentare un piano di salvataggio a causa delle forti perdite nel settore immobiliare che ne minavano i conti. Eppure ancora a giugno i parametri core tier 1 del gruppo erano in linea con le regole di Basilea e le principali agenzie di rating non segnalavano allarmi, inserendo la società nella categoria “investment grade”.

, La realtà però era diversa ed il governo olandese è intervenuto per salvaguardare la stabilità finanziaria della banca e di oltre un milione di correntisti e detentori di bond senior, il tutto a scapito degli azionisti e dei possessori di obbligazioni subordinate, che al pari degli investitori di Parmalat o Lehman possono fare ora dei quadretti da appendere dei loro titoli d’investimento. A volte nel nostro paese siamo sempre pronti a mettere in croce il nostro sistema, quasi che lo sport nazionale sia l’autoflagellazione, vedi caso Mps di questi giorni, eppure la tanto virtuosa Olanda con la sua tripla A, dal 2008 ha speso già 40 miliardi per salvare il settore finanziario domestico con iniezioni di capitale per Ing, Aegon (Amsterdam: AGN.AS - notizie) ed Abn Amro. Il tutto in buona compagnia anche di altri stati, tanto per non dimenticare in Inghilterra la Rbs (Londra: RBS.L - notizie) , Lloyds, Standard Chartered (Other OTC: SCBFF - notizie) , ed in Francia e Belgio, Fortis (Other OTC: FRTSF - notizie) e Dexia.

Per una volta tutti gli operatori finanziari dovrebbero schierarsi al fianco della battaglia del presidente Obama, che nel 2008 fu eletto anche con le promesse di grosse riforme nei sistemi finanziari per evitare che altri “banditi” della finanza potessero mettere in ginocchio le economie di singoli stati; per ora quella promessa si era persa nei corridoi della burocrazia, speriamo che ora qualche piccolo passo avanti possa essere fatto, partendo da una seria regolamentazione delle agenzie di rating.

Passando all’andamento dei mercati, la situazione di volatilità si è percepita sia nel comparto azionario che in quello obbligazionario, dove profit taking e timori pre-elettorali hanno prevalso sul trend primario positivo in corso dall’inizio dell’anno. In Italia, in particolare, i timori che dopo le elezioni non si riesca a garantire al futuro governo una maggioranza solida al Senato si sono tradotti in una forte pressione sul mercato secondario italiano, portando lo spread oltre 290 punti base, sui massimi dall’inizio dell’anno, e il rendimento del Btp a dieci anni oltre 4,5%.

, Anche l’attività sul mercato primario ha subito un brusco rallentamento, molte prese di profitto da parte degli operatori ed investitori istituzionali e poche nuove operazioni: l’agenzia tedesca KFW, con rating Aaa/AAA ha emesso 4 miliardi di euro sulla parte breve della curva 26/2/2016 con cedola 0,5% . Tra i corporate: Fce Bank Baa3/BB- con 600 milioni di euro cedola 1,875% e scadenza 12/5/2016, Talanx (Berlino: TLX.BE - notizie) ag A- con 750 milioni di euro sulla scadenza 13/2/2023 con cedola 3,125.

La tedesca Hornbach-Baumarkt Ba2/BB+ al termine del roadshow sta collocando 250 milioni di euro sulla scadenza 15/2/2020 con un rendimento atteso del 4,25% . I lead del collocamento hanno raccolto ordini per circa 800 milioni di euro. La Romania Baa3/BB+ lunedì prossimo inizierà il suo roadshow in Europa e USA al fine di finalizzare una nuova operazione sul mercato del dollaro, mentre Italcementi (Xetra: 851435 - notizie) ha dato mandato ad un pool di banche per organizzare incontri con potenziali investitori per lanciare una nuova emissione.

Autore: It Forum Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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