Italia Markets closed

I mercati archiviano con fiducia il rally di Natale estivo

Gaetano Evangelista

Apprezziamo non poco questa sequenza di massimi e minimi crescenti, delineatasi quasi in sordina, come a non disturbare il riposo dei ribassisti e di chi è rimasto ai margini del mercato; condizionato dagli eventi esogeni.

I mercati azionari entrano nella terza decade di luglio, situati al centro di correnti contrapposte. Da un lato l’evidenza di una ripartenza economica che continua a sfornare dati sensibilmente migliori delle aspettative: dal PIL cinese ai sondaggi dei distretti locali della Federal Reserve; dalla produzione industriale in giro per il mondo alle vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

Dall’altro la sensazione che la questione CoViD19 sia ancora all’ordine del giorno in buona parte del mondo, sebbene si tratti ormai di tutt’altro che una novità, con diverse aziende – Moderna, Johnson&Johnson e adesso AstraZeneca – ad un passo dall’annuncio di un vaccino. Questo, mentre la stagione degli utili del secondo trimestre entra nel vivo, e ci ricorda che il mercato in discussione si chiama azionario appunto perché pone al centro di tutto le frazioni del capitale delle migliori aziende esistenti; non le sorti dell’economia delle nazioni.

Come ricordato a suo tempo, la finestra temporale che racchiude le ultime tre sedute di giugno e le prime nove di luglio, è stata ormai positivamente archiviata: lo S&P500 avendo conseguito in questo arco di tempo un saldo (+4.7%) risulta anche superiore alla performance media storica (+2.6%). Apprezziamo non poco questa sequenza di massimi e minimi crescenti, delineatasi quasi in sordina, come a non disturbare il riposo dei ribassisti e di chi è rimasto ai margini del mercato; condizionato dagli eventi esogeni.

La stagionalità suggerirebbe una fase di stanca nella seconda metà di luglio e per tutto il mese di agosto; ma non è una regola aurea, e l’asticella delle aspettative risulta sufficientemente bassa da generare lo spazio per sorprese verso l’alto. L’ipotesi del doppio massimo tiene fin quando non è universalmente condivisa.

Anche gli indici europei manifestano questo apparente equilibrio fra Tori e Orsi, con lo Stoxx600 ad esempio riluttante a spingersi oltre il massimo di inizio giugno; a sua volta contenuta da una vistosa e ben nota resistenza. La successione di minimi crescenti però chiarisce la natura probabilmente accumulativa di questo stallo; e la concreta probabilità che la residua capacità contenitiva dei venditori, presto venga meno.

Autore: Gaetano EvangelistaPer ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online