Mercati cauti ma Piazza Affari guadagna l'1%

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FTSEMIB.MI21.819,48+143,73

Poco mossi i principali indici statunitensi. Lo S&P500 evidenzia un frazionale incremento dello 0,08% mentre il Nasdaq Composite (Nasdaq: ^IXIC - notizie) mostra una flessione dello 0,12%. Il Dow Jones Industrial Average registra, invece, un rialzo dello 0,20%. Poche variazioni anche per le Borse Europee.

Seduta incerta per le piazze azionarie del Vecchio Continente in attesa delle decisioni della BCE in materia di politica monetaria. Stimiamo che il Consiglio Direttivo dell’istituto di Francoforte, che si riunirà giovedi’, decidera’ di tagliare di 25 punti base i tassi d’interesse in Eurolandia dallo 0,75% allo 0,50%. Il governatore della BCE, Mario Draghi, tenendo conto che le pressioni inflazionistiche sono state sotto controllo negli ultimi mesi, dovrebbe, infatti, dare un ulteriore stimolo alla debole economia europea. Da segnalare nella giornata di oggi anche la fumata nera nel meeting dell’Ecofin in merito alla vigilanza bancaria unica sulla scia delle opposizioni della Germania. Prossima riunione il 12 dicembre.

Negli Stati Uniti mercati poco mossi ancora in attesa dell’esito delle trattative al Congresso sul problema del “fiscal cliff”. La nostra sensazione rimane che un compromesso entro fine anno sarà trovato. Lo scenario più probabile secondo noi è quello relativo a un accordo tra repubblicani e democratici su un lieve incremento delle tasse per le classi più abbienti, una marcata diminuzione della spesa pubblica (soprattutto nel settore sanitario con un probabile innalzamento dell’età per entrare a far parte del programma Medicare a 66 anni dai 65 di oggi) e un incremento del tetto al debito (ora a 16400 mld di dollari).

Italia: FtseMib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) guadagna un punto percentuale, trainato dalle banche , A Piazza Affari il Ftse Mib (MDD: FTSEMIB.MDD - notizie) ha mostrato una crescita dell’1,04% a 16042, grazie alla diminuzione delle tensioni sul debito che ha favorito gli acquisti sul comparto bancario. Riteniamo che l'eventuale superamento dei massimi di ieri a 16108 sarebbe da interpretare come un segnale di forza, dando continuità al movimento rialzista partito dai bottom di novembre. Sopra 16108 si creerebbero, infatti, i presupposti per un attacco della resistenza a 16354, ultimo ostacolo da oltrepassare per allungare in direzione di 16700, picco di metà settembre. Discese fino a 15680 resterebbero compatibili con le prospettive grafiche appena descritte. Sotto 15680, probabile il test dei sostegni a 15502, dove transita la media mobile a 100 giorni, e 15253, ultimi appigli utili per scongiurare la caduta fino a 14812.

Valute: euro forte contro dollaro supera 1,31 ma poi corregge Il cambio euro/dollaro dopo aver superato il limite di 1,31 ha messo a segno una fisiologica correzione che l’ha riportato a 1,3075. Le nostre attese rimangono comunque positive. Flessioni fino a 1,3046 resterebbero compatibili con l’ipotesi di realizzazione di un ulteriore segmento rialzista in grado di attaccare gli obiettivi a 1,3139 e 1,3172. Conferme per tale scenario arriveranno con una vittoria dei massimi odierni a 1,3107.

Titoli di Stato: spread btp/bund vicino ai 300 pb Sul fronte governativo, il differenziale di rendimento tra il btp decennale e il bund tedesco oscilla attorno alla quota di 300 pb. Le probabili nuove misure di stimolo all'economia promosse dalla BCE (possibile taglio del costo del denaro di 25 pb nel meeting di giovedì) potrebbero permettere di ridurre ancora di piu' le tensioni sui mercati finanziari, creando i presupposti per una ulteriore discesa dello spread btp/bund a un livello, secondo le nostre attese, di 275 pb entro fine anno. Al di sotto quindi della quota 287 pb, livello obiettivo fissato dal Governo Monti (riferimento che rappresenta la metà della quota 574 registrata all'inizio del percorso del nuovo governo).

, Commodity (Euronext: COMIN.NX - notizie) : oro crolla e scende sotto i 1700 dollari l’oncia, fondamentale la tenuta del sostegno a 1673 Aumentano le pressioni ribassiste di breve periodo sul metallo prezioso sceso al di sotto della soglia di 1700 dollari l'oncia e attestandosi al momento a 1695 dollari l'oncia. Dal punto di vista tecnico sarà fondamentale per l'oro mantenersi al di sopra del supporto a 1673 dollari l'oncia, minimo del 5 novembre il cui eventuale cedimento potrebbe estendere la flessione e portare i corsi a testare il sostegno dinamico rappresentato dalla media mobile a 200 sedute al momento in transito a 1660 dollari l'oncia. Per allentare tali tensioni il metallo prezioso dovrà oltrepassare la resistenza di BP a 1710, oltre alla quale si aprirebbero le porte a un possibile allungo in direzione degli obiettivi a 1723 e 1732, rispettivamente massimi del 3 dicembre e del 30 novembre. In flessione il petrolio. Il cfd sul light crude si attesta a 89,10 dollari al barile (-0,60%).

FILIPPO A. DIODOVICH Market Strategist Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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Nome Prezzo Var. % Ora
Ftse Mib 21.819,48 0,66% 24 apr 17:30 CEST
Eurostoxx 50 3.189,81 0,44% 24 apr 17:50 CEST
Ftse 100 6.703,00 0,42% 24 apr 17:35 CEST
Dax 9.548,68 0,05% 24 apr 17:45 CEST
Dow Jones 16.501,65 0,00% 24 apr 22:32 CEST
Nikkei 225 14.499,25 0,65% 04:29 CEST

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