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Mercati in cerca del fondo da cui riemergere

Virgilio Chelli
Mercati in cerca del fondo da cui riemergere

Secondo gli esperti di Amundi, i mercati toccheranno il punto minimo prima della fine della pandemia, ma nel breve non si aspettano una ripresa piena. Sui bond serve un approccio cauto e selettivo

I mercati finanziari hanno la necessità, e spesso anche la capacità, di anticipare gli sviluppi dell’economia reale, spesso anche esagerando a spingere al ribasso o al rialzo. Gli eccessi nelle due direzioni a cui abbiamo assistito da metà febbraio lo confermano. E anche in questa fase critica per l’emergenza virus, i mercati stanno guidando il ciclo economico reale, e quindi toccheranno il punto di minimo prima della fine della pandemia.

NEL BREVE TERMINE SOLO SOSPIRI DI SOLLIEVO TEMPORANEI

Pascal Blanqué, Group Chief Investment Officer, e Vincent Mortier, Deputy Group Chief Investment Officer di Amundi, analizzano in un commento l’andamento dei principali mercati finanziari nell’attuale fase di crisi, con le rispettive scelte di asset allocation. I due esperti della grande casa sottolineando prima di tutto che ciò che più conta per gli investitori è la velocità della direzione della pandemia, osservando che nel breve termine “possiamo solo aspettarci un sollievo temporaneo dall'estrema dislocazione del mercato piuttosto che una ripresa piena e stabile”.

NEL NUOVO CONTESTO POST-VIRUS CREDITO E DEBITO EMERGENTI ATTIRERANNO CAPITALI

In termini di asset allocation, gli esperti di Amundi ritengono che il coronavirus sia anche il fattore scatenante di un cambiamento di regime, e alla fine della pandemia ci sveglieremo con posizioni di bilancio e monetarie che in precedenza avremmo considerato impensabili. Il day after dopo il grande contagio infatti gli investitori si ritroveranno con rendimenti obbligazionari core più bassi e con la necessità di trovare rendimenti altrove, e in questo nuovo contesto globale il credito e il debito dei mercati emergenti saranno i candidati naturali ad attirare capitali in cerca di rendimento.

PER ORA PREFERENZA PER I BOND INVESTMENT GRADE, CHE DOVREBBERO BENEFICIARE DEL SOSTEGNO MONETARIO

Nella situazione attuale invece, selezione e cautela sul mercato dei bond a rating di bassa qualità. l'attenzione dei due esperti di Amundi è rivolta soprattutto alle società in grado di sopravvivere a un blocco temporaneo dell'attività economica, vale a dire meno utili o addirittura nessun utile, con costi ancora regolari e talvolta elevati dei rimborsi del debito. Per questo Amundi resta cauta e altamente selettiva nel segmento high yield, mentre preferisce i titoli Investment Grade, che dovrebbe beneficiare del sostegno delle banche centrali, così come le obbligazioni periferiche.

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I TITOLI AZIONARI CICLICI DI QUALITÀ POTREBBERO RIPRENDERSI

Sul fronte azionario invece, Blanqué e Mortier vedono emergere opportunità in settori ciclici di qualità, che potrebbero riprendersi una volta ripristinato l’interesse verso i titoli ciclici mentre ci avviciniamo al picco della pandemia. Nel valutario, la ripresa del dollaro è considerata come temporanea, perché quando ci sarà più visibilità sarà chiaro che, considerando i diversi premi per il rischio nei mercati emergenti e la valutazione delle valute, gli investitori realizzeranno di essere ben remunerati per il rischio di un ulteriore deprezzamento delle valute.

IL MONDO DEI REAL ASSET NON RESTERÀ IMMUNE ALLA CRISI DA VIRUS

Infine il mondo dei ‘real assets’, vale a dire l’universo che comprende metalli preziosi, commodity, immobiliare e proprietà terriere, risorse naturali a cominciare da quelle energetiche, che secondo gli esperti di Amundi si comporterà come sempre in ritardo rispetto ad altri segmenti di mercato. Ma questo non vuol dire che sarà immune da questa crisi. Per questo anche qui Amundi si aspetta una revisione al ribasso delle valutazioni e uno stop temporaneo di deal grandi e piccoli.