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Mercati, gestione tattica in attesa delle elezioni USA

Virgilio Chelli
·4 minuti per la lettura
Mercati, gestione tattica in attesa delle elezioni USA
Mercati, gestione tattica in attesa delle elezioni USA

Secondo Pictet AM, per capire se con la fine dell’estate bisogna dire addio anche al rally occorre aspettare le elezioni americane, un vero spartiacque per i mercati, e gli sviluppi della pandemia

L’estate è ormai alle spalle, e con la bella stagione sembra essersi esaurito anche il rally di mercato partito dai minimi toccati a marzo in pieno shock da virus, dai quali le Borse hanno imboccato una corsa cifrata dal +42,6% dell’indice MSCI World in euro fino ai massimi relativi del 2 settembre, prima di fermarsi a riprendere fiato. La recente correzione rispecchia l’esaurimento di alcune forze propulsive, come i multipli di price/earnings che erano scesi sotto 13 a metà marzo e che risultano oggi più cari rispetto alla media, sia a breve sia a lungo termine. Oggi sono a oltre 22 volte gli utili attesi a un anno, addirittura un 40% circa sopra la media a lungo.

PANDEMIA SEMPRE SULLO SFONDO

È l’analisi firmata da Andrea Delitala e Marco Piersimoni, rispettivamente Head of Euro Multi Asset e Senior Investment Manager di Pictet AM, secondo cui, con la pandemia sempre sullo sfondo, le elezioni americane si delineano come un vero e proprio spartiacque nello scenario economico dei prossimi mesi e anni. A giudicare dai movimenti di mercato, osservano i due esperti di Pictet AM, gli operatori non sembrano avare idee chiare sul possibile esito, con il rischio aggiuntivo di elezioni contestate.

ESAURITA LA SPINTA DELLE POLITICHE ESPANSIVE

Anche le politiche monetarie ultra-espansive, che hanno portato il bilancio della Fed da 4.000 miliardi a 6.000 miliardi di dollari, trascinando i tassi reali in territorio abbondantemente negativo, sembrano aver esaurito la propria spinta. Delitala e Piersimoni osservano che le banche centrali, pur restando estremamente accomodanti, hanno rallentato notevolmente il ritmo degli stimoli monetari e che gli stessi tassi reali hanno mostrato recentemente un leggero movimento rialzista nelle ultime sedute. Per cui, per poter continuare la corsa, ai mercati non resta che fare affidamento sulla ripresa economica, come quando nei mesi estivi i dati macro sorprendevano in positivo.

CRUCIALE IL COMMERCIO INTERNAZIONALE

Secondo l’analisi di Pictet AM, la prosecuzione della ripresa a V dipende molto dal commercio internazionale, perché nei Paesi Emergenti la capacità produttiva è stata efficacemente difesa e i servizi incidono meno sul PIL, mentre la ripresa dei consumi riguarda in primo luogo il mondo sviluppato, grazie alle politiche a supporto della domanda, in una dinamica divergente che vede l’offerta pendere in favore degli Emergenti e la domanda in favore delle economie sviluppate, a partire da USA, Eurozona e Giappone.

RISCHIO DI UN PERICOLOSO BOOMERANG

Per questo, anche se la spada di Damocle resta la pandemia di COVID-19 con lo spettro di nuovi dannosissimi lockdown, secondo i due esperti di Pictet AM la minaccia principale arriva dagli USA e in particolare dalla possibilità del proseguimento delle tensioni commerciali iniziate con la presidenza Trump: una sua conferma nell’immediato potrebbe essere anche gradita dai mercati, se non altro per la continuità con le politiche degli ultimi 4 anni, ma rischierebbe di rivelarsi un pericoloso boomerang nel medio termine.

OCCHI PUNTATI SULLE ELEZIONI

Per questo gli operatori tengono gli occhi puntati sulle elezioni americane di inizio novembre, tentando di orientarsi tra i vari scenari possibili. Il mercato sembra premiare l’eventualità di una ‘onda blu’ fatta di Biden Presidente e Congresso tutto Dem, che ha però uno scarto probabilistico minimo rispetto all’onda rossa repubblicana. Tra gli scenari alternativi, i mercati assegnano una qualche significativa probabilità allo scenario di elezioni contestate, prezzata dai futures sul VIX da un picco nel mese successivo alle elezioni, con una coda di turbolenza anche a dicembre.

RISCHIO DI RITORNO DELL’INFLAZIONE

Pictet AM stima che una vittoria dei democratici potrebbe portare ad una maggiore spesa pubblica, con ogni probabilità accompagnata da maggiori tasse sugli utili societari, con una politica che nel complesso dovrebbe condurre a una crescita più elevata del PIL. Ma, aggiungono Delitala e Piersimoni, questa spinta economica potrebbe far risalire l’inflazione, complicando indirettamente la cooperazione tra politica fiscale e monetaria, nonostante la recente svolta della Fed proprio sul target di inflazione, andando così a intaccare un meccanismo che nel dopo virus si era rivelato fondamentale per sostenere l’economia. Per altri approfondimenti su investimenti e strategie a cura di Pictet Asset Management è possibile visitare il sito corporate e il blog di cultura finanziaria Pictet per Te.