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Mercati ignorano ancora avvertimenti Putin, a loro rischio e pericolo

Il presidente russo Vladimir Putin durante un discorso a Mosca

LONDRA (Reuters) - All'inizio dell'anno, i mercati si sono mostrati condiscendenti mentre la Russia mobilitava truppe al confine con l'Ucraina. Adesso, ancora una volta, stanno ampiamente ignorando i segnali da parte di Vladimir Putin, che potrebbe essere pronto a usare armi nucleari.

I mercati globali hanno resistito oggi al primo colpo alla propensione al rischio, dopo che Putin ha mobilitato altre truppe verso l'Ucraina e ha minacciato di usare tutto l'arsenale russo contro quello che ha definito il "ricatto nucleare" dell'Occidente sulla guerra in Ucraina.

Si tratta della prima mobilitazione russa di questo tipo dalla seconda guerra mondiale e rappresenta un'importante escalation della guerra, giunta ormai al settimo mese.

Anche se gli asset rifugio come il dollaro, che ha toccato i massimi di due decenni rispetto alle altre principali valute, e i titoli di Stato in Germania e negli Stati Uniti hanno registrato un'impennata, i mercati azionari non sono sembrati troppo turbati.

Le borse europee hanno limato i cali precedenti e in generale hanno guadagnato terreno, mentre i principali indici di Wall Street - già in attesa di un altro rialzo aggressivo dei tassi di interesse statunitensi nel corso della giornata - hanno aperto in rialzo.

"A gennaio e febbraio, quando sono state mobilitate le truppe russe, gli operatori di mercato lo hanno erroneamente interpretato come un bluff per aumentare la leva negoziale di Putin, ma poi Putin ha superato le aspettative puntando a un'invasione totale dell'Ucraina", ha detto Tina Fordham, stratega geopolitico indipendente e fondatrice di Fordham Global Foresight.

"L'aspetto più significativo di ciò che i mercati non stanno valutando ora è il potenziale uso da parte della Russia di armi non convenzionali, cioè armi chimiche o nucleari", ha aggiunto, notando che Putin ha fatto alcune osservazioni minacciose in merito al "vento che soffia".

Fordham ha affermato che, anche se Putin probabilmente non lancerà un attacco non convenzionale in piena regola, si tratta di una mossa tipica del suo modus operandi per causare la massima instabilità.

L'indice azionario mondiale Msci è sceso del 21% quest'anno e l'indice europeo STOXX 600 ha perso il 16% - entrambi si avviano verso il peggior anno dal 2008, quando è scoppiata la crisi finanziaria globale.

L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, inizialmente percepita come un evento anomalo, ha inferto un ulteriore colpo ai mercati mondiali che si stanno ancora adattando a un periodo di inflazione ai massimi decennali e a un forte aumento dei tassi d'interesse da parte di Federal Reserve e Banca centrale europea.

L'Europa in particolare ne ha risentito, poiché la Russia ha bloccato le forniture di gas, facendo salire i prezzi dell'energia e mettendo pressione sui consumatori e sulle imprese, fattore che ha quindi alimentato il rischio di recessione.

La dipendenza della Germania e dell'Italia dalla Russia ha indebolito i rispettivi mercati azionari nazionali, tra i peggiori al mondo quest'anno. Anche i Paesi vicini ai combattimenti, come la Polonia e l'Ungheria, hanno visto un impatto sui propri mercati. Gli investitori hanno abbandonato anche i bond di Paesi con elevati costi di importazione di gas o grano.

Chris Weafer - Ceo di Macro-Advisory, società di consulenza per aziende con business in Russia - ha affermato che Mosca si sta preparando a un lungo conflitto, che comprende anche il continuo blocco delle forniture energetiche, aggiungendo che può permettersi il confronto più dell'Europa.

"In Europa c'era la sensazione che la Russia avrebbe cercato un compromesso. L'annuncio di oggi chiarisce che ciò non è corretto", ha detto. "La Russia si sta impegnando a lungo. È pronta a resistere".

Secondo Arne Petimezas, analista senior di AFS Group nei Paesi Bassi, Putin è stato sottovalutato.

"Ha sempre inasprito i toni. Per lui si tratta di vita o di morte. Non vedo perché la sua prossima mossa dovrebbe essere una de-escalation, a meno che non vinca", ha detto Petimezas.

(Dhara Ranasinghe e John O'Donnell, tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Francesca Piscioneri)