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Mercati, il rischio è un eccessivo ottimismo sul ritorno alla normalità

Virgilio Chelli
·2 minuto per la lettura
Mercati, il rischio è un eccessivo ottimismo sul ritorno alla normalità
Mercati, il rischio è un eccessivo ottimismo sul ritorno alla normalità

Secondo Natixis Investment Managers, la tendenza al rialzo proseguirà nel 2021, ma in seguito potrebbe perdere slancio man mano che i mercati torneranno a concentrarsi su utili e crescita

I vaccini stanno guidando l’ottimismo dei mercati, ma gli effetti positivi potrebbero essere già in parte scontati nei prezzi. Secondo l’analisi di Esty Dwek, Head di Global Market Strategy di Natixis IM Solutions, molti investitori stanno già puntando sui temi della riapertura e della ripresa, in un trend che proseguirà nel 2021, ma potrebbe perdere slancio man mano che i mercati sconteranno il “ritorno alla normalità”.

OTTIMISMO SUL RITORNO ALLA NORMALITÀ

Le notizie incoraggianti dal fronte dei vaccini stanno alimentando l’ottimismo su un possibile ritorno alla “normalità” nel corso del 2021 e di conseguenza gli investitori stanno già puntando sui temi della riapertura e della ripresa. Dwek segnala una diversificazione dai titoli difensivi a quelli ciclici, dagli Stati Uniti all’Europa e, soprattutto, ai Paesi Emergenti asiatici.

GLI INVESTITORI TORNERANNO A CONCENTRARSI SUI FONDAMENTALI

Secondo l’esperta di Natixis il trend proseguirà nel 2021, specialmente in previsione dell’arrivo del prossimo pacchetto americano di stimolo fiscale, ma in seguito potrebbe perdere slancio man mano che i mercati prezzeranno il “ritorno alla normalità” e gli investitori torneranno a concentrarsi sugli utili e sulla crescita.

POSIZIONAMENTO RIALZISTA E CICLICO

Inoltre, sempre secondo Dwek, c’è un forte consenso su questa prospettiva e il posizionamento di mercato è diventato rialzista e ciclico, lasciando presagire un maggiore rischio di inversioni. Ma nonostante ciò, il giudizio di Natixis sugli asset rischiosi resta nel complesso positivo, nella convinzione che questa rotazione continuerà ancora per qualche tempo. Natixis non crede invece che l’inflazione possa rappresentare un problema nel 2021.

GLI STIMOLI NON GENERANO INFLAZIONE

La politica monetaria è fortemente accomodante da anni, argomenta Dwek, e sebbene nel 2020 la massa monetaria sia aumentata rapidamente, la velocità della moneta non ha registrato un’accelerazione, indicando che i diversi programmi di Quantitative Easing non genereranno inflazione. Dwek fa notare che qualsiasi pacchetto di stimolo fiscale approvato dal Congresso americano non dovrebbe essere così ampio da generare inflazione.

IMPROBABILE CHE LA FED INTERVENGA

Finora, le misure di sostegno fiscale sono servite a “tappare i buchi”, scrive Dwek nella sua analisi, con l’erogazione di indennità sostitutive del reddito ma non di reddito aggiuntivo. E dato il proseguimento delle misure di contenimento, non prevede che il quadro possa cambiare nel 2021. Secondo l’esperta di Natixis, l’inflazione statunitense potrebbe superare il 2% nel corso del 2021, ma è improbabile che la Fed intervenga, poiché l’incremento sarebbe giustamente percepito come temporaneo.