Mercati in attesa della BCE

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Partecipa all'incontro gratuito che si terrà Giovedì 24 Gennaio ore 14.00 dal titolo: FOREX MARKET MOVERS, (è necessaria solo l'iscrizione), apprenderai insieme a Renato Decarolis quale direzione potrà prendere la seduta in base ai dati macroeconomici in uscita. Analisi grafiche sui più importanti cross del Forex e sui maggiori indici azionari italiani ed esteri. Inoltre, saranno illustrate delle tecniche di trading e l’importanza delle correlazioni intermarket utili per chi opera intraday e per chi fa trading di posizione. Link per iscrizione! Dopo i fuochi d’artificio della prima ottava del 2013, i mercati tirano il fiato in attesa di nuovi sviluppi che potranno arrivare dal meeting della BCE (Toronto: BCE.TO - notizie) , previsto per la giornata di domani.

Piazza Affari ha praticamente pareggiato la lieve perdita registrata nella seduta di lunedì ed oggi torna a bussare al massimo del 2012 a 17.159 punti.

Gli operatori seguono con molta attenzione questa sosta sulla resistenza in area 17 mila, l’indice non mostra segni di debolezza.

La sensazione è che stia preparando un nuovo strappo verso i 18.500 punti.

Identica situazione negli USA, con l’indice S&P500 sui livelli pre-crisi 2008 e pronto a registrare nuovi massimi di periodo, il target resta sempre quello: i 1.500 punti.

Il Dax, invece, è un po’ indietro come performance da inizio anno, ma non bisogna dimenticare che ha appena chiuso il 2012 con il miglior risultato (+28%) tra le Piazze finanziarie più importanti del mondo.

, Ieri ha fatto un giro sotto i 7.700 punti, ma poi ha recuperato terreno ed ha chiuso a 7.708.

Il gap da chiudere si trova a 7.618 punti, mentre a nord del grafico, il nemico numero uno si chiama 7.800.

Il Bund continua a rimbalzare dal minimo di venerdì scorso a 142.52, ieri è salito fino a 143.52, ma oggi torna a perdere qualche tick.

Resta un margine di discesa verso il supporto in area 141.50, soprattutto se l’azionario riprenderà a salire con una certa forza.

L’oro ha interrotto la serie negativa di tre sedute, si allontana dal mega supporto in zona 1.650$ e questa mattina viaggia sopra i 1.660$.

Anche qui la situazione è molto calda, soprattutto se dovesse rompere al ribasso i 1.650$.

Il dollaro/yen è stato il grande protagonista del 2012.

Dopo aver sfiorato a febbraio il minimo storico sotto quota 76, è riuscito a tenersi praticamente a galla sopra 78 per tutto l’anno.

Proprio a settembre, quando tale livello sembrava vacillare, è poi partito un movimento che ha portato il cambio a toccare lo scorso 4 gennaio 88.41.

Sono dei prezzi che non si vedevano sul grafico dal luglio del 2010.

In molti si chiedono, dopo una corsa di tale ampiezza, quando sarà il momento giusto per cominciare ad aprire delle posizioni short sul cross.

C’è anche da dire che molti contrarians hanno subito perdite importanti in queste settimane.

Non è facile fare un’analisi del cambio in questo momento, soprattutto perché sono in corso delle manovre del governo di Tokyo che hanno sicuramente inciso su questa forte svalutazione della moneta nipponica.

Un segnale di debolezza, però, arriva dal grafico giornaliero Heikin-Ashi, dove è apparsa la prima candela rossa dopo ben 24 verdi ! , Non è ancora un segnale forte di una possibile inversione di tendenza.

Infatti, come si può vedere nel grafico allegato, a volte rappresenta più una fase di consolidamento dei guadagni registrati, la pausa che precede nuovi massimi.

Potrebbe quindi essere il momento giusto per prendere delle posizioni long, anche perché la prossima resistenza è piuttosto distante, in area 89.

Ma l’uso degli stop è categorico, perchè così come è salito in queste settimane, il dollaro/yen potrebbe crollare e forse anche in modo più pesante.

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