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Mercati nervosi, ma la ripresa è in vista

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Mercati nervosi, ma la ripresa è in vista
Mercati nervosi, ma la ripresa è in vista

Il team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM continua a prediligere i titoli ciclici rispetto a quelli growth e sottolinea come i dati economici Usa siano incoraggianti

Ad inizio febbraio, il team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management era posizionato con un’allocazione neutrale sull’azionario. Il peso dell’asset class è stato successivamente incrementato sulla scia del continuo miglioramento delle prospettive di crescita e dell’arrivo degli ingenti stimoli fiscali negli Stati Uniti, con l’ulteriore supporto derivante dall’orientamento estremamente accomodante delle banche centrali, dal trend positivo degli utili e dalla minore volatilità sui mercati. Verso la fine del mese, tuttavia, il budget di rischio è stato rivisto per via dei rischi associati al possibile aumento dei rendimenti obbligazionari.

FIDUCIA NELLA ROTAZIONE VERSO I CICLICI

Andrew Harmstone e Manfred Hui, responsabili del team GBaR, continuano a credere nel tema della rotazione verso titoli più ciclici, preferiti rispetto a quelli growth, restando fiduciosi nella ripresa dell’economia e di riflesso su un simile spostamento all’interno del mercato azionario. La ripresa ciclica infatti continua, nonostante il nervosismo dei mercati per le prospettive sull'inflazione e l'aumento dei rendimenti dei Treasury, che hanno tra l’altro determinato un risveglio della volatilità misurata dall’indice VIX.

DATI USA MIGLIORI DELLE ATTESE

La situazione economica ancora in ripresa viene confermata dai dati su consumi e prezzi alla produzione negli Stati Uniti, che hanno superato le aspettative di consenso, riflettendo anche alcune pressioni sul lato dell'offerta. Nel lungo termine, secondo gli esperti di Morgan Stanley Investment Management, l'aumento dei costi produttivi potrebbe rappresentare un rischio per gli utili societari, ma la crescita è comunque sostenuta dalle incoraggianti notizie sui vaccini, che vedono la situazione negli Stati Uniti particolarmente favorevole.

GLI STIMOLI SOSTERRANNO LA RIPRESA

I dati occupazionali ancora relativamente deboli degli Stati Uniti confermano inoltre la necessità di stimoli fiscali e politiche monetarie accomodanti, che favoriranno ulteriormente la ripresa, ma implicano un rischio di ribasso per le obbligazioni. Pur nutrendo fiducia nell'economia, i gestori del team GBaR ritengono fondamentale distinguere tale fiducia dal nervosismo del mercato, che è costoso e ha dato prova di eccessiva esuberanza a livello retail, con gli investitori istituzionali che verosimilmente erano già entrati e offrono meno margini di sostegno.

I RISCHI SUI TASSI AUMENTANO LA VOLATILITÀ

In particolare, Harmstone e Hui segnalano i rischi relativi all'aumento dei tassi di interesse, che si stanno materializzando, contribuendo alla volatilità nei mercati azionari e obbligazionari. Anche se la Federal Reserve ha cercato di calmare i mercati: continua a prevedere che l'economia si rafforzerà, anche se sembra disposta a tollerare un po’ di surriscaldamento. Infine, potrebbero esserci pressioni sulla domanda e offerta di obbligazioni.

LA FED ASSORBE LE EMISSIONI DEL TESORO

Il Tesoro degli Stati Uniti sta emettendo un quantitativo significativo di debito, avendo la Fed come principale acquirente incrementale, che tiene artificialmente bassi i tassi di interesse, mantenendo per ora un orientamento accomodante. Ma le aspettative di crescita sono alte e potrebbero portarla a considerare la riduzione degli acquisti. Ma per limitare l'aumento dei rendimenti obbligazionari, la Fed potrebbe dover intervenire acquistando titoli di Stato di nuova emissione, dal momento che la domanda del settore privato potrebbe ridursi quando la crescita economica si rafforzerà.