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I mercati osservano il rally dei contagi

·4 minuto per la lettura

Tutti i principali indici azionari occidentali sono fermi da due giorni. La candela realizzata ieri da SP500 è quasi la fotocopia di quella, moscia e senza direzione, di martedì scorso, mentre Eurostoxx50, che martedì si era permesso il lusso di strappare poco più di mezzo punto percentuale di rialzo, ieri lo ha restituito per intero ed è tornato dove lunedì aveva chiuso la seduta. L’indice delle 50 blue chips europee è così di nuovo nell’area compresa tra 4.280 e 4.290, che fino a lunedì era stata zona di resistenza, martedì pareva alle spalle, ma oggi verrà testata nuovamente, dall’alto, per verificare se riuscirà a trasformarsi in area di supporto.

Col calo di ieri anche Eurostoxx50 interrompe la sua serie di sedute positive consecutive ed abbandona le speranze di migliorare il massimo del 2021 entro San Silvestro, dato che resta solo la seduta odierna per recuperare i troppi punti mancanti. Domani, infatti, i mercati europei chiuderanno i battenti per il ponte di Capodanno, mentre quelli americani ed alcuni asiatici saranno aperti.

Lo stallo dei mercati arriva dopo la scommessa rialzista, impostata la scorsa settimana e proseguita all’inizio di questa, sulla benevolenza di Omicron e sulla volontà dei governati occidentali di lasciare aperta, seppur con qualche limitazione, la circolazione delle persone, a sostegno del business, durante le feste natalizie.

Ora stanno osservando con i nervi ancora abbastanza saldi, anche se con crescente perplessità, la velocità e la dimensione della diffusione della variante Omicron negli ultimi giorni, che è effettivamente impressionante. Ieri i nuovi casi accertati nel mondo hanno superato quota 1.600.000 e quel che impressiona è il ritmo di salita: sono raddoppiati in due giorni!

Tutti i paesi occidentali registrano nuovi record, anche molto superiori ai massimi delle ondate precedenti e gli esperti avvisano che la progressione rimarrà esponenziale ancora per qualche giorno. È vero che solo una bassa percentuale di chi contrae il virus finisce in ospedale o in terapia intensiva, ma la legge implacabile dei numeri ci dice che se è esponenziale l’aumento dei casi, diventa esponenziale anche l’aumento dei ricoverati e dei malati in terapia intensiva, oltre a quello dei defunti. Gli ospedali, perciò, sono dappertutto nuovamente in allarme.

Negli ultimi giorni si è scoperto anche che, su numeri molto elevati di contagi, le norme sulle quarantene rischiano di chiudere in casa fette di popolazione molto elevata, mettendo a repentaglio, per mancanza di personale, l’efficienza della filiera produttiva anche nei beni e servizi essenziali.

Allora un po’ tutte le autorità di governo in occidente stanno riducendo i tempi di quarantena per gli asintomatici, o addirittura la eliminano per i vaccinati con terza dose.

Come ho già ricordato ieri, queste misure fronteggiano l’emergenza economica, ma aumentano i rischi di malattia, magari anche grave, per i fragili e per i non vaccinati.

Ora i mercati si chiedono se il sistema sanitario, messo a durissima prova, nei prossimi giorni reggerà.

Per questo la voglia di fare nuovi record ieri è scemata un po’ dappertutto, in attesa di verificare il picco dei contagi di Omicron e l’inizio della discesa delle curve, ma soprattutto la tenuta dei sistemi sanitari, che sono il punto nevralgico delle decisioni dei governi. Se gli ospedali dovessero entrare in allarme rosso i lockdown generalizzati e le zone rosse, triste ricordo dello scorso anno, che con la vaccinazione di massa si credevano scongiurati per sempre, tornerebbero drammaticamente inevitabili.

Per ora i mercati hanno ancora fiducia e si limitano ad attendere senza muoversi molto. Ma il Capodanno fornirà nuovi spunti di riflessione.

L’analisi prospettica che ho presentato ieri, per il breve termine, rimane immutata, per cui la posso ripresentare come promemoria.

Continuo ad attendermi come scenario base un pullback un po’ più profondo del quasi nulla che ci ha mostrato finora l’indice USA SP500. Resta ancora possibile che l’onda 3 estenda il massimo storico di qualche punto, fino all’area 4.830. Però credo difficile che riesca a scavalcare quell’area senza un ritorno indietro a livelli più vicini a 4.700 che a 4.800 punti.

Questo pullback realizzerebbe l’onda 4 e, se l’area 4.700 non verrà persa, potrebbe partire l’impulso rialzista finale dell’onda 5 la prossima settimana, che dovrebbe portare SP500 a superare in gennaio i 4.900 punti.

Intanto auguri a tutti gli amici lettori: che il 2022 sia per tutti un anno di serenità, salute e profitti.

Autore: Pierluigi Gerbino Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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