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Mercati: scenari e strategie post-rally. I titoli da valutare

Davide Pantaleo
 

Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I dati sul lavoro Usa di dicembre hanno allentato i timori degli investitori sulle prospettive dell'economia americana. Ritiene che l'entusiasmo di venerdì scorso possa trovare un seguito nel breve sulle Borse UE e Usa?

In effetti si sono creati un po' di "incroci" anticipati o ritardati.
Mi spiego: prima c'è un intervento ufficiale della Fed e di Trump, spaventato da tanta aggressività del Board guidato da Powell, anche se non può accadergli nulla, per statuto e legge.

Visto il temuto rallentamento della locomotiva Usa e di alcuni importanti dati che lo fanno prevedere, il presidente della Fed ha annunciato che sarà molto cauto ed accomodante, se si dovessero prendere delle decisioni diverse da quelle annunciate non più tardi del mese scorso. Si parla quantomeno di un paio di aumenti dei tassi nel 2019, anche se senza fretta.

Abbiamo avuto quindi un uno/ de micidiale, che riporta il Dow Jones dai 21.700 punti del ponte di Natale, ai 23500 odierni, con la contemporanea uscita dei dati stratosferici sull'occupazione del mese di dicembre, con oltre 300.000 nuovi posti di lavoro, quasi il doppio del previsto.

Tanto è bastato per riscaldare ulteriormente i mercati Usa ed influenzare in parte in chiusura quelli europei.
Anche se l'inflazione Usa rimane "ottimamente ragionevole" e sotto la linea di guardia, come farà il povero Powell a non aumentare i tassi ed a rimangiarsi il tutto? Fino a qualche giorno fa il mercato prezzava anche un 50% di possibilità addirittura di un piccolo taglio dei tassi!

Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) dubbio, soprattutto approfittando del trascinamento dei rialzi che ci sarà in Europa almeno nella mattinata, sarebbe opportuno dall'inizio settimana alleggerire le posizioni, almeno nei paesi più a rischio come l'Italia e la Germania.

Nell'ampio range che si creerà dall'apertura del Dow Jones, fra 23.200 e 23.600 punti, il consiglio è di alleggerire/ vendere totalmente, soprattutto la parte tecnologica, finanziaria ed energetica. 

A Piazza Affari il Ftse Mib ha dato vita ad un bel recupero che lo ha avvicinato nuovamente ad area 19.000. Si aspetta ulteriori sviluppi positivi nelle prossime giornate?

Ancor meglio, o peggio, per il future sul Ftse Mib con scadenza marzo, che cercherà di attaccare i 19.000 punti, sempre ininfluenti e solo psicologici, e spingersi nella prima parte di lunedì anche verso area 19.200.

In seguito però indice e future dovrebbero ritornare sui livelli di chiusura di venerdì scorso, intorno ai 18.800 punti, senza escludere un nuovo test di area 18.500.

A nostro avviso restano sempre da vendere i titoli del settore bancario e petrolifero, ma anche i ciclici, con i dovuti distinguo ed eccezioni, come ben sanno i nostri abbonati, che hanno diversificato anche in alcune small e medium cap.

Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) si è riportato al di sopra dei 10 euro, mentre Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) è tornato a flirtare con i 2 euro. Quali le attese per questi due titoli nel breve?

Permangono come e più di prima il distacco ed il giudizio su Unicredit ed Intesa Sanpaolo.
Quest'ultimo si è riportato sui recenti minimi in area 1,9 euro e nel frattempo Unicredit sprofondava fino sotto i 9,50 euro, venduta da chi temeva e teme tuttora che il gruppo debba farsi carico dell'acquisizione e della fusione con Banca Carige (Dusseldorf: -BJ51.DU - notizie) .

Vorresti capire quando è il momento migliore per acquistare a Piazza Affari?

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Le voci sono ricorrenti, si parla anche di un coinvolgimento di Ubi Banca (Amsterdam: UF8.AS - notizie) a dir la verità, ma non c'è nulla di più, almeno per il momento. 

Rimane sempre la sostanziale differenza di utili e dividendo tra i due big del settore oil, senza dimenticare che Intesa Sanpaolo offre una maggiore affidabilità dei livelli nell'approccio ad un sano trading, magari supportato anche dalle opzioni.

Il recupero dei prezzi del petrolio sta favorendo una risalita dei titoli oil. Cosa può dirci in particolare di ENI (Londra: 0N9S.L - notizie) e Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) ?

Direi che in questo caso il discorso non è molto diverso da quello fatto per i due bancari commentati prima, con la variabile petrolio, non indifferente. L'oro nero, dopo i vistosi recuperi di circa il 10% dai recenti minimi, potrebbe benissimo ritracciare e ritornare quantomeno da dove era partito.

A mio avviso è molto più probabile statisticamente questa proiezione, che una continuazione verso i massimi di periodo.

Fatta questa importante premessa, tra ENI e Saipem (EUREX: 577305.EX - notizie) è sempre da preferire nettamente il primo, per gli stessi motivi indicati in favore di Intesa Sanpaolo rispetto ad Unicredit.

ENI vanta infatti una cedola molto alta, ripetitiva e stabile, con un acconto di fine anno, oltre ad una stabilità nei livelli di un range ben definito.

Saipem invece è caratterizzato da troppa volatilita.

L'oro sta tirando un po' il fiato dopo aver avvicinato la soglia dei 1.300 dollari l'oncia. E' solo una pausa momentanea? Si aspetta ulteriori salite per il gold?

Non ci aspettiamo ulteriori salite per l'oro e temiamo piuttosto che, dopo essere uscito dal range in cui era rimasto imbottigliato da tempo tra i 1.180 e i 1.230 dollari, nonostante le già presenti tensioni dei mercati, abbia già fatto lentamente e senza molta convinzione un grosso sforzo ad affacciarsi alle resistenze più importanti di area 1.290 dollari, per poi fermarsi lì.

Se mai si può uscire totalmente dall'oro e contestualmente entrare, magari meglio, con solo la metà, sul più speculativo e sopratutto reattivo argento, che nel frattempo è passato da poco più di 14 dollari fin poco sotto i 16 dollari.

Oltre a essere sempre a "traino" dell'oro, ma con dette caratteristiche, l'argento gode anche di un impiego industriale per auto, telefonia e sistemi ibridi/elettrici e in più ha un effetto "rarità".

Voglio dire che questa materia prima non esiste quasi più allo stato puro o quantomeno è difficile anche da estrarre e sempre più in alta profondità.

Ora si estrae quasi esclusivamente dal frazionamento ed estrazione da altri minerali, con costi sempre più alti.
Per chi volesse intervenire sull'argento è preferibile l'acquisto con strumenti replicanti il fisico (ISIN phag Phisical Silver) o in subordine con vari ETC.

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