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I mercati sono molto più che squilibrati

Francesco Simoncelli
·8 minuto per la lettura

Jerome Powell mi fa venire in mente quel ragazzo che uccide entrambi i genitori e poi scongiura la corte di assolverlo perché ora è un orfano!

Questo è ciò che JayPo ha fatto ieri mentre cercava di spiegare che la bolla più grande della storia nel mercato azionario in realtà non è nulla di cui preoccuparsi.

Proprio così. La FED ha sostanzialmente ucciso il rendimento delle obbligazioni, quindi le azioni sono un vero affare al confronto. Bloomberg ha persino un grafico per dimostrare che tutto questo è basato sul cosiddetto "modello della FED".

Inoltre il "rendimento degli utili" non è esattamente il denaro che portate alla banca, a differenza di una cedola obbligazionaria per quanto possa essere misera al giorno d'oggi. È solo una speranza computazionale che i prezzi delle azioni di oggi, notevolmente gonfiati rispetto agli utili, rimangano gonfiati indefinitamente. Un mondo senza fine praticamente.

Inoltre dove sta scritto che lo scopo del debito obbligazionario è quello di far perdere denaro?

A scanso di equivoci, ecco il rendimento delle obbligazioni a 10 anni soffocato dagli acquisti folli di obbligazioni da parte della FED. Rispetto all'inflazione, che la FED si sforza incessantemente di promuovere al 2,00% annuo, non è rimasto alcun rendimento reale.

Quindi quello che Powell sta dicendo è che, poiché le obbligazioni sono per i fanatici, vi preghiamo di avere invece azioni ad un PE 40X.

Come è evidente dal grafico, prima del 2000 c'erano 200-400 punti base tra il tasso di inflazione misurato dalla variazione annuale del CPI (linea blu) ed il decennale UST (linea nera). Ma dopo il crollo delle dotcom, la stampa di denaro è andata fuori giri e, come avrebbe potuto dire lo stesso J. M. Keynes, il rendimento reale è stato soppresso.

Alla lettura più recente (ottobre 2020), il rendimento UST a 10 anni allo 0,88% era inferiore di 134 punti base rispetto al tasso di inflazione annuale al 2,22%. A questo ritmo il potere d'acquisto del vostro capitale svanirebbe dopo pochi decenni.

In verità, anche un idiota dovrebbe essere in grado di vedere che l'attuale rendimento delle obbligazioni è un pericoloso benchmark per la valutazione delle azioni. Il fatto che JayPo abbia iniziato a citarlo con alacrità è solo l'ennesimo segno che i banchieri centrali di oggi hanno completamente perso il lume della ragione.

Infatti la fierezza di giustificare prezzi azionari altissimi sulla base di rendimenti obbligazionari assurdamente bassi è sottolineata dal grafico qui sotto.

Grazie ad oltre $30.000 miliardi di espansione dei bilanci del sistema bancario centrale sin dal 2000, il mercato obbligazionario globale è completamente rotto, come attestato dal record ormai assoluto di $18.000 miliardi di obbligazioni globali trattate a rendimenti nominali negativi.

Le obbligazioni non dovrebbero mai essere trattate a rendimenti nominali negativi, poiché questo equivale a masochismo finanziario: pagare qualcuno per bloccare i propri soldi per un periodo di tempo prolungato. L'unica eccezione teorica potrebbe essere in un ambiente finanziario di deflazione profonda e duratura.

Ma nel mondo come lo abbiamo conosciuto, dov'è la deflazione?

Infatti, da quando Nixon ha attraversato il Rubicone monetario nell'agosto 1971 e strappato il dollaro dalla sua ultima ancora al denaro reale (l'oro), il livello generale dei prezzi è salito del 540%. Eppure la FED non si accorge che il mercato obbligazionario globale è completamente kaput! e ha un prezzo per un universo deflazionistico alternativo che è l'opposto del mondo reale in cui viviamo.

Anche nel periodo più recente, i rendimenti dei titoli di stato americani sono stupidamente bassi rispetto all'attuale tasso di inflazione al 2,22% annuale. Non un singolo punto sulla curva dei rendimenti del Tesoro è vicino o superiore al tasso d'inflazione. Pertanto, alla fine della scorsa settimana:

  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a tre mesi erano allo 0,0625%;

  • I rendimenti dei buoni del Tesoro a due anni sono scesi di tre punti base allo 0,12%;

  • I rendimenti dei titoli di stato a cinque anni sono scesi di cinque bps allo 0,37%;

  • I rendimenti dei titoli di stato a dieci anni sono scesi di sette bps allo 0,90%;

  • I rendimenti dei titoli di stato a trenta anni sono scesi di 11 punti base all'1,63%;

  • I rendimenti del benchmark Fannie Mae sono scesi di sei bps all'1,35%.

Questa lista di rendimenti reali ridicolmente sott'acqua è la stessa che JayPo sventola come prova che non esiste una bolla nel mercato azionario. L'unica consolazione per lui è che i banchieri centrali di tutto il mondo hanno abbracciato la stessa nozione: lo scopo del mercato obbligazionario è quello di separarvi nel tempo dalla vostra ricchezza.

In Europa, infatti, anche le nazioni fiscalmente sconsiderate sfoggiano rendimenti inferiori all'inflazione. Quasi a sottolineare l'assurdità del mercato obbligazionario europeo soffocato dalla BCE, il rendimento del titolo spagnolo a 10 anni alla fine della scorsa settimana è stato, beh, dello 0,00%, anche se i rendimenti nominali tedeschi, francesi e portoghesi sono stati trattati a livelli negativi:

  • I rendimenti del decennale greco sono scesi di tre bps allo 0,60%;

  • I rendimenti del decennale portoghese sono scesi di otto bps a -0,04%;

  • I rendimenti del decennale italiano sono scesi di sette bps allo 0,59%;

  • I rendimenti del decennale spagnolo sono scesi di otto bps allo 0,00%;

  • I rendimenti del decennale tedesco sono scesi di nove bps a -0,64%;

  • I rendimenti del decennale francese sono scesi di sette bps a -0,38%;

  • I rendimenti del decennale inglese sono scesi di 18 bps allo 0,17%.

Ma piuttosto che ammettere di aver realizzato il desiderio più intenso di J. M. Keynes ammazzando i "redditieri", ovvero i possessori di obbligazioni, JayPo ieri ha detto una cosa completamente diversa: ha ritenuto opportuno ragliare per una maggiore inflazione.

Questo è semplicemente un incantesimo rituale. Negli ultimi tempi non c'è mai stato alcun pericolo di deflazione prolungata, come se fosse un problema tra le altre cose, visto che 40 anni di robusta prosperità deflazionistica tra il 1870 e il 1910 hanno smentito tale paura.

Quindi l'unica ragione per una maggiore inflazione rispetto all'aumento composto al 2,10% dell'IPC medio negli ultimi 20 anni è che la FED considera l'inflazione un indicatore della crescita del PIL reale. Questa è la vecchia nozione della Curva di Phillips, già screditata 40-50 anni fa, ma che senso ha comunque?

Perché non tenere semplicemente d'occhio il PIL reale e farla finita?

Perché non dimenticare del tutto il targeting dell'inflazione, visto che non lo si può misurare con precisione o influenzarlo direttamente, e invece tenere d'occhio le variabili finanziarie che si possono influenzare dalla sala riunioni dell'Eccles Building?

Cioè, i rendimenti delle obbligazioni reali assurdamente negativi, che sono un risultato diretto di una massiccia monetizzazione, e gli assurdi multipli PE nel mercato azionario, che sono alimentati dal cosiddetto TINA: non c'è alternativa.

Per quanto riguarda i PE, non stiamo parlando solo della pura follia di Tesla a 1300X gli utili annuali o Amazon a 95X. Le ultime stime appena uscite dal casinò di Wall Street per l'indice S&P 500 e la sua capitalizzazione di mercato da $30.000 miliardi sono $ 93,29 per azione e un guadagno del +54%, a $143,98 per azione, per il dicembre 2021.

Arrotondando al numero intero più vicino, suddette stime (che non sono mai al ribasso) ammontano rispettivamente al 40X ed al 26X. Quindi se JayPo vuole rimuginare sui pericoli che lo attendono, forse dovrebbe dimenticare alcuni punti decimali irrilevanti sul tasso d'inflazione e concentrarsi sulla gigantesca bolla del mercato azionario.

Ancora più importante, se questi pazzi nell'Eccles Building si liberassero del loro "inflation targeting" anche solo per un breve periodo, potrebbero notare alcuni dei molteplici effetti negativi che sono derivati ​​dalla loro maniacale stampa di denaro.

Ad esempio, nonostante più di 50 milioni di nuove richieste di indennità di disoccupazione e la calamità causata dal lockdown tra i ranghi di milioni di piccole imprese, lo 0,001% che siede in cima ai giganteschi fondi di private equity è andato alla grande.

Grazie alla FED ed al suo abbassamento artificiale dei tassi sul debito governativo e societario, i money manager hanno fatto baldoria con i titoli spazzatura. Fino a novembre l'emissione di obbligazioni spazzatura ha raggiunto quasi $400 miliardi, in aumento di oltre il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Ma una grande parte dei proventi è finita in ricapitalizzazioni a leva finanziaria. I fondi di private equity hanno l'opportunità di gravare ulteriormente le loro società in portafoglio, già cariche di debiti, con ancora più debito allo scopo di pagarsi un ricco raccolto di dividendi.

Secondo S&P Global Market Intelligence, l'ammontare del debito emesso legato a tali pagamenti è cresciuto fino a superare i $29 miliardi quest'anno, con un aumento di oltre il 25% rispetto al 2019. In confronto, durante l'ultima recessione nel 2008-2009, tale attività Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online