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“Mercati vulnerabili, gestori meno ottimisti”

Virgilio Chelli
“Mercati vulnerabili, gestori meno ottimisti”

AllianzGI si chiede se non ci sia un eccessivo ottimismo e sottolinea che da un punto di vista tecnico i mercati azionari sono vulnerabili, con l’oro ai massimi da 7 anni e raccolta record per i fondi obbligazionari

Dal punto di vista tecnico i mercati azionari sono vulnerabili, con i rapporti tra opzioni put e call inferiori alla media di lungo periodo fino a indicare una deviazione standard mentre gli indici di forza relativa puntano all’ipercomprato, in particolare negli Usa. Inoltre, stando all’ultima indagine condotta da Bank of America, i gestori dei fondi sono meno positivi rispetto a gennaio, quando ancora non era scoppiata l’epidemia di coronavirus. Intanto i prezzi dell’oro sono ai massimi da 7 anni e secondo il data provider EPFR, i fondi obbligazionari globali hanno registrato una raccolta netta settimanale record di 23,6 miliardi di dollari.

SVILUPPI SORPRENDENTEMENTE POSITIVI DOPO L’ALLARME DA CORONAVIRUS

Sono le conclusioni cui giunge nel suo commento settimanale Stefan Scheurer, director – Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors. L’esperto parte dalla considerazione che gli ultimi sviluppi sui mercati sono stati sorprendenti: la Borsa di Shanghai ha recuperato totalmente le perdite subite dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus, mentre le principali Borse globali hanno raggiunto nuovi massimi storici, i prezzi del petrolio sono aumentati di quasi il 10%, mentre l’indice di volatilità VIX è sceso di oltre il 20% dall’inizio di febbraio. Il tutto, sottolinea Scheurer, in un contesto di dati economici deboli e di incertezza sulla diffusione del coronavirus.

PROBABILE CHE DOPO I PRIMI SEGNALI DI RIPRESA LE PROSPETTIVE ECONOMICHE PEGGIORINO

Di qui la domanda d’obbligo: “Gli investitori sono diventati troppo ottimisti?”. AllianzGI ritiene probabile che, dopo i primi segnali di ripresa, nel corso del mese le prospettive economiche peggiorino di nuovo, e cita al proposito i dati sul Pil giapponese del quarto trimestre, con una forte decelerazione a causa dell’aumento dell’Iva. E poi resta molta incertezza sull’impatto del coronavirus. Tutto dipenderà dalla durata, dalla gravità e dalla diffusione geografica, ma bisogna anche considerare che oggi la Cina è decisamente più integrata nelle filiere asiatica e globale rispetto ai tempi dell’epidemia di Sara del 2002-2003) e che il contributo cinese al valore aggiunto lordo globale è aumentato dall’8% circa del 2002 al 19%.

Mercati, ottimismo e fiducia resistono (per ora) ai venti avversi

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TROPPO OTTIMISTICA LA PREVISIONE DI EFFETTI DI BREVE DURATA SULLA CRESCITA GLOBALE

Molti credono che gli effetti sulla crescita globale avranno breve durata e che in corso d’anno assisteremo a un completo recupero, ma secondo AllianzGI vi è il rischio, non trascurabile, che tale previsione sia troppo ottimista, anche perché al momento è impossibile quantificare le possibili implicazioni per l’economia cinese e le conseguenze negative per la filiera asiatica e globale. Per questo nello scenario base di fine ciclo di AllianzGI prevalgono i rischi di ribasso, nonostante l’allentamento delle tensioni sul fronte geopolitico.

LE BANCHE CENTRALI SI MUOVONO, OCCHIO AI DATI USA IN ARRIVO

Ovviamente le banche centrali non stanno a guardare: la People’s Bank of China ha fatto la prima mossa tagliando il tasso di finanziamento a un anno ai minimi dal 2017 con attese di ulteriore allentamento monetario non solo in Cina. L’esperto di Allianz GI cita il fatto che i mercati scontano persino un taglio dei tassi di quasi 40 pb da parte della Federal Reserve entro fine dell’anno. Ora l’attenzione si sposta sui dati economici Usa, come l’indice Dallas Fed manifatturiero e l'indice Richmond Fed in arrivo nei prossimi giorni, insieme all’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board.

PRESTO CI SARANNO GLI ELEMENTI PER CAPIRE SE GLI INVESTITORI SONO TROPPO OTTIMISTI

Nell'Eurozona AllianzGI raccomanda attenzione al sentiment delle imprese e ai prezzi al consumo, rilevanti anche nel quadro della revisione strategica della politica e del target di inflazione della Bce, mentre a livello di singoli Paesi, occhio all’indice Ifo sul sentiment delle imprese in Germania, che sarà seguito nelle prossime settimane dai primi indicatori economici e di sentiment relativi al periodo in cui è scoppiata l’epidemia cinese, che riveleranno se la recente performance positiva dei mercati è giustificata dai fondamentali o se gli investitori sono troppo ottimisti.