A mercato chiuso - 15/1/2013

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SimboloPrezzoVariazione
UBI.MI6,840,17
BMPS.MI0,250,01
DAI.DE67,850,87
ISP.MI2,450,03
UCG.MI6,510,15

La Borsa di Milano ha chiuso in rialzo nonostante la tripla A degli Stati Uniti sia tornata a vacillare. Se il Congresso non dovesse raggiungere un’intesa in maniera tempestiva sull'innalzamento del tetto del debito, la prima economia mondiale potrebbe perdere la prestigiosa tripla A. L’allarme è stato lanciato da Fitch che ha tuttavia sottolineato come le probabilità di default rimangono “estremamente limitate”. Per l’Italia è arrivata la promozione. Grazie al grande aggiustamento dei conti pubblici attuato nel 2012, secondo Fitch l’Italia è molto vicina alla stabilizzazione del debito pubblico. Sul fronte macro da segnalare le vendite al dettaglio Usa di dicembre, salite oltre le attese dello 0,5%, e il Pil tedesco del quarto trimestre 2012, sceso dello 0,5% nella lettura preliminare. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) ha guadagnato lo 0,44% a 17.467 punti. Snam (Milano: SRG.MI - notizie) (+2,71% a 3m632 euro) ben comprata dopo che questa mattina Eni (NYSE: E - notizie) ha annunciato che provvederà all’emissione di un bond convertibile in azioni ordinarie Snam per un ammontare di 1,25 miliardi di euro. La cedola è compresa tra lo 0,125% e lo 0,625% annuo e il premio di conversione sui prezzi Snam fissato tra il 20% e il 25%. “La notizia è positiva per Snam – ha scritto Equita nella nota odierna -. Uno strike al 22,5 di premio sui prezzi correnti significherebbe una quota Snam di circa l’8,5% quindi quasi la metà del 20% di Snam rimanente in mano a Eni”. Secondo gli esperti della sim milanese, considerando il possibile interesse dei fondi arabi sulla quota residua in mano alla compagnia petrolifera, “l’overhang sul titolo Snam è decisamente ridotto”. Positiva anche Eni che ha archiviato la seduta con un rialzo dello 0,78% a 19,31 euro. Positivo il comparto bancario: Intesa SanPaolo (Milano: ISP.MI - notizie) ha guadagnato l’1,56% a 1,496 euro, Ubi Banca (Milano: UBI.MI - notizie) il 2,66% a 3,94 euro, Monte dei Paschi (Milano: BMPS.MI - notizie) il 2,32% a 0,30 euro, Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) lo 0,61% a 4,312 euro, Popolare di Milano lo 0,78% a 0,517 euro, Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) lo 0,39% a 1,532 euro. Ancora ben comprata Ferragamo (+3,39% a 19,24 euro) in scia alle parole del Ceo Michele Norsa, che ieri aveva indicato un trend positivo per le vendite del quarto trimestre, con un mese di dicembre in significativa crescita a livello mondiale. Mediaset (Other OTC: MDIUY - notizie) , dopo il rally delle prime sedute del 2013, oggi ha indossato la maglia nera lasciando sul parterre il 3,33% a 1,831 euro. Freno a mano tirato anche per Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) (-1,97% a 0,745 euro) che nei giorni scorsi aveva sfruttato le notizie in arrivo dalla creazione di un’eventuale rete paneuropea delle telecomunicazioni. Fiat (Milano: F.MI - notizie) ha ceduto l’1,32% a 4,326 euro dopo l’exploit di ieri, quando aveva guadagnato oltre 6 punti percentuali in scia alle indiscrezioni secondo cui il gruppo torinese sarebbe sul punto di annunciare la creazione di un secondo impianto in Cina. Sergio Marchionne, dal Salone di Detroit, sempre ieri aveva sottolineato la necessità che Fiat e Chrysler (Xetra: 710000 - notizie) diventino una cosa sola. A detta di Equita, Fiat acquisterà la quota di Chrysler messa in vendita da Veba “evitando l’Ipo e realizzerà la fusione per evitare l’aumento di capitale”. Oggi, secondo una nota della Fiom-Cgil, Fiat ha richiesto per lo stabilimento di Melfi la cassa integrazione straordinaria per la ristrutturazione aziendale dall’11 febbraio 2013 al 31 dicembre 2014. La cassa integrazione dovrebbe interessare, alternativamente, una delle due linee produttive. Quella che rimarrà in funzione continuerà a produrre la Punto.

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