Italia Markets closed

Il mercato si fa beffe degli investitori

Gaetano Evangelista
 

Goldman Sachs rileva come dal lontano 2009 gli investitori abbiano portato a casa una performance media del 15% ogni anno; senza mai nel frattempo fare i conti con una correzione del 20%. E dire che un anno fa siamo andati molto vicini al bear market.

In queste ore è palpabile l’attesa di chiudere in fretta il 2019. Chi ha comprato azioni ignorando le Cassandre, brama dalla voglia di contabilizzare le sontuose plusvalenze accumulate; chi ha trascurato l’unica legge che conti in borsa (quella della Domanda e dell’Offerta), non vede l’ora di rimuovere una annata disastrosa per il proprio portafoglio. A giudicare dall’analisi dei flussi di investimento, si direbbe che i secondi risultino prevalenti. E se gli investitori perlopiù hanno in mano liquidità da impiegare, che azioni da vendere; difficilmente il mercato si orienta verso il basso.

Goldman Sachs rileva come gli investitori stiano vivendo l’esperienza benigna più prolungata della storia ultracentenaria di Wall Street: a tre mesi dal festeggiamento dell’undicesimo compleanno del bull market, abbiamo potuto contare dal lontano 2009 su una performance media annua del 15%; senza nel frattempo mai fare i conti con una correzione del 20%. Un anno fa, di questi tempi, siamo andati molto vicini al bear market; ma quell'esperienza, lungi dallo zavorrare il mercato; ha creato le premesse per il rialzo spettacolare di quest’anno. Il modello che compara il 2019 alla previsione formulata un anno fa è spettacolarmente impressionante. Vedremo se riusciremo a replicare nel 2020 Yearly Outlook.

Finché durerà questo stato di cose? Finché ambo le parti non troveranno motivi per cambiare atteggiamento. E il mercato, in questo, è sovrano, e non fa nulla per mutare lo status quo. Stasera, salvo sorprese, saranno 40 giorni che lo S&P500 non farà registrare una variazione superiore all’uno percento in valore assoluto. L’ultimo precedente risale ad agosto dello scorso anno. Nel complesso, questa quiete appare in prospettiva più bullish che l’opposto. Ma il punto è un altro.

Finché il mercato si muove a piccoli passi, gli Orsi si sentiranno confortati nella scelta di non intervenire; speranzosi che la situazione si sblocchi presto a loro favore. I Tori sono intimiditi dalla prospettiva che l’apparente difficoltà di salire al galoppo, possa celare un imminente tonfo; e presto o tardi passano alla cassa. Il mercato si fa beffe di entrambi.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online