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Mes, Gualtieri: dibattito senza senso, no ristrutturazione debito -2-

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Roma, 20 nov. (askanews) -

"Effettivamente, all'inizio del negoziato alcuni paesi avevano chiesto che la ristrutturazione del debito divenisse una condizione per l'accesso all'assistenza finanziaria ma, anche grazie alla ferma posizione assunta dall'Italia, queste posizioni sono state respinte e le regole sono rimaste identiche a quelle già in vigore. La valutazione sulla sostenibilità del debito - prosegue - è infatti sempre esistita sin dalla creazione del Mes e non implica una ristrutturazione automatica del debito. Non ci sono in tal senso cambiamenti sostanziali. Il dibattito di questi giorni su questo argomento è senza senso".

"Quanto all'introduzione delle clausole cosiddette Single-limb per il debito emesso dopo il 2022 - continua il ministro dell'Economia - si tratta di un cambiamento noto da tempo e che non avrà alcun impatto sul debito pubblico dei paesi dell'eurozona, e che anzi impedisce comportamenti opportunistici e ricattatori da parte di fondi speculativi".

Gualtieri ricorda come "l'istituzione del Mes nel 2012 ha contribuito a rafforzare gli strumenti a disposizione dell'Unione Economica e Monetaria per fronteggiare e gestire eventuali crisi cui potrebbe essere sottoposta l'Area Euro e i suoi Stati Membri per i quali questo strumento rappresenta il prestatore di ultima istanza.

"L'esistenza del Mes - sottolinea Gualtieri - è un potente elemento di stabilizzazione dei mercati finanziari e una difesa contro possibili crisi e deve pertanto essere considerato come un nostro alleato, non come un nemico, anche perché l'Italia è tra i suoi principali azionisti e ha un forte peso nella sua governance. Anche se da questo punto di vista è sempre bene ripetere che l'Italia non ha avuto, non ha e non avrà bisogno dei prestiti Mes: il debito italiano è sostenibile, ha una dinamica sotto controllo anche grazie alla politica fiscale prudente e a sostegno della crescita che il paese porta avanti".

"Sarebbe bene - conclude il ministro - che il dibattito si concentrasse su temi più rilevanti al centro della discussione europea come l'introduzione di una garanzia comune dei depositi e le sue condizioni (che non devono essere penalizzanti per l'Italia), l'introduzione di un safe asset comune europeo, il rilancio degli investimenti nel quadro di un green new deal, la revisione del patto di stabilità e di crescita: tutti fronti su cui il governo è impegnato e su cui sarebbe utile che si determinasse una larga convergenza tra le forze che hanno a cuore l'interesse nazionale e l'interesse comune europeo".