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Messina (Intesa): “Con esito positivo della fusione il marchio Ubi sparirà”

Antonio Cardarelli
Messina (Intesa): “Con esito positivo della fusione il marchio Ubi sparirà”

L’ad di Intesa Sanpaolo chiarisce che, in caso di successo per l’offerta di acquisto, il marchio Ubi Banca non ci sarà più e aggiunge: “Non ho relazioni con azionisti Ubi e non voglio averne”

L’obiettivo dichiarato di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, è creare un gruppo leader a livello europeo grazie all’integrazione tra Intesa e Ubi Banca. L’offerta di pubblico scambio volontario sulla totalità delle azioni Ubi, valutata 4,9 miliardi di euro (+27,6% rispetto alla chiusura del titolo di venerdì 14 febbraio) è tuttavia in fase di discussione.

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RIUNIONE DEL BOARD UBI

Il board di Ubi Banca si riunirà domani, mercoledì 19 febbraio, per valutare l’offerta. Nel frattempo cominciano ad emergere dettagli maggiori sul futuro assetto del nuovo gruppo che, secondo le previsioni, punta a un utile netto di oltre 6 miliardi nel 2022.

ADDIO AL MARCHIO UBI BANCA

Una delle novità riguarda il marchio Ubi che, ha annunciato Messina, in caso di successo della fusione non esisterà più. “Abbiamo tolto Comit, Cariplo, Sanpaolo, toglieremo anche Ubi che non è un marchio storico come Cariplo, Sanpaolo o Imi. 'Con tutto il rispetto per le persone - ha aggiunto - non cominciamo a trasformare un marchio in una storia di 100 anni. Quello che conta sono le persone e saranno quelle che valorizzeremo”, ha aggiunto Messina.

“NESSUNA RELAZIONE CON AZIONISTI UBI”

È stato poi lo stesso ad di Intesa Sanpaolo a chiarire di non avere relazioni con gli azionisti Ubi e di non avere intenzione di averne in futuro riguardo all’offerta pubblica di scambio (qui i dettagli sull’offerta). A poche ore dalla chiusura della seduta il titolo Ubi, che in mattinata aveva sfiorato un +28%, segna un rialzo del 22%. Molto più contenuto il rialzo di Intesa Sanpaolo, di poco inferiore al 2%.

GLI ESUBERI

Sul fronte dei posti di lavoro, le conseguenze della fusione tra le due banche sono ancora da valutare. Secondo alcune stime sarebbero circa 5mila gli esuberi, di cui 2mila già previsti da Ubi Banca. Un numero di esuberi che andrebbe poi valutato anche in base alle 2500 assunzioni annunciate da Intesa nel nuovo piano.