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Mestre, donna si dà fuoco davanti al Tribunale: il motivo del gesto

Mestre, donna si dà fuoco davanti al Tribunale: il motivo del gesto

Si è cosparsa di liquido infiammabile e si è data fuoco davanti alla sede del Tribunale dei minori. Protagonista di questo folle gesto, avvenuto il 20 gennaio a Mestre, è una donna di 50 anni di origini marocchine. Una madre disperata, che ora riversa in condizioni disperate al Centro grandi ustionati di Padova.

La donna avrebbe reagito in questo modo così tragico per protestare nei confronti di un procedimento della giustizia civile che la vede coinvolta. Il Tribunale dei minori di Venezia, infatti, avrebbe reso "adottabile" la figlia della 50enne per via del “forte disagio psicologico della donna”.

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Sul luogo del rogo sono stati ritrovati una tanica con del liquido infiammabile, una foto e un cartello, scritto in un italiano stentato. Nel messaggio si farebbe riferimento proprio all'affidamento della figlia Sofia e al marito.

“Violentata l'infanzia di mia figlia”, si legge sul cartello mostrato dalla donna prima di darsi fuoco. Poi le frasi sul marito, che vive nel Trevigiano: "un tipo di padre che ha violentato l'infanzia della sua bambina. Ha fatto il massimo per allontanare la piccola e mandarla in comunità: che vergogna".  Sul fatto indaga la Polizia.

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