Italia markets open in 13 minutes
  • Dow Jones

    33.874,24
    -71,34 (-0,21%)
     
  • Nasdaq

    14.271,73
    +18,46 (+0,13%)
     
  • Nikkei 225

    28.875,23
    +0,34 (+0,00%)
     
  • EUR/USD

    1,1935
    +0,0001 (+0,01%)
     
  • BTC-EUR

    27.587,23
    -1.211,70 (-4,21%)
     
  • CMC Crypto 200

    795,59
    -14,60 (-1,80%)
     
  • HANG SENG

    28.899,34
    +82,27 (+0,29%)
     
  • S&P 500

    4.241,84
    -4,60 (-0,11%)
     

Michelle Obama parla di razzismo (e delle sue paure per le figlie Malia e Sasha)

·3 minuto per la lettura
Photo credit: Chip Somodevilla - Getty Images
Photo credit: Chip Somodevilla - Getty Images

Non basta una sentenza di colpevolezza per dichiarare sconfitto il razzismo negli Stati Uniti. Lo aveva già ribadito Barack Obama in una dichiarazione congiunta con la moglie all'indomani della condanna dell'agente Derek Chauvin per l'omicidio di George Floyd, mettendo in guardia sulla necessità di "riforme concrete che riducano e alla fine mettano fine ai pregiudizi razziali nel nostro sistema di giustizia penale". Sul tema torna a parlare anche la moglie Michelle Obama che in un'intervista per This Morning apparsa su Cbs ha raccontato alla giornalista Gayle King di temere per la vita delle sue figlie Malia (22 anni) e Sasha (19 anni) ogni volta che escono da sole per strada o prendono l'auto. "Non possiamo dire: 'Fantastico, è successo, andiamo avanti'", ha detto l'ex first lady riferendosi alla storica sentenza per l'omicidio di George Floyd. "So che le persone nella comunità nera non la pensano così, perché molti di noi vivono ancora nella paura mentre vanno al negozio di alimentari o portano a spasso il cane o permettono semplicemente ai propri figli di prendere la patente".

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

"Ogni volta che le mie figlie prendono l'auto da sole mi preoccupo di che cosa possano pensare le persone che non sanno tutto di loro: il fatto che siano brave studentesse e ragazze educate. Magari la loro musica in macchina è troppo alta, magari qualcuno le vede di spalle e fa qualche supposizione. A me, come a tanti altri genitori, l'innocente atto di far prendere la patente [ai nostri figli] infonde paura. E penso che se ne dovrebbe parlare di più e dovremmo chiedere ai nostri concittadini di ascoltarci e crederci di più" ha rivelato Michelle Obama, che la scorsa estate, in un nuovo episodio del suo podcast, The Michelle Obama Podcast, ha ricordato alle sue amiche Denielle Pemberton-Heard, la dottoressa Sharon Malone e Kelly Dibble, un incidente che ha coinvolto le figlie Sasha e Malia quando sono andate a prendere un gelato.

Photo credit: Handout - Getty Images
Photo credit: Handout - Getty Images

Erano ancora gli anni della presidenza Obama e la first lady aveva appena assistito a una partita di calcio con le figlie. Michelle si mise in coda con le ragazze per ordinare dei gelati e chiese ai servizi segreti di fare un passo indietro per non dare troppo nell'occhio e apparire come persone "normali". In quel momento "una donna bianca ci supera e fa la sua ordinazione. Come se non ci avesse nemmeno visto". "Così mi sono fatta avanti, e ho detto: 'Mi scusi? Non vede che ci sono quattro persone in piedi proprio qui in fila?'. "Non si è scusata, non mi ha mai guardato negli occhi, non sapeva che ero io. Tutto quello che vide era una persona di colore, o un gruppo di neri, o forse non l'aveva nemmeno visto perché eravamo così invisibili".

Questo contenuto non è disponibile a causa delle tue preferenze per la privacy.
Per visualizzarlo, aggiorna qui le impostazioni.

"Noi non vogliamo vivere ai margini della società" ha aggiunto Michelle Obama ai microfoni della Cbs, sottolineando come nessuno dei ragazzini di colore che prendono parte alle proteste di Black Lives Matter vorrebbe preoccuparsi di tutto questo. "Chi protesta cerca solo di far capire alla gente che siamo persone vere. E la paura che molti hanno di noi è irrazionale e si basa su una storia triste e oscura, ed è tempo per noi di andare oltre". Sarebbe davvero ora che tutti facessimo un passo avanti e superassimo questi pregiudizi razziali: lo dobbiamo a chi ci ha preceduto e ai figli a cui lasceremo questo mondo.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli