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I migliori itinerari per vedere Milano come non l'avete mai vista *Spoiler* ci si innamora

·6 minuto per la lettura
Photo credit: Piera Dangel / EyeEm - Getty Images
Photo credit: Piera Dangel / EyeEm - Getty Images

L'hanno già chiamata la fase della ripartenza. Quella che avrà inizio dal 26 aprile sarà una stagione di riaperture graduali che di regione in regione interesseranno tutta Italia. In attesa di poter tornare a visitare ville e musei e spostarsi liberamente lungo la penisola, perché non riscoprire un po' di turismo di prossimità tra i quartieri di Milano e alcune gite fuori porta? Ecco allora i migliori itinerari per passeggiate dentro e fuori città da fare rigorosamente muniti di zainetto, scarpe comode e tanto buon umore.

Passeggiate in città

- Siete appassionati di arte contemporanea e vi manca fotografare i murales delle principali capitali europee? Un tour per la street art milanese è proprio quello che fa per voi. In fatto di arte di strada Milano è diventata un museo a cielo aperto con opere disseminate un po' in tutta la città. Noi vi consigliamo il Quartiere Ortica, la “casa” della Street Art milanese. Qui il collettivo Orticanoodles, pseudonimo dei due artisti italiani Wally e Alita, ha realizzato un ciclo di opere, ognuna dedicata a un preciso momento della storia del Novecento. Dalla lotta partigiana alle deportazioni degli ebrei, dalla rivoluzione femminile al movimento dei lavoratori fino alla musica popolare e alla nascita degli orti dell’Ortica. Se la vostra sete di cultura (popolare) non ne ha basta con una passeggiata di circa 20 minuti potete arrivare a Lambrate. Qui di fronte alla stazione si trova il primo murale magia-smog a tema marino. Si chiama Anthropoceano ed è opera dell'estro creativo di Iena Cruz al secolo Federico Massa. La pittura attraverso la luce riduce dell’88% il biossido di azoto nell’aria. Bello e utile come pochi.

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- Se il vostro cuore batte per la letteratura, non potete non ripercorrere le orme di Renzo Tramaglino che, come ci racconta Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, partì da Lecco alla volta di Milano per raggiungere l'allora famoso convento dei frati Cappuccini nei pressi di Porta Orientale. Nel caso ve lo foste sempre domandato la porta descritta da Manzoni è proprio quella di Porta Venezia, che un tempo separava l'omonimo corso dall'aperta campagna. Partendo da piazza Oberdan e dando le spalle a corso Buenos Aires vi si aprirà l'elegante corso costeggiato da palazzi d'epoca in parte affacciati sui celebri Giardini intitolati a Indro Montanelli e sull'annesso Museo di Scienze Naturali. Procedendo sempre dritto, sulla vostra sinistra, proprio dove il corso si restringe leggermente, troverete via Serbelloni, imboccatela. Proseguendo sempre dritto vi imbatterete nella splendida Villa Necchi Campiglio, una dimora storica costruita negli Anni 30 su progetto dell'architetto Piero Portaluppi e circondata da campo da tennis e piscina. Dove oggi sorge la Villa un tempo vi era il convento dei Cappuccini e Renzo – romanzo manzoniano alla mano – si fermò proprio in questo punto per chiedere di Fra Bonaventura. Ma che ne è stato del convento? Con l'arrivo di Napoleone e la successiva soppressione degli ordini religiosi venne chiuso. Un secolo dopo il terreno venne lottizzato e acquistato dai fratelli Necchi. Oggi di questo ricordo letterario non resta più traccia, ma nel frattempo la splendida Villa è diventata un bene del Fai ed è aperta ai visitatori.

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- Per gli amanti dei boulevard francesi e delle simmetrie prospettiche il percorso ideale parte da piazza Cordusio, sempre dritto attraverso via Orefici e via Dante arriverete in piazza Castello Sforzesco. Da lì, entrando nel suggestivo complesso fortificato di fondazione quattrocentesca, vi si aprirà davanti ai vostri occhi l'immenso parco Sempione e aguzzando la vista potrete scorgere il famoso Arco della Pace voluto da Napoleone. Una costruzione ispirata all'Arco di Trionfo di Parigi, che potrete raggiungere percorrendo tutta la distesa di verde di fronte a voi. Sempre dritto, non potete sbagliare. Una volta arrivati, voltatevi. Esattamente al centro dell'arco scorgerete in lontananza la sagoma del Castello.

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- Se alla Milano dei corsi preferite quella segreta del centro storico, non potete perdervi il reticolo di vie nascoste dietro a corso Magenta. Partendo sempre da Cordusio, ma ripiegando a sinistra verso piazza Affari, sede della Borsa e dell'ormai più famoso Dito (medio) di Maurizio Cattelan, vi troverete nel cuore della Milano più silenziosa. Imboccate via Santa Maria alla Porta e poi via Gorani, a questo punto lasciatevi guidare dal sentimento. Andando dritto per via Vigna e poi via Santa Valeria sbucherete di fronte all'Università Cattolica, proprio alle spalle della Basilica Sant'Ambrogio. In alternativa, tenete la destra, imboccate via Brisa e vi troverete a costeggiare il sito archeologico con i resti del palazzo imperiale di epoca romana, dove si dice che avvenne l'incontro tra Massimiano e Diocleziano nel 288/289 d. C. Pochi metri più avanti e sarete in Corso Magenta.

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Passeggiate fuori città

- Non è propriamente fuori città, ma una lunga passeggiata di 33 km vi porterà fino a Trezzo d’Adda. Partendo dalla Cassina de’ Pomm in via Melchiorre Gioia e passando per Gorla, la pista ciclabile che costeggia il Naviglio della Martesana, percorribile anche a piedi, vi condurrà lungo un sentiero suggestivo, fatto di ville nobili milanesi, diverse cascine ristrutturate, ma anche campi, piccoli centri abitati e qualche mulino. A piedi o in bici attraverserete diversi comuni come Cologno Monzese, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina dei Pecchi, Gorgonzola, Inzago e Cassano d’Adda. Considerato fino all'Ottocento la riviera dei milanesi, questo percorso conduce i camminatori più esperti fino a Trezzo sull’Adda, dove è possibile visitare la Centrale Idroelettrica Taccani e il Castello Visconteo.

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- A solo una trentina di chilometri dal centro di Milano, Morimondo è un'oasi verdeggiante costellata di cascine, risaie e frutteti. La si può raggiungere anche pedalando se si segue la ciclabile che dalla Darsena porta ad Abbiategrasso e da qui al Naviglio di Bereguardo. A farla da padrona è sicuramente l'incantevole abbazia cistercense, fondata durante il Medioevo da monaci che provenivano dalla casa-madre francese di Morimond. Tra salici e pioppi, questo edificio è un vero tuffo nella storia.

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- Più distante da Milano, ma facilmente raggiungibile in auto, il Villaggio Operaio di Crespi d’Adda è il luogo che non ti aspetti di trovare, immerso com'è nella natura. Unico nel suo genere, è un perfetto esempio di quei villaggi operai che sorsero tra l’800 e il ‘900 in Europa e nel Nord America per volere di industriali illuminati che desideravano creare una soluzione abitativa “ideale” per i propri operai. Fondato nel 1876 dall’imprenditore tessile Cristoforo Benigno Crespi su un terreno incolto vicino all’Adda, questo esperimento sociale che ha pochissimi eguali in Italia durò solo cinquant’anni e nel 1929 il signor Crespi dovette vendere la fabbrica, che però rimase in funzione fino al 2003. Oggi il complesso abitativo rimasto intatto si presenta nel caratteristico cotto rosso lombardo dell'epoca. Il villaggio, dal 1995 bene Unesco, è visitabile in autonomia e nel weekend anche con una guida, che vi condurrà fino all'antica centrale idroelettrica e al cotonificio Crespi.

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- Se siete degli amanti degli animali, questa ultima meta fa per voi. A pochi chilometri da Pavia, l'Oasi Naturale di Sant'Alessio è un area naturale protetta che racchiude una grande varietà di flora e fauna. Fondata da Harry ed Antonia Salamon, l'oasi ospita un'area dedicata alla fauna tropicale con apposite ambientazioni in serra, acquari e terrari e un'ampia area dedicata alla fauna italiana ed europea. Sono presenti anche alcune specie rare e a rischio di estinzione, di cui si favorisce la riproduzione per reintrodurle poi in natura. Occhi aperti, l'incontro con un ocelot potrebbe lasciarvi senza parole!

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