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Migranti, pressing del governo sull'Ue: "Serve un cambio di passo"

·3 minuto per la lettura

AGI - Il governo di Mario Draghi chiede all'Unione europea un cambio di passo urgente sull'immigrazione. La richiesta, formale, è arrivata in una telefonata della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese al commissario europeo Affari interni, Ylva Johansson, nel giorno in cui la titolare del Viminale è impegnata in una importante missione in Libia, tra i principali Paesi di partenza dei migranti diretti in Italia, dove ha in programma incontri con il primo ministro del governo di unita' nazionale Abdulhamid Dabaiba e il ministro dell'Interno Khaled Mazen.

Mentre il premier italiano ha telefonato al presidente dell'altro Paese bacino di provenienza e transito dei migranti: la Tunisia. Nel colloquio con Kais Said, Draghi ha discusso della situazione politica tunisina, in subbuglio dopo che lo stesso presidente ha 'licenziato' il primo ministro, e del tema della gestione dei flussi migratori.

Nel lungo colloquio telefonico, Lamorgese, invece, ha chiesto a Johansson e alla presidenza di turno slovena la convocazione di un consiglio Ue Affari interni straordinario per valutare un "urgente un cambio di marcia negli interventi sulla politica migratoria" comune. In considerazione delle gravi crisi politiche ed economiche che gravano su alcuni Paesi del Nord Africa e dei numeri degli sbarchi di migranti costantemente in aumento nel corso dei mesi estivi, Lamorgese ha ribadito che l'attuale andamento dei flussi migratori "non può essere affrontato soltanto dall'Italia e dagli altri Paesi i cui confini coincidono con le frontiere esterne dell'Unione europea". E chiesto "l'attivazione immediata, anche temporanea, di un meccanismo che coinvolga gli Stati membri per consentire un approdo sicuro, e compatibile con le misure anti Covid 19, alle navi delle Ong battenti bandiere europee attualmente impegnate in operazioni Sar in acque internazionali". Infine, la ministra ha chiesto "il rilancio nella trattativa sul nuovo Patto immigrazione e asilo del principio di solidarietà tra gli Stati membri per la redistribuzione obbligatoria dei Migranti salvati in mare" e "un segnale immediato per dare seguito a quanto approvato nel Consiglio europeo dello scorso 24 giugno laddove si invita la commissione "a rafforzare immediatamente le azioni concrete" condotte con i Paesi di origine e di transito dei flussi migratori per dare loro un sostegno tangibile.

Sul tema, a livello di maggioranza di governo, da alcuni giorni è cresciuto il pressing della Lega di Matteo Salvini. Dall'esecutivo arrivano "segnali positivi", ha riconosciuto Salvini, dopo la mossa di Lamorgese. "Ma le due navi di Ong francese e tedesca non devono sbarcare in Italia, a questo punto", ha subito aggiunto.

"L'Europa si preoccupa degli ingressi dei migranti tra Lituania e Bielorussia e non vede quello che accade a Sud nel Mediterraneo, che e' la rotta di maggior ingresso in Europa e quindi in Italia", ha lamentato il sottosegretario leghista all'Interno, Nicola Molteni. "Ci sono due Ong straniere nel Mediterraneo, Sea Watch e Ocean Viking, con oltre 800Migranti con interventi in acque Sar libiche, maltesi e addirittura tunisine. Per il principio dello stato di bandiera e di rotazione dei porti - ha chiesto - queste due imbarcazioni devono andare in Germania o Norvegia o in Francia visto che una Ong è francese. Ne va della dignità e della sicurezza dell'Italia. Sarebbe inaccettabile lo sbarco in Italia con i territori di sbarco di frontiera già in emergenza".

"Il ministro Lamorgese ha chiesto oggi, nel corso di un colloquio con il Commissario Johansson, un cambio di passo all'Unione Europea in tema di migranti, con immediate azioni (convocazione Consiglio Affari interno straordinario, iniziative tempestive coi Paesi di transito, rilancio immediato della trattativa sul Patto Eu su Immigrazione). Lo ribadiamo, con forza, da tempo: il tema migranti deve essere inserito necessariamente in una cornice comunitaria o l'Europa rischia davvero di andare a sbattere", ha chiesto anche Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e responsabile del dipartimento Immigrazione del movimento azzurro. 

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