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Milano azzera le perdite, rally di Nexi

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Seduta in crescendo per il listino di Piazza Affari che, dopo i minimi intraday toccati in corrispondenza del giro di boa, è riuscito a chiudere la seduta a ridosso dell’ormai famigerata soglia dei 25 mila punti a 24.892,15 punti, +0,12% sul dato precedente. Dopo le vendite partite dall’Asia in scia dei nuovi dati, frutto di una nuova metodologia di calcolo, sul Coronavirus, il listino milanese ha via via azzerato le perdite. 

Gran parte del merito va ad un comparto finanziario in cui spiccano le performance di Nexi (+4,53%), Ubi Banca (+1,86%) e Banco BPM (+1,7%). A spingere la prima è stata la notizia che parteciperà in qualità di “founding partner”, insieme ad UniCredit (-0,67%), al nuovo polo del fintech in Italia creato da Plug and Play, azienda della Silicon Valley che ha già creato la più grande piattaforma di Open Innovation al mondo. 

“Il nuovo polo rappresenta un vero e proprio ponte tra l’Italia e la Silicon Valley e ha due obiettivi primari: da una parte, attirare nel nostro Paese fintech e talenti con cui collaborare per generare business e fare innovazione; dall’altra esportare le eccellenze del Made in Italy e dare loro visibilità affinché possano trovare nuovi partner, individuare nuovi finanziamenti ed estendersi all’estero”, riporta la nota di presentazione dell’iniziativa. 

Ubi e Banco BPM hanno invece capitalizzato la discesa dello spread sotto quota 130 punti base a 128,2 (-1,7%), il livello minore dal maggio 2018. Il differenziale di rendimento con i titoli tedeschi non ha tenuto conto delle indicazioni diffuse oggi dalla Commissione europea, secondo cui l’economia italiana nel triennio 2019-2021 farà segnare ininterrottamente la performance peggiore in Europa. 

Quello che più colpisce è la distanza tra il dato italiano e quelli relativi le altre performance peggiori: prendendo a riferimento il 2020, la performance attesa dall’economia italiana, come detto +0,3%, non si avvicina neanche lontanamente dal +1,1% tedesco e dal +1,2% francese (che, rispettivamente, occupano la penultima e la terzultima posizione in termini di crescita). 

Tra le altre performance di rilievo segnaliamo il +3,65% di Telecom Italia, che ha capitalizzato il possibile accordo con KKR per rilevare Open Fiber, e il +1,39% delle azioni Juventus, dopo la che la società bianconera ha annunciato di aver ampliato l’accordo di sponsorizzazione con Allianz per un corrispettivo di 103 milioni. 

Tra le performance peggiori segnaliamo il -2,15% di Pirelli, il -1,59% di Saipem ed il -1,87% lasciato sul parterre da Buzzi Unicem. (In collaborazione con money.it)