Milano ancora in verde. Spread btp/bund vicino ai 250 pb

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In lieve flessione gli indici statunitensi in una seduta con poche variazioni. Il Dow Jones Industrial Average cede lo 0,05%, il Nasdaq Composite lo 0,10% e l’S&P500 lo 0,15%. Il leggero ribasso è legato soprattutto al calo dei bancari dopo la pubblicazione delle cifre trimestrali di Wells Fargo (Other OTC: WFCNO - notizie) che ha mostrato risultati positivi ma una riduzione del margine d’interesse. Riteniamo inoltre che la flessione sia legata anche alle prese di profitto degli investitori dopo che il Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) ha toccato ieri nuovi massimi degli ultimi 3 mesi circa. Da non escludere neppure l’effetto Cina con l’annuncio di un tasso di inflazione a dicembre al 2,5% a/a superiore alle aspettative del consensus (2,3%) che potrebbe legare le mani alla PBOC (People’s Bank of China) nel sostenere i consumi con ulteriori strategie monetarie espansive. Pochi spunti in Europa con le borse molto vicine alla parità, rifiatando così dopo le importanti accelerazioni evidenziate nelle prime sedute annuali.

Italia: Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) in verde L'indice italiano prova a dare continuità al movimento rialzista (oggi +0,29% a 17502 punti). Il FTSE Mib beneficia soprattutto della forte riduzione dello spread btp/bund sceso anche al di sotto dei 250 pb. Dal punto di vista tecnico i prezzi sembrano aver messo nel mirino i top di ieri a 17580, oltre i quali si getterebbero le basi per un’estensione dell'allungo in direzione del target a 17745, 50% del ritracciamento della discesa dai picchi del 2011. L'eventuale superamento anche di tale riferimento migliorerebbe ulteriormente il quadro tecnico permettendo ai corsi di poter ambire al raggiungimento anche degli ambiziosi obiettivi in area 19 mila punti. Flessioni fino a 17100 possono ancora considerarsi fisiologiche dopo il forte rialzo. Tra i titoli bene Parmalat (Xetra: A0ERW4 - notizie) , Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) e Fiat (Milano: F.MI - notizie) .

, Valute: molto bene l’euro, si deprezza invece lo yen Sul fronte valutario, continua il rally dell’euro rispetto al dollaro. Dopo la forte accelerazione messa a segno ieri sulla scia delle dichiarazioni del numero uno della BCE (Toronto: BCE.TO - notizie) , Mario Draghi, che ha negato che ci siano state richieste da parte di altri membri del Consiglio Direttivo dell'istituto di Francoforte su un taglio del costo del denaro, anche oggi il cambio ha segnato nuovi massimi degli ultimi 9 mesi circa a 1,3366 grazie al deludente dato sulla bilancia commerciale USA. Dal punto di vista tecnico il superamento delle resistenze in area 1,3310, picco di metà dicembre 2012, ha dato forza al cross per puntare verso l’ambizioso obiettivo a 1,3486, top dello scorso anno. Male lo yen che si deprezza rispetto alle altre valute internazionali dopo il piano di rilancio economico annunciato dal primo ministro Abe.

Macro: forte aumento del disavanzo commerciale USA Sul fronte macro, negli States è stato annunciato che il disavanzo commerciale è aumentato nel mese di novembre a 48,7 mld di dollari ben superiore alle aspettative del consensus. Riteniamo che tale dato possa convincere ulteriormente l’amministrazione Obama a cercare di tenere il dollaro debole sui mercati valutari per sostenere le esportazioni.

Titoli di Stato: spread btp/bund ancora in calo Sul fronte governativo, Il Tesoro italiano ha emesso questa mattina circa 5 miliardi di euro di titoli, di cui 3,5 mld di Btp a 3 anni e il resto in Cct scadenza 2017. Buona domanda soprattutto sul 3 anni con un rendimento sceso all’1,85% dal precedente 2,49%. Si tratta del tasso più basso da marzo 2010. Il bid-to-cover è stato di 1,44 da 1,35 dell’emissione precedente. Successo prevedibile dopo il buon esito della carta spagnola di ieri. Lo spread Btp-Bund ha segnato nuovi minimi degli ultimi due anni scendendo al di sotto dei 250 pb per poi attestarsi appena al di sopra. Stimiamo che le favorevoli condizioni sui mercati finanziari (diminuzione delle tensioni sui debiti dei paesi periferici) potrebbero spingere lo spread a scendere ulteriormente anche a 240 pb nella prossima ottava.

, Commodity: in flessione oro e petrolio Tra le commodity, in calo l’oro che si attesta a 1660 dollari l’oncia. In rosso anche il cfd sul light crude (WTI) che scende a 93,05 dollari al barile.

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