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Milano maglia nera Ue, sul Ftse Mib sorride FCA. Marcia indietro per Azimut

Titta Ferraro
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La crisi di governo innescata da Matteo Renzi alimenta oggi le tensioni sullo spread Btp-Bund, salito fino a 120 punti base, così come su Piazza Affari. In chiusura l'indice Ftse Mib segna un -0,47% in area 22.637 punti, peggiore tra le maggiori Borse UE (Dax e Cac 40 hanno chiuso in rialzo). L'allargamento dello spread con rendimenti Btp in ascesa è pesato sulle utility con Enel scivolata indietro dell'1,03%. Tra le banche cali vistosi oltre l'1,4% per Unicredit, alle prese con la scelta del nuovo ad con Andrea Orcel, ex UBS e Merrill Lynch, che sarebbe in pole per prendere il posto di Mustier. Protagonista positiva di giornata è stata senza dubbio FCA con un balzo di quasi il 3% in area 13,14 euro con un effetto tecnico derivante dallo stacco cedola. Proprio ieri il Lingotto ha comunicato che il dividendo straordinario di 1,84 euro per azione legato alla fusione con PSA diventa incondizionato e il calendario della distribuzione straordinaria per entrambi i mercati di quotazione (New York Stock Exchange e Mercato Telematico Azionario) sarà ex-date giovedì 14 gennaio 2021. Una notizia attesa quella del dividendo che però sostiene il titolo che trova sponda anche nelle positive indicazioni giunte da PSA che ha annunciato buoni dati di vendita nel 2020. L'unica regione in calo è stata l'Europa, mentre tutte le altre aree geografiche hanno registrato un recupero, facendo ben sperare per l'anno in corso e il nuovo gruppo Stellantis, che si creerà con Fca. Il tutto mentre si attende la quotazione delle azioni Stellantis dal prossimo 18 gennaio. Segno meno oggi per Azimut (-1,77%), protagonista in positivo nei giorni scorsi sulla scia dei conti 2020 record. Oggi l'asset manager guidato da Pietro Giuliani ha fornito una guidance di utile netto per il 2021 pari a 350 milioni di euro.