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Milano, trivella crolla su centro ricerca Ifom: evacuati 600 addetti - Video

·4 minuto per la lettura

Una trivella alta oltre 10 metri si è abbattuta su uno degli edifici più popolati dell'Istituto di ricerca Ifom di Milano. E' accaduto questa mattina intorno alle 10.40. Secondo quanto riferiscono dal centro, oltre 300 ricercatori e dipendenti dell'ente "erano impegnati tra le provette e in laboratorio" quando la trivella in opera nel cantiere esterno accanto, sulla via Serio, è "crollata rovinosamente" su uno degli edifici più popolati dell'Istituto, dove tutto il personale è attualmente operativo.

Tutti i ricercatori e dipendenti dell'Istituto e quelli degli altri Istituti presenti nello stesso Campus, 600 in tutto, sono stati prontamente evacuati e le forze dell'ordine stanno provvedendo a mettere in sicurezza gli edifici.

La trivella, riferiscono dall'Ifom, Istituto Firc di oncologia molecolare, "ha dapprima colpito violentemente il cornicione del tetto fendendo l'edificio in verticale, per poi rimbalzare più volte contro la facciata, penetrando prima nella sala riunioni della Direzione scientifica dell'Istituto, per fortuna al momento vuota, per poi sventrare gli uffici amministrativi del piano terra e atterrare su due automobili parcheggiate in strada".

Fondato nel 1998 da Firc-Airc, Ifom è un centro di ricerca dedicato allo studio della formazione e dello sviluppo dei tumori a livello molecolare, una delle prime realtà che si è insediata nell'ex distretto industriale dello scalo di Porta Romana, ora in corso di forte riqualificazione urbanistica. E infatti tre sono i cantieri che circondano l'Istituto sui tre lati. "Oggi - raccontano dal centro - la serenità del lavoro è stata interrotta da questo evento traumatico, che per fortuna non ha fatto vittime". In una nota l'Ifom conferma che "tutte le persone che si trovavano in Istituto al momento dello schianto sono illese e sono state evacuate".

"UN BOATO, POI POLVERE E PAURA" - "Stavamo lavorando tutti tranquillamente, quando abbiamo sentito un fortissimo boato. L'edificio, la parte dove si trovano gli uffici direzionali e amministrativi, ha iniziato a tremare. Dopodiché abbiamo visto solo tantissima polvere che si alzava. Un grandissimo spavento. Il primo momento è stato di panico. Poi, però, abbiamo reagito prontamente. La procedura di evacuazione è scattata subito, tutti l'hanno seguita e sono andati fuori. La cosa più importante è che miracolosamente nessuno si è fatto male e che siamo riusciti a mettere tutti in sicurezza" dice Rossella Blasi, direttore operativo dell'Istituto di ricerca Ifom di Milano, che era in un ufficio accanto alla direzione scientifica, quando la trivella si è abbattuta rovinosamente, "praticamente a 3 metri" dalla stanza in cui si trovava.

Ha colpito "l'edificio 4, collegato al 2 e al 3, prettamente laboratori e foresterie", racconta all'Adnkronos Salute. "Mi hanno tirato fuori dall'ufficio, ho urlato dallo spavento. E' stato un attimo", lo choc iniziale. "Ho pensato inizialmente a una bomba, a un qualcosa di saltato, esploso, fuori dal nostro edificio. Poi ho reagito - ricostruisce Blasi - C'era tantissima polvere, il rumore è stato troppo forte. Abbiamo capito cosa succedeva quando siamo scesi giù e abbiamo visto la trivella, perché non ci siamo potuti affacciare subito alle finestre".

Qualche addetto invece la scena l'ha vista proprio da quella prospettiva, dalle finestre. Alcuni raccontano di aver sentito "prima le urla degli operai del cantiere dall'altra parte della strada", e poi di aver visto la trivella abbattersi contro la struttura, contro di loro. "Abbastanza traumatico", testimoniano. E' successo nel pieno di una giornata lavorativa di un Istituto popolato, non in smart working.

"Vedendo le macchine dei dipendenti distrutte, la sala riunioni danneggiata - prosegue Blasi - abbiamo pensato solo che la cosa più importante era essere tutti illesi. Ho pensato: per fortuna nessuno passava per strada in quel momento, per fortuna era vuota la direzione scientifica", una delle stanze colpite. "Noi lì ci lavoriamo quotidianamente. Ieri, alla stessa ora in cui oggi c'è stato lo schianto, c'erano 13 persone", racconta ancora Blasi.

Al piano terra sembra che il crollo della trivella sia stato arrestato da alcune barre metalliche pesanti che fanno parte della struttura dell'edificio. "Sono stati danneggiati di fatto tutti i piani" della struttura su cui è caduto il macchinario", dice Blasi, dopo i primi sopralluoghi per verificare i danni. "Siamo entrati fin dove è stato possibile accedere". Nel laboratorio accanto a dove è crollata la trivella "abbiamo messo in sicurezza i materiali, li abbiamo tolti dalle camere fredde e portati via a tutela del lavoro di ricerca che era in corso. Ora dobbiamo capire quando possiamo rientrare".

"Per essere più sicuri abbiamo fatto evacuare tutto l'Istituto. La cosa meravigliosa è stata che si sono attivati davvero tutti, l'unità che ho visto. Abbiamo messo in sicurezza le persone, portato via quel che potevamo, recuperato gli oggetti personali per consentire alle persone di tornare a casa". I danni all'edificio e agli uffici, continua il direttore operativo, "sono evidenti". Ma il pensiero è anche per eventuali danni indiretti alle attrezzature di ricerca. "In questo centro abbiamo macchinari ad alta tecnologia, microscopi da milioni di euro, e non è stato possibile entrare per verificarli tutti. Quindi al momento non siamo in grado di quantificare. Ma reagiremo come abbiamo fatto con Covid - assicura Blasi - Non abbiamo mai smesso di lavorare un giorno e ci riorganizzeremo di nuovo, ripristineremo gli uffici in un altro edificio, faremo smart working, ma andremo avanti".

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