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Milleproroghe, slittano aumenti pedaggi autostradali

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Rimandato l'aumento dei pedaggi autostradali con un "adeguamento delle tariffe relative all'anno 2020 differito" sino "all'aggiornamento dei piani economici-finanziari". Lo si legge nell'ultima bozza del decreto Milleproroghe, che dovrebbe essere esaminato domani dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento riguarda "i concessionari il cui periodo regolatorio quinquennale è pervenuto a scadenza" e che devono presentare all'Autorità di regolazione dei Trasporti "entro il 30 marzo 2020 le proposte" per l'aggiornamento, che a sua volta "è perfezionato entro e non oltre il 30 giugno 2020". 

Ma non è l'unica novità. Si estendono inoltre i termini per la stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione fino al 31 dicembre del 2021. La misura porta in avanti la scadenza temporale del triennio 2018-2020. La norma in precedenza sembrava potesse entrare nel ddl Bilancio.  

Il 'bonus verde' viene infatti prorogato per il 2020 e prevede una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute negli interventi di sistemazione di giardini, terrazze e parti comuni di edifici condominiali. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a suo abitativo, e quindi la detrazione massima è di 1.800 euro. 

Proroga anche per i vertici dell'Agcom e del Garante per la Privacy, che rimarranno in carica fino al 31 marzo 2020. Il nuovo termine è contenuto nella bozza del decreto Milleproroghe, all'articolo 2. Al fine di garantire la continuità delle attività dell'Autorità nazionale anticorruzione, la bozza indica che in caso di vacanza dell'incarico del presidente l'esercizio delle funzioni previste dalla legge è attribuito al componente del Consiglio "con maggiore anzianità nell'ufficio ovvero, in mancanza, al componente più anziano d'età".  

E, ancora, nella bozza del Milleproroghe, art. 29 (Disposizioni urgenti in materia di Sport e Salute SPA) il comma 4 della legge 8 agosto 2002 n. 178 è stato modificato, a quanto apprende l’Adnkronos, attribuendo le azioni “al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ai fini della realizzazione del controllo analogo, formale e sostanziale, da parte dell’Autorità di Governo competente in materia di sport, lo statuto della società prevede apposite clausole in deroga alla disposizione di cui all’art. 2380 bis”, si legge nella bozza dell’articolo. “La società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, di cui uno con funzioni di presidente e uno denominato amministratore delegato, al quale vengono attribuite le deleghe di gestione”. In questo modo si sdoppierebbe la figura fino ad ora coperta da Rocco Sabelli, attuale presidente e ad di Sport e Salute.  

“Il presidente è nominato dal Ministro dell’Economia e Finanze, di concerto con l’Autorità di Governo competente in materia di sport; l’amministratore delegato e un consigliere sono nominati dell’autorità di Governo competente in materia di sport, i restanti due componenti sono nominati, uno dal Ministro della Salute e uno dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Il presidente ha la rappresentanza legale della società e cura i rapporti istituzionali con l’autorità di Governo competente in materia di sport e con le altre istituzioni pubbliche e private in ambito sportivo, presiede il consiglio di amministrazione e svolge funzioni di monitoraggio e controllo, quale garante della corretta e proficua attuazione degli indirizzi dell’autorità di Governo competente in materia di sport”.