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Il mining di bitcoin e la meraviglia del capitalismo

Francesco Simoncelli
 

Il prezzo di bitcoin continua a calare; gli oppositori ovviamente non se lo lasciano ripetere due volte e lo attaccano come possono. La fine della criptovaluta dominante è infine arrivata, o no?

Bitcoin è stato dichiarato morto centinaia di volte, soprattutto durante il brutale declino del 90% dal 2013 al 2015. Ciononostante ogni volta è ritornato più forte di prima.

Dove gli scettici hanno ragione: la seconda bolla di bitcoin è scoppiata a dicembre di due anni fa e il prezzo è sceso di circa l'80% dal suo massimo di $20.000. Nessuno sa se e quando vedrà di nuovo questi picchi.

Di (KSE: 003160.KS - notizie) conseguenza milioni di speculatori sono stati bruciati e le grandi istituzioni non si sono presentate per colmare il divario.

Ciò è accaduto anche su piccola scala nel 2013 dopo una simile cavalcata del 100x, ed era necessario.

Tempo per recuperare

Ciò che la maggior parte degli speculatori e persino alcuni seri sostenitori del sistema monetario indipendente e decentralizzato non capiscono: bitcoin ha bisogno di queste pause per migliorare la propria infrastruttura.

Gli exchange, che non sono stati in grado di gestire i volumi degli scambi al culmine della frenesia e non hanno saputo stare dietro alle richieste del servizio clienti, possono prendersi una pausa, aggiornare i loro sistemi ed assumere persone capaci.

La tecnologia stessa ha bisogno di fare progressi e questo richiede tempo. Progetti come Lightning Network, un sistema che offre pagamenti bitcoin istantanei a costi molto bassi e su scala praticamente illimitata, è ora disponibile solo per programmatori esperti.

Una valutazione più alta è giustificata solo se questi miglioramenti raggiungeranno il mercato di massa.

E dal momento che viviamo in un mondo in cui tutto ciò che è finanziario è strettamente regolamentato, nel bene o nel male, anche questo settore deve recuperare, dal momento che i regolatori si trovano cronicamente dietro la curva del progresso tecnologico.

E, naturalmente, c'è il mining. L'infrastruttura vitale per proteggere la rete bitcoin e per elaborare le sue transazioni è stata concentrata in poche mani e in pochissimi luoghi, in particolare in Cina, che ospita ancora circa il 70% della capacità di mining.

La tesi a supporto del mining

I critici si sono sempre lamentati del fatto che il mining di bitcoin consuma "troppa" elettricità, proprio quanto la Repubblica Ceca. In termini energetici si tratta di circa 65 terawattora, o 230.000.000 gigajoule, che costano $3,3 miliardi secondo le stime del Digiconomist.

Per i non-fisici tra noi, questo è tanto quanto consumato da sei milioni di famiglie statunitensi all'anno.

Tutte queste stime sono imprecise, perché l'aggregato non può sapere quanta energia consuma ciascuno dei diversi miner e quanto costa l'elettricità. Sono una stima approssimativa ragionevole.

Quindi val la pena di capire perché il mining sia necessario e se il consumo di elettricità sia giustificato.

Tutto e tutti gli esseri umani consumano risorse. La domanda quindi è: ne vale la pena? E: chi decide?

Queste domande portano quindi alla domanda successiva: val la pena avere e usare il denaro? La maggior parte delle persone sosterrebbe di sì, perché usare il denaro invece del baratto rende le transazioni economiche più veloci e meno costose e quindi si risparmiano risorse naturali ed umane.

Bitcoin può ricoprire lo status di moneta, o almeno di valuta, in quanto soddisfa determinati requisiti generali: è riconoscibile, divisibile, portabile, durevole, è accettato in cambio di altri beni e servizi, ed è addirittura limitato nell'offerta.

Quindi avere qualsiasi tipo di denaro ha un prezzo, che si tratti di monete d'oro, banconote in dollari o numeri sullo schermo del vostro sistema bancario online. Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) caso di bitcoin, è l'elettricità e il capitale per le apparecchiature informatiche, nonché le risorse umane per eseguire queste operazioni.

Se pensiamo che avere denaro in generale sia una buona idea e che alcune persone apprezzino la natura decentralizzata e indipendente di bitcoin, allora vale la pena pagare per verificare le transazioni sulla rete bitcoin e mantenere la rete sicura e solida: fino al punto in cui le risorse consumate supererebbero i benefici dell'efficienza. Proprio come molte persone non pensano che sia una cattiva idea usare le carte di credito e le banche, infatti anch'esse consumano elettricità.

Tuttavia bitcoin è l'ultimo arrivato ed è per questo che viene esaminato ancor di più rispetto ai vecchi player affermati.

Denaro diverso, costi diversi

Quante persone sanno quanta elettricità, vite umane e altre risorse consuma l'estrazione dell'oro, o ha consumato nel corso della storia? E il sistema bancario? Filiali, server, aria condizionata, personale? Che dire della stampa di banconote ed il loro trasporto in camion blindati?

Che dire degli effetti sociali della cattiva gestione dei fondi bancari e statali, come l'inflazione e la deflazioni del credito? L'oro qui ha la meglio.

La maggior parte delle persone non si è posta queste domande, motivo per cui val la pena di sottolineare l'unico studio esauriente svolto sull'argomento. In "An order of magnitude", l'ingegnere Hass McCook analizza i diversi sistemi monetari e raggiunge conclusioni sbalorditive.

Lo studio è un po' datato e, naturalmente, le aggregazioni sono stime molto approssimative, ma i numeri sono ragionevoli e la metodologia è valida.

Infatti, secondo lo studio, bitcoin è la più economica tra tutte le diverse forme di denaro.

L'estrazione dell'oro nel 2014 ha utilizzato 475 milioni di GJ rispetto ai 230 milioni usati da bitcoin nel 2018. Il sistema bancario nel 2014 ha utilizzato 2,3 miliardi di gigajoule.

Più di 100 persone all'anno muoiono cercando di estrarre oro. Ma l'attività mineraria costa più dell'elettricità, infatti consuma circa 300.000 litri di acqua per kg di oro estratto oltre a 150 kg di cianuro e 1500 tonnellate di rifiuti e macerie.

Il sistema bancario internazionale è stato utilizzato in tutti i tipi di attività fraudolente nel corso della storia: finanziamento del terrorismo, riciclaggio di denaro e ogni altra attività criminale sotto il sole, per un costo di migliaia di miliardi di dollari e secondo un ordine di grandezza superiore alle stesse transazioni fatte con le criptovalute.

E, naturalmente, mentre l'oro ha un valore relativamente stabile nel tempo, banca centrale e stato hanno emesso così tanto denaro da fargli perdere circa il 90% del suo potere d'acquisto nel secolo scorso, perché può essere creato dal nulla. Ciò porta all'inflazione e allo spreco di risorse fisiche e umane, perché distorce il processo di allocazione del capitale.

Senza contare le centinaia di migliaia di filiali bancarie, i milioni di bancomat ed i dipendenti che consumano elettricità e altre risorse, 10 volte più elettricità della rete bitcoin.

Secondo il filosofo monetario Saifedean Ammous, autore di "The Bitcoin Standard", il beneficio sociale del sound money, vale a dire il denaro che non può essere stampato per decreto dallo stato, non può essere messo in discussione; viceversa, i costi del denaro fiat e del credito fiduciario sono difficili da calcolare.

Secondo Ammous, bitcoin è il miglior sound money in circolazione, persino migliore dell'oro perché la sua offerta totale è limitata, mentre l'offerta dell'oro continua ad aumentare di circa l'1-2% ogni anno.

Guardate all'era del gold standard, dal 1871 fino all'inizio della prima guerra mondiale. C'è una ragione per cui questa è conosciuta come l'era d'oro, l'età dorata e La Belle Epoque. È stato un periodo di impareggiabile prosperità umana in tutto il mondo. La crescita economica era ovunque. La tecnologia veniva diffusa in tutto il mondo. La pace e la prosperità stavano aumentando ovunque in tutto il mondo. Le innovazioni tecnologiche stavano avanzando. Penso che non sia una coincidenza. Quello che il gold standard ha permesso di fare, è stato avere un deposito di valore che avrebbe mantenuto il suo valore in futuro. E questo ha abbassato la preferenza temporale delle persone, cosa che ha innescato l'incentivo a pensare a lungo termine e ha spinto la gente ad investire in cose che le avrebbero ripagate nel lungo periodo [...]. Bitcoin è molto simile all'oro. È l'equivalente digitale dell'oro, ha detto in un'intervista a The Epoch Times.

Contrariamente al gold standard di cui parla Ammous, bitcoin non ha molta storia alle sue spalle. In teoria ne soddisfa tutti i criteri, ma nel mondo reale non è stato adottato ampiamente ed è stato così volatile da essere inutilizzabile come deposito affidabile di valore, o come valuta sottostante di un mercato dei prestiti.

I sostenitori affermano che nel tempo questi problemi saranno risolti nello stesso modo in cui l'oro si è diffuso nella sfera monetaria sostituendo rame e conchiglie, ma anche Ammous ammette che il processo potrebbe richiedere decenni e il risultato è tutt'altro che certo. L'oro è la scommessa sicura per il sound money, bitcoin ha il potenziale per diventarlo.

C'è un altro aspetto in cui il bitcoin perde, secondo un recente studio condotto dai ricercatori dell'Oak Ridge Institute di Cincinnati, Ohio.

È la quantità di energia spesa per dollaro per i diversi strumenti monetari. Minare un dollaro in bitcoin costa 17 megajoule rispetto ai cinque per l'oro ed i sette per il platino. Ma lo studio omette l'uso del cianuro, dell'acqua Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online