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Ministro Gualtieri dice No all’Ue a una manovra economica restrittiva

Fabio Carbone

Il neo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri vola a Bruxelles per partecipare al suo primo Ecofin e ai colleghi degli altri paesi membri Ue, ha detto “che una manovra restrittiva sarebbe controproducente e stiamo lavorando per collocarla nel quadro di una più generale e appropriata fiscal stance dell’area euro”.

Considerato da alcuni analisti come un lupo vestito da colomba insieme a Gentiloni neo Commissario Ue agli Affari economici, la prima uscita pubblica di Gualtieri sembra sconfessare questa visione. Per alcuni, infatti, la nomina di Gualtieri come ministro all’economia (deputato europeo molto influente) e la nomina di Gentiloni come Commissario Ue Affari economici, sarebbe un modo per riportare l’Italia nell’ovile dei paesi pro Ue.

Il ministro Gualtieri sottolinea che l’Italia e questo Governo Conte Bis, “si batte all’interno delle regole, che comprendono anche il pieno uso della flessibilità come chiesto da alcuni gruppi politici e come detto dalla presidente Von der Leyen”.

Il piano del governo sulle privatizzazioni

Per fare ulteriore cassa, il Governo dovrà probabilmente privatizzare ma il neo ministro non si sbilancia su questo tema e afferma solo che “non esiste un piano del governo, stiamo lavorando, ci siamo da poco insediati, posso esprimere solo grande prudenza”. In riferimento poi alle cifre sulla privatizzazione, bolla come irrealistico l’1% affermato da alcuni.

All’Ecofin si parla di Golden rule

All’Ecofin è stato abbattuto il tabù sulla Golden rule, la Commissione Ue è disponibile ad approfondire il tema per trovare nuove forme di protezione degli investimenti che favoriscano lo sviluppo dei paesi, investendo ad esempio nel cambiamento climatico o in altre priorità nazionali e sovranazionali.

Cos’è il Golden rule

La Golden rule, come noto, è un criterio di conduzione della politica fiscale secondo la quale l’indebitamento pubblico di un Paese è ammesso solo per le spese in conto capitale destinate agli investimenti in capitale umano o all’ampliamento delle infrastrutture (reti stradali, ferroviarie, aeroportuali, ecc.). Le spese correnti sono invece da finanziare con il prelievo fiscale (le tasse).

Rivedere il patto di stabilità

Un Ecofin diverso e più possibilista sul rivedere le regole che attualmente governano le politiche economiche dei singoli stati? All’Ecofin si è parlato anche di Patto di stabilità, ma giusto un primo approccio all’argomento, perché il falco Valdis Dombrovskis, riconfermato come vicepresidente della Commissione Ue, ha detto: “Dobbiamo evitare uno scenario in cui apriamo la discussione sulla legislazione senza sapere come chiuderla”.

L’Italia partecipa alla Coalizione sul clima

Altro importante, anzi cruciale tema, trattato all’Ecofin riguarda l’emergenza climatica. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri ha annunciato che l’Italia farà ufficialmente parte della Coalizione dei ministri finanziari per la lotta al cambiamento climatico.

Un annuncio non da poco, perché fino ad oggi l’Italia aveva scelto di non aderire al tavolo di lavoro.

Scorporare gli investimenti verdi dal deficit di bilancio

Ciò a cui si lavora è lo scorporo degli investimenti verdi dal deficit di bilancio.

Dal momento che investire sul risparmio energetico, sull’azzeramento delle emissioni di CO2 non è più rinviabile ed ha assunto il carattere di una emergenza globale, ecco che è diventato necessario ridiscutere le regole europee, per consentire agli stati di intervenire con investimenti che non siano considerati un deficit, ma un investimento sul futuro.

Va in questo senso anche la decisione della Banca europea degli investimenti che sosterrà i progetti industriali pro clima.

This article was originally posted on FX Empire

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