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Miozzo (Cts): "Con lockdown rischieremmo gli stessi errori"

Primo Piano
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(AP Photo/Luca Bruno)
(AP Photo/Luca Bruno)

"Il Cts non chiede il lockdown e non decide, deve dare valutazioni tecniche collegate a indici epidemiologici e allo stress sul sistema ospedaliero e territoriale". Lo sostiene in un'intervista al Fatto Quotidiano Agostino Miozzo, medico e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, in vista dell'intensificazione delle misure restrittive al vaglio del Governo in queste ore.

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Il lockdown "come a marzo-aprile è la soluzione più semplice - continua Mozzio -. Paralizzi il Paese e puoi sperare che in 3-4 settimane la catena di trasmissione si interrompa o si attenui. Ma quando l'abbiamo fatto si andava verso l'estate: ora siamo a novembre, arriveremmo in condizioni meno stressanti a dicembre, ma all'inizio della stagione influenzale, con la popolazione chiusa in casa, magari per poi affrontare il periodo natalizio come l'estate nella logica del "liberi tutti" che coinciderebbe con il desiderio di ritorno alla normalità" si ripeterebbero "gli stessi errori". Su tante cose a livello municipale, regionale e generale "avremmo dovuto prepararci meglio all'autunno".

Miozzo spezza una lancia a favore del ministro Speranza: “L'accordo con i medici di famiglia è complicato: servono i dispositivi di protezione, gli spazi negli studi".

Le diverse strategie delle Regioni su nodi centrali come i covid hotel e i drive-in, dimostrano, secondo Miozzo, la necessità di "una gestione centralizzata” mentre sull'osservanza delle misure adottate "non ci sono abbastanza controlli. E ci preoccupa che siano invocati nuovi divieti e nuovi parametri quando quelli già esaminati e disposti non sono sempre rispettati", conclude il medico.

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