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Mise riavvia trattativa Whirlpool il 29/1, sindacati dialogo o scontro

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Ripartirà mercoledì 29 gennaio prossimo il tavolo Whirlpool sulla possibile cessione del sito di Napoli. Il Mise, al termine di una settimana di pressing sindacale e di una giornata di protesta allo stabilimento di via Argine nel capoluogo partenopeo, ha convocato per quella data, al ministero di via Molise, Fim Fiom Uilm Ugl, i vertici di Whirlpool Italia e la Regione Campania per riprendere il filo interrotto della trattativa sospesa lo scorso 30 ottobre, al termine di un durissimo braccio di ferro tra governo-sindacati e la multinazionale americana che annunciò il ritiro della procedura di trasferimento del ramo d'azienda e lo stop al licenziamento di 420 dipendenti.  

Una scelta dettata, avevano scritto 3 mesi fa i vertici di Whirlpool Emea, dalla volontà di "ristabilire un clima costruttivo" per una soluzione "condivisa" a fronte, sottolineavano ancora, di una "situazione di mercato che rende insostenibile il sito e che necessita di una soluzione a lungo termine". Una situazione dunque che lasciava presagire il riavvio della discussione a breve, confortata da una road ministeriale che aveva indicato la necessità di una serie di incontri ad hoc e un nuovo round politico fissato per il 20 gennaio prossimo. Ma così non è stato. Solo un giro di tavolo tecnico tra Mise e Whirlpool il 4 dicembre scorso, in piena bagarre sull'ex Ilva di ArcelorMittal, per chiedere una nuova relazione sulle prospettive del sito napoletano, poi il silenzio. Da qui l'allerta dei sindacati ma anche della stessa azienda.  

E alla convocazione arrivata oggi per il 29 gennaio i sindacati hanno risposto duramente: "il Governo porti al tavolo una proposta concreta e risolutiva. Sarebbe gravissimo se da parte del Governo ricevessimo ancora una volta generiche parole di solidarietà, senza azioni davvero capaci di supportarle", hanno messo nero su bianco in una nota unitaria Fim Fiom e Uilm per le quali "Whirlpool non può chiudere Napoli disimpegnandosi dall'Italia perché violerebbe un accordo sottoscritto non solo con il sindacato ma anche con le Istituzioni, un vero dramma non solo per i dipendenti ma per tutto il Paese".  

Ma è la Fiom a spingere sull'acceleratore della protesta. Se il 29 gennaio prossimo al Mise "non si troverà una soluzione condivisa per il rilancio del sito di Napoli si aprirà uno scontro a tutto campo che investirà l'intero gruppo Whirlpool in Italia fino al punto di trasformare una vertenza sindacale in questione di ordine pubblico", ammonisce Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli. Per il sindacato infatti, l'unica soluzione possibile "è il mantenimento della produzione di lavatrici di alta gamma inserendo nuovi modelli che possano raggiungere l'obiettivo della saturazione produttiva", spiega. 

Intanto il clima a Napoli è già caldo. Stamattina un corteo di lavoratori della Whirlpool di via Argine è uscito dallo stabilimento e si è diretto verso il raccordo autostradale per la A3, bloccandolo per alcuni minuti per poi fare ritorno in fabbrica. "Si torna a far crescere la tensione su una vertenza lontana dalla conclusione, con lo spettro della cassa integrazione e nessuna volontà di garantire un futuro al sito di Napoli", aveva spiegato il delegato Uilm Vincenzo Accurso, uno degli oltre 400 lavoratori del sito napoletano. "Non vogliamo assistenzialismo, vogliamo il rispetto degli accordi ministeriali, il rispetto degli italiani e del lavoro. Basta depredare il territorio, garantiamo futuro e lavoro a chi il lavoro lo vuole fare e lo sa fare anche bene", conclude.