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Il misterioso foglietto tra le mani di Trump

Rossana Prezioso
 

Dopo la strage al liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland in Florida, già soprannominata la strage di S.Valentino, dove il 14 febbraio morirono 17 persone uccise da Nikolas Cruz, ex alunno della scuola, il presidente Usa Donald Trump ha deciso di incontrare una delegazione di studenti sopravvissuti alla strage e alcuni dei genitori di quelli che, invece, purtroppo non ce l'hanno fatta.

L'idea di Trump

La cosa che ha suscitato sorpresa tra gli ascoltatori, è stata la proposta dello stesso Trump il quale ha sottolineato che potrebbe essere utile valutare l'idea di fornire armi al corpo docente: se Aaron Feis, allenatore di football della scuola, morto per fare da scudo ad alcuni studenti, avesse avuto un'arma, avrebbe potuto sparare a Cruz riuscendo così a salvare il resto degli studenti. Pare che l'idea sia stata suggerita dallo sceriffo della contea della Florida in cui è avvenuta la strage, il quale ha già predisposto affinchè i responsabili della sicurezza e tutti coloro in possesso di autorizzazione possano dotarsi di fucili sul territorio scolastico, armi che saranno poste successivamente in appositi armadietti di sicurezza, da usare in casi simili. Ma un'altra particolarità ha attirato l'attenzione dei media, un foglietto che il presidente Trump, durante la sessione di ascolto delle vittime, rigirava tra le mani.

Il foglietto

I giornalisti presenti non hanno potuto far a meno di notare che sul foglietto in questione, oltre alle domande che il tycoon ha rivolto ai ragazzi (“Cosa possiamo fare per darvi un aiuto e farvi sentire al sicuro a scuola” oppure “Ditemi della vostra esperienza”) c'era anche un altro punto sottolineato con su scritto “Ora vi ascolto”, altra conferma circa le polemiche nate nei giorni scorsi che accusavano Trump di avere più attenzioni verso i soccorritori che non verso le vittime. Ma Trump è stato al centro delle polemiche nei giorni scorsi anche per un altro motivo: durante i primi funerali delle vittime della strage, infatti, pare che il presidente abbia passato tutta la giornata a giocare a golf nel suo resort di Mar-a-lago, in Florida, non molto distante dalla scuola in cui sono morti i 17 ragazzi. 

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