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Mobilità: da Milano il progetto che trasforma le batterie auto in posti di lavoro

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Il riciclo delle batterie delle auto elettriche creerà nuovi posti di lavoro. O almeno questo è l'obiettivo che l'Italia cercherà di porsi attraverso un nuovo progetto che punta nei prossimi anni, a realizzare almeno 70.000 nuove occupazioni con oltre 10.000 aziende impegnate nel settore e per un fatturato di 100 miliardi di euro. Sulla mobilità elettrica e sul riciclo delle batterie, l'Italia è ancora indietro rispetto agli altri paesi europei. Nella terza edizione del Festival dell'eMobility, che si svolgerà a Palazzo Lombardia a Milano dal 26 al 28 settembre, si ragionerà su come creare una filiera di aziende nazionali che possano contribuire alla crescita italiana nel settore rispettando tutti i canoni di sicurezza.  

Cobat insieme a Class Onlus, Rse, il Politecnico di Milano, Fca, Circular Economy Holding, vigili del fuoco e ministero dell'Ambiente stanno lavorando alla creazione di questo nuovo progetto. "L’Italia - evidenzia Luigi De Rocchi responsabile divisione studi e ricerche di Cobat - si sta muovendo con grande accelerazione per dare vita a una filiera nazionale per il riutilizzo delle batterie dei veicoli elettrici". Una batteria implicata in un veicolo elettrico nel momento in cui deve essere dismessa ha una capacità di carica residua particolarmente elevata che ne consente il riutilizzo. "E’ una batteria - continua - che può essere utilizzata soprattutto per la crescente domanda di storage elettrico legato allo sviluppo delle energie rinnovabili in tutta Europa".  

Le competenze e le figure professionali specifiche saranno diverse. Non solo posti di lavoro nuovi, ma anche nuova formazione per chi già opera nel settore. "Ci saranno parecchi posti di lavoro - spiega Camillo Piazza Presidente di Class Onlus -. Si inizierà con una riqualificazione del personale già occupato in questo settore. I meccanici infatti dovranno trasformarsi in meccatronici. Questo significa che dobbiamo creare le condizioni per affiancare questi lavoratori garantendo una trasformazione professionale. Questo settore, secondo le nostre stime, produrrà nei prossimi anni circa 70.000 posti di lavoro in più". 

L'infiammibilità delle batterie a litio è il tema che preoccupa maggiormente a causa dei casi di autoincendio. Per questo motivo, il corpo nazionale dei vigili del fuoco insieme a Enea, Cobat e all'Università di Roma "La Sapienza" ha creato un gruppo di lavoro che ha l'obiettivo di definire delle linee guida per una corretta regolamentazione della modalità di stoccaggio ma anche per dare corrette misure di prevenzione e protezione.  

“Stiamo cercando di lavorare - sottolinea Massimo Nazareno Bonfatti ingegnere del Nucleo Investigativo Antincendio dei vigili del fuoco - sia sull'intervento che sulla neutralizzazione degli effetti particolari di questo utilizzo o riuso delle batterie delle auto elettriche". Il litio è un metallo fortemente reattivo che in presenza di acqua libera idrogeno accompagnato da un forte calore che potrebbe portare a esplosioni e incendi. "Bisogna studiare - precisa Bonfatti - un intervento decisivo e per questo motivo noi mettiamo la nostra esperienza sull’estinzione in questo progetto che vede la partnership di Enea e dell'università". 

L'Europa ha un ruolo centrale in tema di mobilità elettrica. L'Italia dovrà seguire quanto stabilito dall'Unione europea che incentiva l'uso di auto elettriche. Gli incentivi europei aiuteranno le imprese lombarde ad ampliare il mercato delle auto elettriche. Entro il 2030 potrebbero essere oltre 10.000 le aziende 'made in Italy' operanti nel settore della mobilità elettrica per un fatturato di quasi 100 miliardi di euro.  

"La comunità europea ha obbligato - spiega Piazza - le case automobilistiche ad avere per il prossimo anno 95 grammi di Co2 per chilometro per ogni macchina venduta. Questo mercato quindi volente o nolente partirà". E' importante sottolineare il fatto che questa filiera italiana, "nel momento in cui sarà in grado di operare in territorio internazionale, si occuperà del riciclo di batterie elettriche che arriveranno anche da altri Paesi". conclude De Rocchi.